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JAZZ

KD

KD

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1 - Dorham's Epitaph,  1:40 2 - Monaco,  6:02 3 - None Shall Wander,  5:32 4 - Lotus Blossom,  6:01 5 - La Mesha,  5:46 6 - Jazz-classic,  6:09 7 - Sunset, 5:04 8 - Blues Elegante,  5:05   Tot. Time:  41:24   All compositions by Kenny Dorham   Lorenzo De Luca, sax Martino De Franceschi, double bass Marcello Abate, guitar Marco Soldà, drums   88.2kHz / 24bit digital recording made at Magister Recording Area, Preganziol- Italy,  on January 5, 2021   Production: VELUT LUNA Executive Producer: Marco Lincetto Balance recording engineer: Marco Lincetto Pro Tools operator: Andrea Valfrè Mix and Mastering engineer: Marco Lincetto Photo: Marco Lincetto Design and layout: L'Image   Questo disco si avvale anche del contributo economico del PROGETTO LPM, nato da un atto di mecenatismo privato e finalizzato a sostenere l'avvio all'attività professionale dei giovani eccellenti fra i laureandi e i laureati dai Conservatori Statali di Musica del Veneto.   TESTI   Kenny Dorham (a differenza del quasi coetaneo Miles Davis) viene spesso inserito nella categoria dei musicisti sottovalutati, nonostante una carriera molto intensa; in effetti soprattutto nel suo ultimo periodo - è morto nel 1972 - non ha avuto vita facile. Un aspetto che però caratterizza e nobilita la figura di KD (così viene chiamato dai jazzisti) è la sua attività di compositore: sono oltre la sessantina i brani da lui scritti, tutti interessanti, articolati e a volte molto lirici. Numerose sue composizioni sono entrate a far parte del repertorio jazzistico contemporaneo e questo CD ne è la prova. L’energia e la creatività di Lorenzo, Marcello, Martino e Marco dimostrano come sia possibile dare una versione assolutamente contemporanea e non datata delle composizioni di KD rispettando pienamente l’idea originaria dell’autore. Lunga vita a KD! Pietro Tonolo Kenny Dorham (differently from his almost contemporary Miles Davis) is often enclosed in the category of the undervalued musicians, despite a really intensive career. Indeed, in particular in his latter period – he died in 1972 – his life has not been easy. An aspect that characterises and dignifies KD (as he is called by jazz players) is his activity as a composer: there are more than sixty pieces he has written, all interesting, flowing and at times, particularly lyric. Many of his compositions have become part of the contemporary jazz repertoire and this CD is a demonstration of it. Lorenzo, Marcello, Martino and Marco’s energy and creativity show as it is possible to give an absolutely contemporary version of KD’s works, without date, fully respecting the author’s original idea. Long live KD! Pietro Tonolo     Quando ci è stato proposto di realizzare un omaggio alla musica di Kenny Dorham, abbiamo colto l’occasione con entusiasmo e curiosità. Il lavoro che ne è uscito è il prodotto delle nostre numerose esperienze come gruppo (condivise sia in ambito accademico sia artistico) e del nostro background musicale, dal quale abbiamo attinto nel reinterpretare un repertorio intriso di colori e suoni affascinanti. Di fatto, abbiamo scelto le composizioni più vicine alla nostra sensibilità, in alcuni casi deviando dall’idea originaria del trombettista.  Sonorità afrocentriche, reminiscenze blues e delicato lirismo trovano negli elementi tipici del bebop il loro denominatore comune, fornendoci un materiale ricco sul quale lavorare senza stravolgerne, di per sé, l'essenza. Affrontare un lavoro monografico su un autore prolifico come KD è stata un’opportunità stimolante: collaborare  ad  un  progetto  discografico  in  un  periodo  in  cui  gli  incontri  sono  rari,  ha rappresentato  per  noi  una  sfida,  mettendoci  alla  prova  nel  realizzare  un  album  che  fosse  il  più  fedele possibile  a  un’esecuzione  dal  vivo. Lorenzo, Marcello, Marco, Martino When we were suggested to perform a homage to Kenny Dorham’s music, we took the opportunity with both enthusiasm and curiosity. The result has been the result of our various experiences as a group (shared in both academic and artistic field) as well as of our musical background, from which we drew in the reinterpretation of a repertoire full of fascinating colours and sounds. As a matter of fact, we chose the pieces that were nearer to our sensitivity, a few times turning away from the trumpet player’s original idea.  Afrocentric sonorities, blues reminiscences and delicate lyrism find their common denominator in the typical elements of bebop, providing us with a rich material on which it is possible to work without upsetting its essence. Facing a monographic work on a prolific author such as KD has been a stimulating experience: contributing to a discographic project in a period when meetings are rare, has represented a challenge for us, making us test how to produce an album as close as possible to a live performance. Lorenzo, Marcello, Marco, Martino  

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MINGUS WORLD

MINGUS WORLD

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VELUT LUNA CVLD320 - MINGUS WORLD UPC: 8019349878692 01 - Monk, Bunk & Vice Versa  4:30 02 - Fables Of Faubus  6:40 03 - Goodbye Pork Pie Hat  4:51 04 - Jelly Roll  3:35 05 - Duke Ellington Sound Of Love / Oh Lord, Don't Let Them Drop That Atomic Bomb On Me  7:55 06 - O.P.  3:10 07 - Sue's Changes  6:18 08 - Jump Monk  4:38 09 - Better Get Hit In Your Soul  4:18 total time: 45:58 All compositions by Charles Mingus All arrangements by Salvatore Maiore and Maria Vicentini Maria Vicentini, violin and viola Salvatore Maiore, cello and double bass 88.2kHz/24bit original recording made live-in-studio at San Giacomo Spazio d'Arte, Italy, on November, 30, 2019 Marco Lincetto choose a pure DECCA TREE recording set up, using three RIBERA R12 vacuum tube microphones Production: VELUT LUNA Executive Producer: Marco Lincetto Balance Engineer: Marco Lincetto Recording Engineers: Cristiano Zatta & Marco Lincetto Editing Engineers: Cristiano Zatta & Marco Lincetto Mix and Mastering Engineer: Marco Lincetto Photo: Marco Lincetto Design and layout: L'Image Kingus Mingus Più invecchio, più mi irrito per la banalità del racconto sul jazz e sui suoi personaggi rinchiusi nei luoghi comuni che vanno dal “buontempone dalla risata perenne” al “genio e sregolatezza”, passando per una serie di frasi fatte che vi risparmio e mi risparmio. Più invecchio, più gioisco quando mi imbatto nei lavori di musicisti di ogni generazione che non si fermano alle formulette stereotipate, ma al contrario si attivano in opere di sana ricerca e di  approfondimento, guidati da una concezione del jazz come grande crocevia di apporti culturali . La rilettura dei capolavori di Charles Mingus realizzata da Maria Vicentini e Salvatore Maiore, se da una parte ne mantiene con grande luminosità l’effervescente fiume tematico, dall’altra ne esalta i valori contrappuntistici, la vocazione per il dialogo, il coraggio della sperimentazione, e il gusto per i colori tipico dell’amato Ellington, ma anche di Oscar Pettiford, qui deliziosamente omaggiato con “O.P.”, e non a caso anche lui violoncellista oltre che contrabbassista. Il tutto con la competenza strumentale, l’impegno nella progettazione del percorso, l’esecuzione “senza trucco e senza inganno”, ma al tempo stesso la leggerezza e la sottile ironia vuoi nelle improvvisazioni quanto negli obbligati che caratterizzano i musicisti maturi ma ancora freschi e creativi, in grado di quel non prendersi troppo sul serio che è in realtà l’anticamera della serietà. Insomma un bel servizio a Mingus, che se ce ne fosse ancora bisogno, si disvela artista dalle ampie visioni, ben oltre quel borioso e vanitoso attaccabrighe da bar dello sport che tante voci (…compresa quella di lui medesimo…) ci hanno superficialmente descritto. More I get older, more I get angry for the banality of the story about jazz and about its characters limited in common places varying from  the “always smiling jolly fellow” to the “genius and recklessness”, passing through a series of readymade sentences I want to spare to you and to myself. More I get older, more I rejoice when I run up into the works of musicians of every generation that do not stop at the stereotyped easy formulas, but, on the reverse, activate in works of research and further analysis, driven by an idea of jazz as an important crossroads of cultural contributions. The new reading of Charles Mingus’ masterpieces carried out by Maria Vicentini and Salvatore Maiore, on one side keeps its sparkling thematic flow with brilliance, on the other enhances its contrapuntal values, the vocation for dialogue, the courage of experimentation, and the taste for colours, typical of the beloved Ellington, but also of Oscar Pettiford, here deliciously honoured with “O.P.”, not by chance he himself being a cellist and a double bass player as well. All this with the instrumental competence, the commitment in planning the course, the performance “without tricks and deceits”, but in the same time the lightness and the subtle irony both in the improvisations and in the obligatos characterising mature but still fresh and creative musicians, so good in not showing themselves too serious, thus showing their seriousness and reliability. All considered, this is a good service paid to Mingus, who, if it were still necessary, reveals to be an artist with wide visions, much more than the arrogant and vain quarrelsome person superficially described by many voices, including his own.  Bruno Tommaso  

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AT TIME IT IS

AT TIME IT IS

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  Dopo due dischi, Weke music for piano & string e Eclectic Inside, dedicati fondamentalmente alla composizione per pianoforte e string orchestra, At times it isvuole essere un ritorno ad un processo creativo che mira, attraverso il trio jazz (piano, basso elettrico e batteria), la viola e il canto, alla essenzialità della forma e dello stile senza rinunciare ai tratti distintivi che da sempre caratterizzano il mio stilo compositivo ovvero la voglia di raccontare delle storie nel segno del crossover style. Le composizioni, tra di loro differenti per stile, pathos e forma, si caratterizzeranno sempre da una struttura formale solida legata al jazz cameristico influenzato dal pop, funky, latin e alcuni stilemi ritmici e melodici tipici della cultura araba. Da sempre sono convinto che ciò che accomunala musica dei nostrigiorni, in particolare il jazz, e la musica del passato, in particolare quella barocca, è che in entrambi i generi è possibile suonare anche “ciò che non è scritto”. Da ciò è nata l’esigenza di omaggiare “a modo mio” due compositori del passato ma al contempo modernissimi come J. S. Bach e Girolamo Frescobaldi che hanno fortissimamente influenzato la mia formazione musicale. Infine un grazie ai miei compagni di questa avventura i quali hanno condiviso “la mia idea di fare musica”. Vincenzo Cipriani nato a Bad Canstatt (Germania) il 12 Ottobre 1969, pianista, organista e compositore, è docente presso il Conservatorio E.R. Duni di Matera di armonia jazz, ritmica della musica contemporanea, ear training. Ha pubblicato due cd di sue composizioni inedite Weke music for piano & string (Velut Luna, 2010), Eclectic Inside (Farelive, 2018). Ha tenuto tourneè internazionali in Cina,Hong Kong, Lithuania, Belgio, Brasile, Thailandia, Turchia, Egitto, Romania, El Salvador, Germania e Francia. Ha eseguito le sue composizioni in reading teatrali collaborando con diversi attori tra cui Giancarlo Giannini, Michele Mirabella, Silvia D’Amico.            

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JAZZ NATURE

JAZZ NATURE

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Lucia Minetti, voice Pietro Ballestrero, guitar Stefano Profeta, double bass Production: VELUT LUNA Executive producer: Marco Lincetto Recording, mix and mastering engineer: Marco Lincetto Cover photo: Massimo Forchino Inside photos: Marco Lincetto Design and layout: L'Image The recording was made direct to stereo master, strictly live-in-studio, during only one session at MagisterArea Studios, Main Hall, Preganziol, Italy, on September 23rd, 2017 THIS IS A PURE AUDIOPHILE RECORDING: during the recording of the digital HD PCM 88.2kHz/24bit master and the contemporary analog master and the subsequent transfer to disc, the entire audio chain was trasformerless. The signal was not passed through any processing device (no compression, no equalization and no corrective editing) at any step during production. Presentazione di Lucia Minetti Negli anni ho cantato ed amato molti repertori, esplorando mondi sonori differenti, dal fado alla musica brasiliana, dalla canzone francese al jazz. Dai tempi del mio disco ?Elle?, fatto nel 2003 insieme al mio maestro Giorgio Gaslini, questo ? il mio primo lavoro completamente dedicato agli standards del grande songbook americano, quasi un ritorno, atteso e raggiunto con la maturit? acquisita dopo un lungo viaggio, al cuore di quello che ? sempre stato il principale punto di riferimento del mio percorso. Come se fosse parte della propria natura, il jazz pu? costituire per un musicista una maniera di rapportarsi in generale all?arte, un desiderio di libert?, una voglia di provare emozioni sempre nuove, di rischiare e di mettersi in gioco ogni volta in cui ci si esprime. Insieme a Pietro e Stefano ho trovato una profonda condivisione di questo spirito, questa indole, che abbiamo voluto chiamare ?JAZZ NATURE?, e che ha da subito costituito la chiave per leggere un vasto repertorio di canzoni, dagli anni ?30 ai ?70, trovando il nostro suono di gruppo e selezionando con grande piacere i brani per il disco. Cogliendo appieno la filosofia di questa ricerca e proiettandoci completamente nell?epoca di quel jazz, Marco Lincetto ci ha proposto una modalit? di registrazione rigorosamente live in studio, che esaltasse al massimo le caratteristiche del nostro approccio ?NATURE?, nonch? le straordinarie qualit? tecniche della ripresa audio. Abbiamo accettato con entusiasmo la difficile sfida, e vissuto insieme un?esperienza incredibile, due giornate durante le quali la musica ? stata suonata, cantata, ascoltata ed incisa con la stessa tensione e la stessa intensit? emotiva che si prova nei migliori concerti. Lucia Minetti

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ROOTS

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VELUT LUNA CVLD279 - ROOTS upc: 8019349159555 ISCR: ITW311627901 ..02 ..03 ... Il chitarrista torinese Pietro Ballestrero firma il suo quarto lavoro solista con l’etichetta Velut Luna, qui insieme ad Achille Succi, musicista italiano tra i più interessanti, apprezzato anche all’estero come specialista del clarinetto basso. In questo progetto ognuno dei due strumenti può essere cantante o bassista, creare linee melodiche oppure riffs, ritmo e armonia, per dar vita ad un intenso dialogo che fonde scrittura, improvvisazione jazzistica e contrappunto. La profonda ricerca timbrica, che permette al duo di spaziare con omogeneità da composizioni originali fino ai Radiohead e Nick Cave, è fedelmente ritratta con un’incisione “live in studio” dal fonico e produttore Marco Lincetto, che ancora una volta ci regala una qualità audio straordinaria. Guitar player Pietro Ballestrero signs his fourth work as a leader with the label Velut Luna, here together with Achille Succi, one of the most interesting Italian musicians today, well known also abroad as a specialist on bass clarinet. In this project each one of the two instruments can be a lead voice or a bass player, creating melodic lines or riffs, rhythm and harmony, in order to give birth to an intense dialogue that melts written material, jazz improvisation and counterpoint. The deep timbrical research, allowing the duo to range seamlessly between original compositions and a couple of beautiful covers from Radiohead and Nick Cave, is faithfully portrayed with a “live in studio” recording by the producer and sound engineer Marco Lincetto, who once again makes us the gift of an extraordinary audio quality. TRACKLIST 1 Hopeful triads (P. Ballestrero) 7:13 2 Non vuole uscire (Achille Succi) 4:27 3 Upi (P. Ballestrero) 6:02 4 Gigiù madama (Achille Succi) 4:00 5 Ugo (P. Ballestrero) 6:42 6 I cavalieri della tavola rotonda (P. Ballestrero) 6:02 7 Gentle snow (Achille Succi) 6:34 8 Paranoid android (Radiohead) 7:14 9 Roots (P. Ballestrero) 3:23 10 Into my arms (Nick Cave) 3:41 Total Time: 55:22 24bit/88.2kHz recording made live-in-studio at Areamagister Recording Studios, Preganziol (Italy), on September 27th and 28th, 2016 Production: Velut Luna Executive producer: Marco Lincetto Recording, mix and mastering: Marco Lincetto Design: Limage Photographs: Andrea Faggiano, Marco Lincetto, Manù Ballestrero

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WHEN YOUR DRUMMER HAS GONE

WHEN YOUR DRUMMER HAS GONE

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When Your Drummer Has Gone Massimo Salvagnini, clarinet Sandro Gibellini, guitar Velut Luna CVLD284 Introduzione La musica nasce prima di essere attribuita ad un genere. In questo caso, Sandro Gibellini ed io siamo stati d'accordo nell'idea di registrare belle canzoni nel migliore modo che ci fosse possibile, evitando di usare i brani solo come schemi su cui improvvisare. I brani che abbiamo scelto sono delle perle musicali assolute, con melodie ed armonie perfette. Hanno solo bisogno di musicisti che le amino e le suonino con passione. E' come accendere un fuoco sulla spiaggia, in una notte troppo ruvida. A quel punto, c'è da condividere il piacere con le persone che abbiamo vicino. Massimo Salvagnini Introduction Music rises before being placed in a certain kind. In this case, Sandro Gibellini and I agreed to record beautiful songs in the best way we could, avoiding to use them just as schemes to improvise on. The songs we chose are absolute musical pearls, with perfect melodies and harmonies. They just need musicians to play them with love and passion. It's like lighting up a fire on a beach, in a rough night. That done, there is a pleasure to share with the human beings close to us. Massimo Salvagnini Tracklist 1 My Melancholy Baby - Ernie Burnett & George Norton 2 Stardust - Hoagy Carmichael 3 Indiana - Ballard McDonal & James Hanley 4 I'm Confessin' - Chriss Smith & Sterling Grant 5 You Took Advantage Of Me - Richard Rodgers & Lorenz Hart 6 In A Sentimental Mood - Duke Ellington 7 When It's Sleepytime Down South- Clarence Muse, Leon & Otis Renè 8 Till There Was You - Meredith Wilson 9 Pennies From Heaven - Arthur Johnston & Johnny Burke 10 Prisoners Of Love - Russ Columbo, Clarence Gaskill & Leo Robin 11 Foolin' Myself - Jack Lawrence & Peter Tinturin 12 The Gipsy - Billy Reid 13 I'm Getting Sentimental Over You - Ned Washington & George Bassman 14 When Your Lover Has Gone - Einar Aaron Swan 15 On A Slow Boat To China - Frank Loesser 16 There Will Never Be Another You - Harry Warren & Mack Gordon 24bit / 88kHz original live-in-studio recording made at San Giacomo Spazio d'Arte, Italy on May, 13th, 2016 The recording was made using only Ribera R12 Handmade Tube Microphones ( NOS stereo pair and close). During the recording of the digital master and the subsequent transfer to disc, the entire audio chain was trasformerless. The signal was not passed through any processing device (i.e. compression, limiting or equalization) at any step during production. Production: Velut Luna Executive Producer: Marco Lincetto Recording Engineer: Marco Lincetto & Cristiano Zatta Mix and Mastering Engineer: Marco Lincetto Cover Design: L'Image Design and layout: L'Image Photo: Marco Lincetto

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LUSH MUSIC

LUSH MUSIC

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Lush Music: il meraviglioso caleidoscopio di Billy Strayhorn Negli ultimi anni gli studi e gli approfondimenti sulla figura, il ruolo e l’arte di Billy Strayhorn hanno portato sempre più gli studiosi e i musicisti a valorizzarne la personalità, affrancandola dal cono d’ombra della immensa figura di Duke Ellington di cui fu stretto collaboratore per quasi trent’anni. Il centenario della sua nascita - nel 2015 - ha dato nuovo impulso e stimoli agli approfondimenti sull’arte e le grandi qualità musicali di Stray, come veniva chiamato dai musicisti dell’orchestra. Ellington, che ebbe con lui un profondissimo rapporto umano e artistico, non nascose mai la sua ammirazione e gratitudine esprimendola così nella sua celebre autobiografia Music Is My Mistress (1973): "Billy Strayhorn was my right arm, my left arm, all the eyes in the back of my head, my brain waves in his head, and his in mine." La sua attività nella compagine ellingtoniana si svolse nei ruoli di compositore, arrangiatore e pianista (sia in studio che dal vivo), portando una certa trasparenza nell’orchestrazione del complesso linguaggio armonico del leader e - con alcune delle sue composizioni - una coloritura classicheggiante: oltre ad avere collaborato alle opere di ampio respiro in capolavori quali Such Sweet Thunder, A Drum Is a Woman, The Perfume Suite, The Far East Suite, Anatomy of a Murder, The Nutcracker Suite, egli scrisse una serie di brani che divennero delle hit dell’orchestra tra cui spiccano Take the "A" Train e Chelsea Bridge. In questo album l’ensemble N.P. Stray Horns, nato nell’ambito delle attività dell’Associazione New Project attiva tra Trento e Bolzano, incontra la musica di Strayhorn, rileggendo alcuni capolavori della sua produzione, dal giovanile e celeberrimo Lush Life all’ultima opera registrata postuma pochi mesi dopo la sua prematura scomparsa nel 1967 da Ellington stesso, Bloody Count. Il progetto è stato concepito come una opera collettiva, in cui molti dei musicisti coinvolti hanno dato un contributo arrangiando le pagine originali, dando vita a un caleidoscopio sonoro in cui la musica del compositore afroamericano è stata riletta con rispetto, ma anche con un certo spirito di avventura che contraddistingue sovente le reinterpretazioni jazzistiche. Roberto Spadoni 24bit/88.2kHz original recording made at MagisterArea Studio, Preganziol - Italy on March 26 & 27, 2015 Production: Velut Luna Executive Producer: Marco Lincetto Recording, Mix and Mastering Engineer: Marco Lincetto Photo: Marco Lincetto Design and Layout: Layout Sales Manager: Patrizia Pagiaro

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SETTE PASSI VERSO IL CIELO

SETTE PASSI VERSO IL CIELO

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"...Non è classica, non è jazz..." Questa frase è una sorta di mantra che mi ritrovo a ripetere da che ho iniziato l'avventura culturale di Velut Luna circa 20 anni fa, quando cerco di descrivere molte delle mie produzioni discografiche. La musica di Roberto Manuzzi non solo asseconda in pieno questo "mantra", ma, se possibile, mette ancora di più in luce quelle caratteristiche peculiari della grande musica di oggi che io amo e cerco negli artisti che decido di produrre. Sono brani che respirano a pieni polmoni la contemporaneità: ovvero si nutrono in modo naturale delle mille, e non più mille, fonti di ispirazioni che hanno riempito i pentagrammi per secoli di musica prima di noi. I "quadri musicali" di Roberto Manuzzi hanno poi una caratteristica che sa renderli naturalmente amabili, ovvero la forza descrittiva e la carica emotiva. Sapientemente, il compositore ferrarese non rinuncia alla melodia, ma la sa supportare con armonie mai banali, ma neppure ostentatamente dotte. Fa della leggerezza la sua forza, così come sa farlo solo un bozzetto impressionista di Monet. Passeggiando verso il cielo, i sassofoni di Manuzzi accompagnano l'ascoltatore in un viaggio pacato, che inizia al tramonto e prosegue la notte: un viaggio permeato di una ricca vitalità, espressiva e colta, ma soprattutto mai stucchevolmente afflitta da vanità cattedratiche o, peggio, da ruffiana banalità. Roberto Manuzzi Musicista poliedrico, sassofonista, compositore, è nato a Roma e risiede da tempo a Ferrara. E’ autore di colonne sonore per il teatro ed il cinema, insegnante e sperimentatore di vari linguaggi musicali contemporanei. Ha pubblicato diversi CD a suo nome con varie etichette discografiche e molti altri come arrangiatore ed esecutore. Ha affiancato ininterrottamente dal 1979 al 1990 il percussionista friulano Andrea Centazzo come solista e arrangiatore, collaborando con musicisti come Paolo Fresu, Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Radu Malfatti, Albert Mangelsdorff, partecipando ad alcuni tra i più importanti festival jazz in Italia e all'estero. E’ coordinatore didattico dei corsi di jazz e docente di musica di insieme jazz presso il Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara. Dal 1986 al 2013 è stato sassofonista e polistrumentista del gruppo del celebre cantautore Francesco Guccini, partecipando a tutte le sue tournèe e alla realizzazione dei suoi lavori discografici. Le sue composizioni sono pubblicate a stampa dalle case editrici EUFONIA e WICKY MUSIC. Paola Tagliani Pianista dalle grandi doti espressive e tecniche, è nata a Ferrara dove risiede e dove ha frequentato il locale Conservatorio diplomandosi in pianoforte con il massimo dei voti sotto la guida della professoressa Rina Cellini. Successivamente presso il medesimo istituto ha conseguito, sempre con il massimo dei voti, la laurea biennale di secondo livello in Discipline Musicali (pianoforte) Insegnante e didatta, svolge attività concertistica sia in formazioni cameristiche che in formazioni orchestrali. Ha collaborato a produzioni televisive e alla sonorizzazione di eventi multimediali. Ha eseguito in solo e in duo con Rina Cellini musiche di Mozart, Beethoven, Schumann, Brahms presso il Teatro Comunale di Ferrara in varie stagioni concertistiche. Con l’”Orchestra Città di Ferrara” ha eseguito inoltre i concerti K413, K414, K415 di W. A. Mozart ed il concerto in sol maggiore di Haydn (con la cadenza scritta da Nino Rota)

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SOMEONE LIKES IT ZOMBIE !

SOMEONE LIKES IT ZOMBIE !

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MR ZOMBIE ORCHESTRA Una batteria magmatica in costante movimento, un basso sempre pienamente al centro della situazione, chitarra e pianoforte liquidi e inafferrabili e allo stesso tempo capaci di unire mondi distanti… questo è il primo impatto all’ascolto live di “Mr Zombie Orchestra”, un gruppo che mostra anche all’ascoltatore più distratto di possedere molti più riferimenti di quanti essi stessi dichiarino nel loro manifesto programmatico che cita sullo stesso piano Jelly Roll Morton e Secondo Casadei (ma ai quali si possono tranquillamente aggiungere Anibal Troilo, Georges Bizet, Danny Elfman, Ennio Morricone, Django Reinhardt, e l’elenco non finisce certo qui) L’impressione è di una sapiente ricerca fatta assecondando un gusto “onnivoro” che tuttavia riesce magicamente a dare una sensazione di compiutezza e di stile. La “Mr Zombie” trascina il pubblico in una favola, ricreando l’atmosfera di un’ orchestrina dell’inizio del XX secolo che mescola valzer, jazz, mazurche e tanghi senza curarsi altro che del divertimento del pubblico e del proprio personale godimento musicale. Solo che l’orchestrina in questione, anziché riemergere da un passato oleografico, sembra decisamente proveniente dal terzo millennio o persino oltre, più simile per tanti versi alla “cantina band” delle api di Star Wars che a certi remake swing del recente passato discografico. Il risultato è qualcosa di ben diverso dal materiale utilizzato, un risultato che spiazza e affascina per le continue prestidigitazioni operate da questi giovani apprendisti stregoni. La bravura indiscutibile dei quattro, assai a loro agio in tutti gli stili musicali che mescolano nel loro magico calderone, rende il progetto un unicum interessantissimo nel panorama musicale italiano, così avaro di intelligenza musicale di questi tempi. Roberto Manuzzi

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DO IT! - LIVE

DO IT! - LIVE

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Pop. Original compositons by: J. M. Serrat, E. Ahbez, G. & I. Gershwin, S. Wonder, C. Porter, P. Daniele, V. Matteucci, R. Rodgers - L. Hart, L. Tenco, H. Warren - J. Brooks, A. Ramirez - F. Luna. Vittorio Matteucci voice; Syntax Quartet: Marco Strano tenor and soprano saxophones, Bruno Cesselli grandpiano, Federico Malaman doublebass and electric bass, Massimo Manzi drums 96kHz/24bit original live-in-studio two tracks direct to master recording made at MagisterArea Studios, Preganziol, on July 16th, 2011.  Vittorio Matteucci è universalmente considerato il Re del Musical Italiano (già primo protagonista di "Notre Dame de Paris", poi "Dracula", per la PFM, Scarpia, per la "Tosca" di Dalla, "Dante Alighieri", nell'omonima opera di Frisina, l'Innominato, ne “I Promessi Sposi”...), ma prima ancora è stato per molti anni leader della US Band, che ha accompagnato fra gli altri Smokey Robinson e James Brown. E poi ancora cantante della band di Demo Morselli. Insomma, Vittorio è un grande interprete: una grande voce, un eccellente attore sul palcoscenico. Incarna come pochissimi altri artisti italiani ciò che negli Stati Uniti è quasi obbligatorio, ovvero saper cantare, recitare, ballare… Sa muoversi su un palcoscenico con la naturalezza e l’autorevolezza dei grandi. Anche il suo repertorio spazia dalla canzone d’autore al jazz, con il classico approccio del grande “crooner”. Arriva quindi in modo molto naturale l’idea di produrre questo disco, interamente dedicato ad alcuni dei più noti ed affascinanti standards dell’American Song Book e della canzone d’autore italiana, in qualche modo resi “omogenee” dagli splendidi arrangiamenti di sapore prettamente jazzistico realizzati da Bruno Cesselli e da Federico Malaman, rispettivamente pianista e bassista del Syntax Quartet, il quartetto jazz voluto e guidato dal sassofonista Marco Strano, che accompagna Vittorio in questo progetto (completa il “dream team” il batterista Massimo Manzi, altro gigante – in tutti i sensi – della scena jazz internazionale). Ho finora molto insistito sul concetto di “palcoscenico”, giacchè la dimensione più naturale sia per Vittorio che per i musicisti che lo affiancano è senza dubbio quella “live”. Per questo motivo abbiamo deciso di registrare questo disco dal vivo, al termine della tournee estiva 2011. Volendo però garantire la migliore qualità tecnica possibile, abbiamo deciso di concepire e realizzare un evento live decisamente sui generis. Sfruttando le caratteristiche fisiche ed acustiche della sala principale degli studi MagisterArea di Preganziol – che possiamo a ben diritto assimilare ad un “piccolo auditorium” – abbiamo invitato un piccolo gruppo di amici che, assistendo al concerto come “pubblico”, hanno garantito la dimensione live più autentica. Al tempo stesso, evidentemente, abbiamo potuto sfruttare tutte le raffinatezze tecniche tipiche di un grande studio di registrazione, in modo tale da non rinunciare in nulla alla migliore qualità sonora della ripresa. La registrazione poi è stata realizzata in modo “vintage” sia per l’approccio, sia per la maggior parte delle attrezzature impiegate (evidente il nostro omaggio ai ruggenti anni ’60 di un’etichetta storica quale la Blue Note): e quindi missaggio in diretta su master due tracce stereo, sia analogico su bobina open reel da ¼” a 38 cm/sec, che digitale, su file stereo PCM 96kHz/24bit, sfruttando la superba conversione AD garantita dal Prism Sound Dream AD2. E non si può non segnalare l’utilizzo dei leggendari microfoni Neumann U 47 e U 87, del banco di missaggio analogico Soundcraft 3200 con gli stadi analogici modificati su nostre specifiche e di tutta una serie di outboard di controllo rigorosamente valvolari. Il risultato del nostro lavoro è ora finalmente disponibile per tutti: buon ascolto.

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CHRISTMAS

CHRISTMAS

€ 13,50

Pop: original compositions by J. Pierpoint, J. Styne & S. Cahn, M. Jackson, M. Carey & W. Afanasieff, M. Parish & L. Anderson, G. D. Weiss & B. Thiele, J. Beal & J. Boothe, G. Michael, J. Marks, R. Smith & F. Bernard, J. Mohr & F. Gruber, J. F. Coots & H. Gillespie, F. Mendellsohn-Bartholdy, J. Lennon & Y. Ono, I. Berlin, P. Doddridge & E. F. Rimbault. Latin Jazz Band conductor Renzo De Rossi. 24bit/88.2hKz digital recording made at Teatro Sociale, Cittadella, on November, 20 & 21, 2010.  Fra i brani musicali, le canzoni, “immortali” non si possono non considerare quelli dedicati al Natale. La magia delle classiche atmosfere natalizie è e resta tale a qualsiasi latitudine, pur magari per motivi differenti. Queste musiche, alcune delle quali appartenenti ad una tradizione popolare che si perde nella notte dei tempi, altre composte da grandi autori classici, altre ancora frutto della cultura pop dei nostri giorni, hanno la capacità di reinventarsi ad ogni differente esecuzione, grazie agli arrangiamenti per gli organici più differenti. Ed ecco allora scorrere senza soluzione di continuità Jingle Bells, Let it snow!, Sleigh Ride, Silent night, Rudolph, Santa Claus is coming to town, White Christmas, Oh happy day, e molte alter. Quest’anno Velut Luna affida la celebrazione del Natale ad una grande Big Band dal sapore jazzistico – la Latin Jazz Band: 45 maestri d’orchestra, diretti da Renzo De Rossi, in grado di sprigionare una straordinaria energia e vitalità, offrendo non pochi spunti di originalità, grazie ad arrangiamenti a volte sorprendenti di temi notissimi. Registrato come sempre in formato digitale ad alta risoluzione 88.2kHz/24bit, con la tecnica del “live-in-studio” nella bellissima acustica del Teatro Sociale di Cittadella, in provincia di Padova, questo disco si caratterizza per un grande impatto sonoro non disgiunto da una spumeggiante dinamica.

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ADAMO... LET'S SWING!

ADAMO... LET'S SWING!

€ 13,50

Jazz. Original compositons by: Piccoli, Marks-Irving-Lerner, Cole-Mills, Bresler-Winn, Johnson, Prima, Ellington-George-Hodges-James, Warfield-Williams, Rose-Lewis-Stock, I. Gershwin-G. Gershwin. The Metronomes: F. Michielin, C. Piccoli, S. Fedato. Special Guests: M. Strano, Bonivento, M. Scomparin, L. Bottos, M. Gava. M24bit/88.2kHz digital recording made at MagisterAreaStudios, Preganziol on May and June 2011  Sono passati già sei anni da quando recensivo il loro ultimo lavoro (“Ciao Fred” - 2005 - Velut Luna) e da allora mi chiedevo, dopo quel magnifico tributo a Fred Buscaglione, che direzione avrebbe preso la loro musica. Nel frattempo i tre “Metronomi” hanno continuato a far divertire, cantare, ballare, ridere e piangere chi ha avuto occasione di vederli e ascoltarli dal vivo, con il loro sterminato repertorio di swing, blues, boogie e jumpin’jive americano e italiano. Anche oggi, se mi capita di assistere a un loro concerto, non riesco a trattenermi dal battere il piedino per seguire il ritmo incalzante di batteria tenuto da Stefano Fedato che, “ridendo e schersando” (come direbbe Jannacci), trascina il trio verso velocità sempre più ardite; non riesco a non rimanere stupito per il modo singolare e asimmetrico di suonare il pianoforte di Carlo Piccoli, che al posto della mano sinistra sembra avere un contrabbasso e che mentre suona ondeggia a tempo con tutto il corpo, piedi compresi; non riesco a non ridere meravigliato nel vedere un istrione come Francesco Michielin, che dimenandosi come un ossesso, alterna in continuazione il canto graffiante, ispirato e teatrale, al suono del kazoo e che riproduce (per gioco) qualsiasi strumento con la sua voce (dalla tromba alla chitarra); ma, soprattutto, non riesco a capacitarmi come l’insieme sonoro risulti così compatto e completo nonostante siano solo in tre!! Dopo l’omaggio alla musica di Fred Buscaglione a cui accennavo, ritornano sulla scena con questo nuovo lavoro “Adamo .. let’s swing!” che è il quinto disco del trio veneto . E’ un disco vario e ricco di novità: innanzitutto la presenza (per la prima volta) di alcuni brani di loro composizione che fanno trasparire, al primo ascolto, il divertimento e l’ironia presente nella loro musica. E’ sufficiente ascoltare i loro brani, “Adamo” (quadretto spiritoso e irriverente illustrato con ironia in copertina) e “Iperteso” (chi di noi non si è imbattuto in autostrada in un “iperteso, occhiali scuri e vestito appeso” che sfanala e strombazza perchè vuole sorpassare?) oppure “Hard times” (che sembra un pezzo ragtime degli anni venti arricchito da trombette vocali alla Mills Brothers) per comprendere lo spirito che sta dietro alla loro musica. Approvo poi, senza riserve, la scelta di introdurre brani cosiddetti “minori” come la divertente “is it true what they say about dixie?” di Al Jolson o il struggente blues “Since I fell for you” presa dal repertorio della grande Dinah Washington che nella versione dei Metronomes è un autentico capolavoro. Una scelta accurata di classici americani di un tempo (da Gershwin a Louis Prima, da Duke Ellington a Nat King Cole) completa il lavoro, che presenta numerose variazioni di tempo e di ritmo, toccando il ragtime, lo stomp, il blues, lo swing e il jumpin’ jive e raccoglie diverse citazioni con omaggi a Louis Armstrong, Tom Waits, Louis Prima, Al Jolson e, perchè no, Buscaglione, che resta uno dei loro principali ispiratori. Un disco fresco e divertente in cui i primi a divertirsi sono i musicisti stessi. Del resto è sufficiente vedere i Metronomes dal vivo per rendersi conto che, quando suonano, si divertono davvero! E allora ... Let’s swing!  Franco Ceci Colpis

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FIVE PORTRAITS

FIVE PORTRAITS

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JAZZ. All compositions & arrangements by Marco Strano. Sintax 4 th: Marco Strano tenor, alto & soprano saxophones, flute; Bruno Cesselli acoustic piano, fender rhodes, keyboards; Massimo Manzi drums; Federico Malaman double bass, electric bass; featuring Paola Casula on Saraband. 24bit/88.2 kHz original recording made at Magisterarea Studios, Preganziol, Italy, May 2010. Masterig at Pouliner Studios. Marco Strano è uno dei più significativi Artisti italiani. Musicista e pittore, da oltre vent’anni compone musica e dipinge quadri di grande interesse: innovativo nei suoni e nelle immagini, che da sempre convivono in un connubio indissolubile, come anche questo ultimo lavoro dimostra. Il territorio musicale di elezione di Marco Strano è il jazz. Profondo conoscitore dei fondamentali della musica afro americana per eccellenza, in questo ultimo lavoro propone un progetto tutto sviluppato sui ritmi incalzanti, metropolitani, figlio diretto dell’atmosfera pulsante e multietnica di una grande metropoli: e New York è senza dubbio il luogo dell’anima di Five Portraits. Racchiuso nella essenziale e pienamente esaustiva formazione del quartetto, i sassofoni di Marco Strano interagiscono in un interplay perfetto con il pianoforte e le tastiere di Bruno Cesselli, con il contrabbasso ed il basso elettrico di Federico Malaman e con la batteria rocciosa di Massimo Manzi: tre indiscussi fuoriclasse del panorama jazzistico internazionale.

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YASMINA

YASMINA

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Original compositions by: C. Porter, J. McCoy, Yasmina Spinnato Visconti, G.& I. Gershwin, P. McCartney, J. Lennon, L. Hart/ R. Rodgers, A. Hamilton, S. Burke. Yasmina voice; Bad Songs: Roberto “bob” Brusca grandpiano, Diego “quentin” Tarantino doublebass, Giuseppe Urso drums. Guest: Toti Di Maio electric guitar. 24bit/8802kHz original recording made real live-in-studio at Magister Area Studios, on January, 24th, 2010, from 1.00 pm. to 5.00 pm. Yasmina & Bad Songs è un’alchimia d’intenti jazz ed elettro-pop che dà vita a sonorità eleganti, raffinate e mai banali, applicate ad alcune dei più celebri standard americani ed al servizio di due brani originali composti da Yasmina stessa: da My Funny Valentine a Why don’t you do it right?, da Come together a Night and Day. E molte altre. Un’alchimia in cui la voce calda e sensuale di Yasmina, cantante dalle solide basi liriche presto tradite per un innato amore verso vocalità creative e prive di confini stilistici, incontra i “Bad Songs”, un trio jazz che, forte di solide basi classiche, da anni si muove nella fusione organica e ironica dei vari linguaggi della musica contemporanea. Un incontro che con l’innesto di Toti di Maio, chitarrista estroso e mai invadente, dà vita a un disco di grandi canzoni senza tempo, con arrangiamenti originali, divertenti e auto-ironici. Il primo disco di una band di artisti e amici che suonano e creano insieme nel nome di un amore che non tramonta mai, quello per la musica e per tutti i suoi colori. La registrazione di questo disco si può a buon diritto definire magica: si è infatti subito creata un’alchimia particolare fra i musicisti e Marco Lincetto ed in sole 4 ore di una domenica pomeriggio, rigorosamente live-in-studio, è nato questo ammaliante disco. Non manca nulla: dinamica strepitosa, timbrica raffinatissima e suadente, immagine sonora scolpita nella roccia dei 24bit/88.2kHz utilizzati per la ripresa.  Clicca qui sotto per il sito ufficiale di Yasmina dove pui ascoltare i samples del Cd: http://www.myspace.com/yasminaandbadsongs

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NUANCES

NUANCES

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Jazz: original compositions by M. Bonivento, K Bailey, C. Pescosta. M. Bonivento piano, organ, wurlitzer, keyboards, vocoder; E. Hebling double bass, e. bass; P. Mer drums; D. Kwathe percussion; L. Bortoluzzi drums; L. Di Angilla percussion; L. Boscagin e. guitar; J. Thompson tenor sax, flute; M. F. Forieri baritone sax; A. Stiffoni violoncello; M. Pandolfi harmonica; Special guest: H.”Luma” Lourenco vox; K. Bailey vox 24bit/88.2kHz original recording made at Magister Area Studios, Preganziol (Italy) on September 2009. Michele Bonivento, pianista, pluritastierista, compositore è un musicista “onnivoro” e curioso e si definisce “un viaggiatore della musica tutta”. Dedica gran parte della sua ricerca alla musica afro-americana, esplorando necessariamente territori musicali dei diversi continenti. Due sono le anime che albergano in questo artista: quella “bluesy”, con una sensibilità speciale nell’accompagnamento dei solisti e il suo saper esaltare la melodia, e quella di arrangiatore, che ne mette in evidenza l’aspetto compositivo, lontano da clichè stilistici. Nuances è specchio delle esperienze e degli incontri vissuti in questi ultimi anni, ogni composizione, evocatrice di un preciso stato emotivo, è frutto di una creazione estemporanea, ma in costante evoluzione. I brani che lo compongono hanno chiare influenze JAZZ, SOUL e GOSPEL, che giocano con atmosfere più mediterranee. Volendo a tutti i costi trovare dei “parenti artistici” di Michele Bonivento, viene assolutamente naturale pensare a Dave Grusin ed a quella sua musica che negli anni ottanta è stata celebrata dall’etichetta discografica americana GRP. Nuances è stato registrato avvalendosi di alcuni dei migliori solisti mondiali. Ecco quindi scorrerre nei titoli di coda Edu Hebling al contrabbasso ed al basso elettrico, Phil Mer alla batteria, Dudu Kwathe alle percussioni, Luca Bortoluzzi ancora alla batteria e Leo Di Angilla ancora alle percussioni; e poi Luca Boscagin alla chitarra elettrica, James Thompson al sax tenore ed al flauto, Marco Furio Forieri al sax baritono, Alvise Stiffoni al violoncello, Marco Pandolfi all’armonica. E last but not least, le due splendide voci di Kenn Bailey e di Heloisa “Luma” Lourenco. Questo progetto è stato registrato da Andrea Valfrè e masterizzato da Marco Lincetto agli Areamagister Studios di Preganziol, in alta risoluzione digitale. Il suono è assolutamente spettacolare ed esalta all’ennesima potenza i mille colori di questo straordinario progetto musicale. Infine una nota speciale per il packaging e la grafica: per la prima volta Velut Luna propone un preziosissimo cofanetto in digipack cartonato a tre ante, con booklet allegato, tutto interamente a colori ed impreziosito dalle straordinarie fotografie di Diego Landi. Quindi questo disco si può e si deve considerare un prezioso oggetto d’arte a 360°.

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PETITES SUITES

PETITES SUITES

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Original compositions by Jeremy Norris. Fabio Franco flute, Jeremy Norris grandpiano, Daniele Carnio double bass, Simone Gerardo drums. 24bit/88.2kHz digital recording was made “live-in-studio” at Areamagister Recording Studios- Yellow Hall, on February 2009.  Le due Petites Suites di Jeremy Norris, registrate qui per la prima volta, esplorano terreni musicali a noi familiari, ma di rado visitati da compositori contemporanei. Sono paesaggi sonori che si annidano comodamente tra l’emozionante estemporaneità del jazz e la sicura maestria della musica colta. Nonostante la sua duplice eredità, il linguaggio musicale di Norris non è privo di sorprese, essendo ricco di polifonia jazzistica e accessi virtuosistici nella complessa scrittura d’ensemble e nelle cadenze d’assolo. Eppure ci sono anche immediatezza e freschezza nelle melodie delle suites: si esprimono in una sorte di orecchiabilità, qualità che Ennio Morricone attribuisce alle musiche che ci ricordano suoni e motivi forse sentiti altrove ma impossibili da identificare. Le suites sono dedicate a due grandi musicisti: Giusto Pio e Claude Bolling. Senza i loro consigli, il loro incoraggiamento e soprattutto l’esempio delle loro composizioni, le suites non avrebbero potuto essere concepite e tanto meno composte. Insomma, un disco di musica nuova, che non tradirà le aspettative di quegli ascoltatori curiosi, alla ricerca di musica colta, ma piacevole e soprattutto in grado di superare brillantemente gli steccati sempre più inutili posti fra i “generi”. La registrazione si avvale della consolidata tecnologia di ripresa PCM 24bit/88.2kHz, ma soprattutto, come di consueto per Velut Luna, è stata effettuata in diretta, live-in-studio, nella favolosa Sala Gialla dello studio MagisterArea

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RESTLESS SPIRITS

RESTLESS SPIRITS

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JAZZ. Original compositions by Roberto Magris. Big Band Ritmo Sinfonica Città di Verona, conductor Marco Pasetto. Special guests: Roberto Magris piano, Massimo Greco trumpet and flugelhorn, Sbibu percussions. 24bit/88.2kHz/40 Tracks digital recording made strictly-live-in-studio (with no digital editing) at Teatro Martinelli, Castelnuovo del Garda, Italy, on September 2008. La Big Band Ritmo Sinfonica “Città di Verona” è una “super big band” formata da oltre 40 artisti della storica città di Verona. Fondata nel 1946 per iniziativa di alcuni musicisti dell’orchestra sinfonica di Verona, si è evoluta negli anni verso una formidabile formazione jazzistica, condotta prima da Mario Pezzotta e Renzo Nardini e, dal 1995, da Marco Pasetto. Oltre all’esecuzione della musica di grandi autori americani come Duke Ellington, Count Basie e Miles Davis, Pasetto ha proposto alla band l’esplorazione di brani di jazz moderno contemporaneo da includere nel repertorio e da registrare in questo CD, che nasce dalla collaborazione con il grande pianista Roberto Magris, un artista universalmente noto sia come esecutore che come compositore, con 17 album all’attivo. Il presente album rappresenta quindi la continuazione della predilezione della big band per la musica di questo artista, che il gruppo esegue e propone da anni. Con Restless Spirit il direttore Marco Pasetto e la BBRS festeggiano quindi l’amicizia con Roberto Magris attraverso la registrazione delle sue composizioni. L’incisione è stata realizzata nel mese di settembre 2008 al Teatro Martinelli di Castelnuovo del Garda, in Italia. E’ stato scelto un teatro, anzichè uno studio di registrazione, per ottenere la qualità sonora dello spettacolo dal vivo. Oltre a Roberto Magris, ospite principale, hanno collaborato a realizzare il presente CD altri due ospiti speciali: il trombettista italiano Massimo Greco e lo specialista in percussioni Sbibu. La sonorità della band, in evidenza in questo disco, ricorda il sound di grandi orchestre contemporanee come la rinnovata Netherland’s Metropole Orchestra, formata da 50 elementi o quello un tempo prodotto da leggendari gruppi come la Woody Herman’s Thundering Herds o la Stan Kenton Orchestra. La robusta sezione di ottoni è sorretta infatti da una sezione di venti ance in grado di entusiasmare chiunque. Magris conduce il ritmo ed espone otto vibranti brani originali che includono una riproposizione del “Blues for My Sleeping Baby”, già incluso nell’album Check-in, oltre ad un alternate-take di “Ambigous”. Il risultato sono nove moderni arrangiamenti per big-band e settanta minuti di sound ricercato e pieno di ritmo.

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MYSTERE PIANO

MYSTERE PIANO

€ 13,50

JAZZ: original composition by R. Zegna, P. Birro, A. Zambrini, M. Tonolo, O. Del Barba, M. Parente, D. Ellington, H. Carmichel-M. Parish. Piano R. Zegna, P. Birro, A. Zambrini, M. Tonolo, O. Del Barba, M. Parente. Recording was made at Magister Area Studio, Preganziol, Italy. the piano was always the same Steinway & Sons Concert Grandpiano built in new York on 1930. Un pianoforte, un solo pianoforte, sempre il medesimo, posizionato sempre esattamente nel medesimo luogo, ripreso sempre esattamente con il medesimo set-up microfonico, posizionato sempre esattamente nel medesimo modo ed alla medesima distanza. E poi sei fra i migliori pianisti, ed autori, italiani di area jazz (ma non solo): ciascuno chiamato ad eseguire una decina di minuti di musica, in assoluta libertà creativa, senza vincoli di repertorio, al solo fine di esprimere il meglio del proprio mondo musicale. Il tutto in diretta e senza possibilità alcuna di editing a posteriori: rigorosamente dal vivo, pur in studio e senza pubblico. Il tutto allo scopo di dimostrare, forse per la prima volta, quante differenze (e… Vive la difference!) ci siano nel suono di ogni singolo interprete rispetto a ciascun altro, una volta definito con rigore scientifico, il medesimo strumento ripreso sempre nel medesimo identico modo, pur nel corso di alcuni mesi. E quanto differentemente possa suonare un medesimo pianoforte, quando suonato da differenti artisti, sfatando il mito che uno Steinway suoni sempre uguale a se stesso. Ecco quindi spiccare la personalità di ogni singolo pianista, mai confusa nella massa magmatica di strumenti spesso imprecisi, condizioni tecniche ed ambientali differenti, che troppo spesso finiscono per omologare il suono di ogni singolo musicista a quello di molti altri. Senza rispetto per l’arte e lo studio di ciascuno…

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ELLAURA - S A C D

ELLAURA - S A C D

€ 18,00

JAZZ: original compositions by Prince, F. Lai - C. Sigman, G. & I. Gershwin, G. Kahn, M. Legrande - A. & M. Bergman, A. Rafaz, C. Porter, G. Gaslini, K. Weill - M. Magre, R. Mitchell. Voice: L. Conti, piano: G. Gaslini. Recording was made strictly live-in-studio at Magister Area Studio, Preganziol, Italy on May 2007. Ellaura è un dipinto, un polittico in 14 tavole. Giorgio Gaslini ne è il pittore; Laura Conti il soggetto protagonista. Il pianismo classico, ma sempre innovativo, di Giorgio Gaslini si mette al servizio della duttilità vocale, della teatralità e della finezza tecnica di Laura Conti. Novello Zelig della tastiera, per 14 volte entra nello spirito di 14 differenti stili, unendoli però tutti quanti con la sottile linea azzurra della sua propria anima artistica, plasmata e proposta negli ultimi 60 anni della storia della musica. E Laura Conti è l’unico soggetto che può essere protagonista di questo affresco di canzoni: perché sa seguire e trasformare in propri i tratti autorevoli imposti dalla mano dell’autore, in uno scambio d’intese e complicità che trasforma in un unicum consolidato il gioco delle parti. Ed alla fine l’uno in funzione dell’altra e l’altra in funzione dell’uno chiudono un cerchio perfetto, descrivono un microcosmo di suoni assolutamente autonomo e autosufficiente, che non lascia all’ascoltatore attento, ed anche a quello casuale, il dubbio che manchi qualcosa o che qualcosa sia di troppo.

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STORYVILLE JAZZ BAND - VLHD HIGH QUALITY

STORYVILLE JAZZ BAND - VLHD HIGH QUALITY

€ 13,50

JAZZ:Tracks 1-6: original compositions by L. Shields, M. Endsley, K. Ory, Boutelja-Wilfree, D. Ellington, L. Pollack. Trumpet: S. Gilioli, trombone: G.B.Tedeschi, Clarinet, soprano sax, voice: M. Pasetto, banjo: R. Bonato, tuba: M.Cracco, drums: G. Gozzi. 24bit/96Khz original live-in-studio recording direct-to-stereo master made at Magister Studio. Preganziol on July,2006 Tracks 7-16: original compositions by C. Davis, R. Henderson, Furber-Braham, Fields-Mc Hugh, H. Carmichael, B. Strayhorn, S. Williams, Creamer-Layton, D. Ellington. Trumpet: B. Zorzella, trombone: L.Bragantini, clarinet, voice: M. Pasetto, tenor sax:P. Pesenti, banjo: R. Bonato, tuba: M.Cracco, drums: L. Zorzella, piano: D. Moroni. 24bit/96Khz original live recording direct-to-stereo master made at the club Il Posto. Verona on February,2000 La Storyville Jazz Band è uno dei gruppi italiani specializzati nella musica dixieland (il jazz dei primi anni del novecento) di più antica fondazione. Veronesi, da più di trent'anni, pur nell'alternanza delle formazioni, calcano i palcoscenici dei più importanti club e teatri. In questo disco proponiamo due distinti momenti: un concerto registrato dal vivo nel locale veronese "Il Posto" nel febbraio 2000 con ospite di riguardo il pianista Dado Moroni. E poi una recentissima registrazione effettuata in diretta live in studio nel luglio di quest'anno 2006. In tutto 74 minuti di musica fresca e brillante, registrata ai massimi livelli tecnici oggi possibili e soprattutto TRUE LIVE, senza alcuna sovraincisione e mixata direttamente su master stereo ad alta risoluzione.   

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MAKING WHOPEE - S A C D

MAKING WHOPEE - S A C D

€ 18,00

Original compositions by O. Del Barba and R. Caporale; G.&I. Gershwin; Hammerstein; Rodgers; Kahn; Donaldson and others. Orchestra di Padova e del Veneto, conductor Oscar Del Barba; Coro da Camera del Concentus Musicus Patavinus dell'Università di Padova, conductor Fabio Framba; Rosella Caporale, voice; Delio Caporale, voice; Fausto Beccalossi, accordion; Antonio Zambrini, piano; Achille Succi, bass clarinet and alto sax; Oscar Del Barba, piano; Caterina Bergo, harp. 24bit/88.2kHz digital recording at Auditorim Pollini, Padova on June 2006 and at Magister Studio, Preganziol on July 2006 Questo disco rappresenta un punto d'arrivo per uno dei più grandi compositori ed arrangiatori di area jazz italiana, Oscar del Barba, artista di riferimento da sempre per Velut Luna. La straordinaria voce di Rosella Caporale anche autrice di alcuni testi originali, si mette al servizio dell'arte di Oscar, che per questo disco ha realizzato otto nuovi arrangiamenti di grandi classici della canzone americana (Making Whopee, Speak Low, Someday my Prince Will Come, etc.) e cinque nuovissimi brani di sua composizione, tutti pensati per la grande orchestra sinfonica e con il contributo di alcuni grandi solisti jazz: Antonio Zambrini al pianoforte, Robert Bonisolo e Massimo Salvagnini ai sax, Fausto Beccalossi alla fisarmonica e Caterina Bergo all'arpa. Registrato in presa diretta nel grande Auditorium Pollini di Padova in alta definizione e multicanale, questo SACD non farà  rimpiangere le grandi produzioni orchestrali americane targate Telarc.

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