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CLASSICAL

Liszt Piano Transcriptions, Eliana Grasso

Liszt Piano Transcriptions, Eliana Grasso

€ 15,00

L. van Beethoven - F. Liszt 1 - Allegretto dalla Sinfonia n. 7 in la maggiore Op. 92 (S. 464), 10:10 F. Schubert - F. Liszt  2 - Gretchen am Spinnrade (S. 558), 4:39 3 - Serenade (S. 560), 6:15 G. Verdi/F. Liszt 4 - Danza Sacra e duetto finale da Aida (S. 436), 11:13 F. Chopin - F. Liszt 5 - Mädchens Wunsch, da “Six chants polonais”( S. 480), 4:19 6 - Frühling, da “Six chants polonais” (S. 480), 2:40 R. Schumann - F. Liszt 7 - Widmung (S 566), 4:33 F. Liszt 8 - Mephisto Waltz n. 1, versione per pianoforte dell’autore (S. 514), 12:35   Total Time: 56:31   24bit / 88.2kHz original recording made at Laboratorio Zanta, Camponogara, Italy, on November and December 2021 Eliana Grasso plays on Steinway & Sons D274 Concert Grandpiano, tuned and prepared by Silvano Zanta   Production: VELUT LUNA Executive Producer: Marco Lincetto Musical producer: Eliana Grasso Recording, mix and mastering: Marco Lincetto Editing: Mattia Zanatta Cover photo: Marco Lincetto Design and layout: L'Image   Note critiche Di fronte al vasto catalogo di composizioni scritte da Franz Liszt e destinate ad arricchire il repertorio pianistico del XIX secolo ci si trova a dover constatare un maggior numero di opere basate su lavori di altri autori rispetto alle pagine di produzione propriamente originale. L’insieme dei diversi arrangiamenti, scritti durante tutto l’arco dell’attività compositiva dell’autore, rientrano all’interno di due categorie secondo la precisa volontà dello stesso Liszt, a cui si deve la prima distinzione terminologica: da una parte le trascrizioni, ovvero tutti quegli adattamenti pianistici in cui la partitura originaria viene mantenuta sostanzialmente inalterata; dall’altra parte le parafrasi, dei veri e propri esercizi di stile in cui il compositore si prende la libertà di variare il testo di partenza piegandolo alla propria velleità creativa. Sebbene siano stati più volte oggetto di aspre critiche da parte di alcuni esponenti della musicologia del primo Novecento (si veda il commento di Humphrey Searle, responsabile della catalogazione sistematica delle opere di Liszt: «potrebbe aver sprecato molto tempo su alcune di queste trascrizioni, ma almeno hanno fornito uno sbocco per la sua energia sovrabbondante», The Music of Liszt, London 1954), gli arrangiamenti prodotti dal compositore ungherese hanno contribuito alla divulgazione e alla promozione della musica di numerosi autori.   Faced with the vast catalog of compositions written by Franz Liszt and destined to enrich the piano repertoire of the 19th century, one finds a greater number of works based on the works of other composers than on the pages of his own original production. The range of different arrangements, written during the whole period of the composer's activity, fall into two categories according to the precise will of Liszt himself, to whom we owe the first terminological distinction: on the one hand, transcriptions, that is, all those piano adaptations in which the original score is maintained substantially unaltered; on the other hand, paraphrases, real exercises of style in which the composer takes the liberty of varying the original text, bending it to his own creative ambitions. Although they have often been the object of harsh criticism by some exponents of musicology of the early twentieth century (see the comment of Humphrey Searle, responsible for the systematic cataloging of the works of Liszt: "he may have wasted a lot of time on some of these transcriptions, but at least they have provided an outlet for his overabundant energy", The Music of Liszt, London 1954), the arrangements produced by the Hungarian composer have contributed to the dissemination and promotion of the music of many authors. ELIANA GRASSO Eliana Grasso, pianista, svolge attività concertistica in Europa e negli Stati Uniti in sale rinomate come la Carnegie Hall a New York, la Wigmore Hall a Londra, la Sala Verdi a Milano, la Royal Academy of Music a Londra, l’Heremitage di San Pietroburgo, Theatre La Filature di Mulhouse, la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona, il Teatro Sociale di Bellinzona, la Cappella Paolina del Quirinale a Roma, Bloomsbury Theater di Londra, Salon Chopin (Société Historique Polonaise) a Parigi, Palazzo Ducale a Mantova, Teatro Piccolo Regio a Torino e numerose altre. Debutta nel 1994 eseguendo il concerto in re maggiore di Haydn, diretta da Luca Pfaff con l’Orchestra Sinfonica di Mulhouse, ricevendo grandi consensi di pubblico e critica ("Eliana Grasso: encore petite et déjà si grande", l'Alsace, marzo 1994) con numerose orchestre quali l’Orchestra Magister Harmoniae, l’Orchestra Piccolo Auditorium Paradisi, l’Orchestra del Teatro Filarmonico di Verona, diretta fra gli altri da Piero Bellugi. Si esibisce regolarmente come solista e in formazioni cameristiche per le più importanti stagioni musicali italiane quali: MITO Settembremusica (Torino), Società dei Concerti (Milano), Società del Quartetto (Milano), Unione Musicale (Torino) Trame Sonore (Mantova), I Concerti del Quirinale (Roma), Polincontri (Torino), Rivolimusica, I Concerti dell’Università della Tuscia (Viterbo), Milano Classica, I Concerti del Pomeriggio del Teatro Alfieri (Torino), Fondazione William Walton (Napoli), Settembre Musicale Orta (Novara), Ravello Concert Society (Napoli), Concerti a Palazzo Labia (Venezia), Teatro Torti (Bevagna). Si è anche esibita in Norvegia, Russia, Stati Uniti, Francia, Svizzera, Spagna, Inghilterra e Romania. Collabora stabilmente in duo con il flautista Romano Pucci (primo flauto Teatro alla Scala di Milano), a quattromani e due pianoforti con la pianista Irene Veneziano ed esplora il repertorio liederistico con la soprano Susanna Rigacci. E’ stata premiata in numerosi concorsi: a 13 anni si classifica terza assoluta al Concorso Internazionale di San Pietroburgo, da allora si classifica prima assoluta in numerosissimi concorsi italiani: Stresa, Premio J.S. Bach, Premio Kawai, Premio Clementi e molti altri. Più recentemente, nel 2014 è vincitrice assoluta del Concorso Internazionale Festival di Bellagio. I suoi concerti sono stati trasmessi in diretta da emittenti radiofoniche quali Rai Radiotre, è recentemente stata ospite della trasmissione “Il Pianista” in onda su Radio Classica. Per l’etichetta Velut Luna ha già registrato “Sortilèges” con musiche di Ravel e Saint Saens in duo con I. Veneziano (“le due musiciste diventano un solo organismo e danno espressione a tutto il fascino di questa musica” Suonare, 2015). Diplomata con il massimo dei voti presso il conservatorio “G. Verdi” di Torino, e premiata con la borsa di studio “Lascito Piacenza” per il miglior esame conclusivo, prosegue gli studi presso l’Accademia “Incontri con il Maestro di Imola”, dove studia con F. Scala, R. Risaliti, P. Masi. Si perfeziona anche con K. Bogino, E. Arciuli, P. Badura-Skoda, M. Damerini, A. Lucchesini, S. Gadžijev, J. Swann, P. De Maria, L. Pogorelich. Ha affiancato all’attività concertistica l’attività di docente e pianista collaboratore stabile presso l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano dal 2010 al gennaio 2021. Attualmente insegna Pratica e Lettura Pianistica e Pianoforte presso il Conservatorio “Franco Vittadini” di Pavia. Eliana Grasso, pianist, has performed in Europe and in the United States in important concert halls such as Carnegie Hall in New York, Wigmore Hall in London, Sala Verdi in Milan, Royal Academy Music in London, Heremitage in Saint Petersburg, Theatre “La Filature” in Mulhouse, Maffeiana Hall in Verona, the Social Theatre in Bellinzona, the Pauline Chapel in Rome, Bloomsbury Theatre in London, Salon Chopin (Société Historique Polonaise) in Paris, Ducal Palace in Mantova, Piccolo Regio Theatre in Turin and many others. She makes her debut in 1994 playing Haydn’s D major concert with the Symphonic Orchestra of Mulhouse, directed by Luca Pfaff, warmly received by public and critics alike ("Eliana Grasso: encore petite et déjà si grande", l'Alsace, March 1994). She performs as a soloist with several orchestras such as: Magister Harmoniae, Orchestra Piccolo Auditorium Paradisi, Verona Philharmonic Orchestra, directed among the others by Piero Bellugi. She performs regularly as a soloist and with chamber ensembles for some of the most important Italian festivals and music seasons such as: MITO Settembremusica (Turin), Società dei Concerti (Milan), Società del Quartetto (Milan), Unione Musicale (Turin) Trame Sonore (Mantua), I Concerti del Quirinale (Rome), Polincontri (Turin), Rivolimusica, I Concerti dell’Università della Tuscia (Viterbo), Milano Classica, Afternoon Concerts at Alfieri Theatre (Torino), William Walton Foundation (Naples), Settembre Musicale Orta (Novara), Ravello Concert Society (Naples), Villa Torlonia (Rome), Palazzo Labia (Venice), Torti Theater (Bevagna). She has also performed in Russia, United States, France, Switzerland, England, Romania. She plays stably in various chamber music formations: in duo with flutist Romano Pucci (first flute La Scala Theatre in Milano), four hands and two pianos with Irene Veneziano and explores liederistic repertoire with soprano Susanna Rigacci. She has won prizes in several Music International Competitions: she wins the Third prize at EMCY St. Petersburg International Piano Competition and First Prize in New York’s Golden Classical Awards. Furthermore, she wins First Prize in important Competitions in Italy: Stresa, J.S. Bach Prize, Kawai Prize, Clementi competition and many others. More recently, in 2014, she wins First Prize in the International Competition “Festival of Bellagio”. Her concerts have been broadcasted live by important radios such as Rai Radiotre, recently she has been interviewed for “The Pianist”, live on Classica Radio Milan. For Velut Luna she has released “Sortilèges”, music by Ravel and Saint Saens with pianist I. Veneziano (“the two musicians become one and give expression to all of the fascination of this music” Suonare, 2015) In 2000 she obtains her diploma in the Conservatory of Turin with full marks, in 2005 she obtains her Master’s degree in piano performance, winning the prize “Lascito Piacenza” for the best final exam piano recital. She continues her studies at the Academy of Imola with Franco Scala, Piernarciso Masi and Riccardo Risaliti. She also studies with: K. Bogino, E. Arciuli, P. Badura-Skoda, M. Damerini, A. Lucchesini, S. Gadžijev, J. Swann, P. De Maria. Together with her concert activity, she has worked as collaborative pianist for the Academy of La Scala Theatre of Milan, today she is Piano Professor at Conservatory “F. Vittadini” in Pavia  

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Carlo Graziani-Walter,

Carlo Graziani-Walter, "AL MONDO MUSICALE"

€ 15,00

Carlo Graziani-Walter (Bruxelles, 1851 - Firenze, 1927) è stato un pianista, mandolinista, compositore, che si è distinto per un'ampia produzione musicale dedicata al mandolino e in generale al mondo dei plettri, e ovviamente al pianoforte. Si tratta prevalentemente di musica da camera e per piccole orchestre, nobile punta di diamante del miglior tardo romanticismo europeo. Grazie alle fitte relazioni con l'alta borghesia e la nobilità mitteleuropea e italiana, Graziani-Walter ha spesso, per non dire quasi sempre, tratto ispirazione dalla conoscenza e dall'amicizia per le sue opere che quasi sempre vantano una dedica specifica a questo o a quella. Il repertorio proposto in questo disco è frutto di un'attenta ricerca realizzata da Maura Mazzonetto, docente al Conservatorio C.Pollini di Padova, tutta incentrata nella riscoperta di manoscritti originali e inediti. Tutte le registrazioni sono PRIME ASSOLUTE MONDIALI ----------------------------------------------------------------------------------- tracklist e credits Carlo Graziani-Walter   (Bruxelles, 1851 – Firenze, 1927) "AL MONDO MUSICALE" Compositions For Mandolins, Piano And Voices A Musical Project By Maura Mazzonetto And Pier Corrado Danieli --------------------------------------------------------------------------------------   01 - Dante e Beatrice, op.134  “Meditazione”per orchestra a plettro, arpa e organo, 6:38 A Letizia Marcucci  “mia diletta sposa” Ensemble Orchestrale diretto da Maura Mazzonetto *                             02 - Canzone d’Amore op.281   Andante espressivo per mandolino e pianoforte, 2:51 “A mademoiselle Jenny Simon” Giulio Sensolo, mandolino, Maura Mazzonetto, pianoforte   03 - Inno op.261 a 2 voci con accompagnamento di pianoforte, 3:27 Alla Vergine S.S. del Rosario di Pompei 04 - Ave Maria  per canto e pianoforte 2° voce ad libitum, 3:58 Kamilla Menlibekova, soprano,  Cristiano Didone’, tenore   05 - Sur la plage “Barcarolle” per pianoforte, 2:24 06 - Sous le tilleul “Courante” per pianoforte, 1:35 A’ la charmante fillette Emmina Curzio 07 - En gondole op.131 “Caprice barcarolle” per pianoforte, 2:07 Maura Mazzonetto, pianoforte   08 - Gemito Appassionato  ”Elegia” per due mandolini, mandola e pianoforte, 7:27 All’Esimio Mandolinista Prof. Costantino Bertucci” Gran successo della Società Mandolinisti Margherita Maria Cleofe Miotti, Massimo Sanapo, mandolini, Kioko Kato, mandola,  Maura Mazzonetto, pianoforte   09 - Dans le pays des songes  “Aubade” per pianoforte, 3:43 A la charmante fillette Rita Curzio Chiara Gislon, pianoforte   10 - Patinage “Caprice caracteristique” per pianoforte, 3:16 Paolo Cornale, pianoforte   11 - Infanzia sulle 5 note per pianoforte a 4 mani, 6:00 N.1 Pupa ride (Gavotta)  N.2 Pupa piange (Melodia) N.3 Pupa giuoca (Valzer) N.4 Pupa capricciosa (Marcia) N. 5 Pupa dorme(Ninna nanna) Eduardo e Sara Castellano, pianoforte     12 - Vogata Notturna op.233 “Barcarola” per Orchestra a plettro, 3:54 Ensemble Orchestrale diretto da Maura Mazzonetto *     13 - Pleine lune  Contemplation per pianoforte, 3:58 14 - Dante e Beatrice  “Meditazione” (versione per pianoforte dell'autore), 6:10 Maura Mazzonetto, pianoforte   15 - Mirto e Cipresso op.180  “Elegia”per orchestra a plettro, 4:57 In memoria di mia madre Ensemble Orchestrale diretto da Maura Mazzonetto *   Total Time: 62:32   * Orchestra a plettro di Breganze  /  Ensemble “Mandolini e chitarre delle Venezie” /  Ensemble di mandolini e chitarre “Pollini” Direttore Maura Mazzonetto Esecutori: Mandolino: Anna Bozzetto, Carlo Calzavara, Emanuele Cappellotto, Pier Corrado Danieli, Giannarnaldo Ferrara, Edoardo Lazzarin, Stefano Maciga, Andrea Miotti, Maria Cleofe Miotti, Davide Petrin, Massimo Sanapo, Emiliano Scettri, Giacomo Simioni Mandola: Alessandro Antonello, Giuliano Menara, Kyoko Kato, Giulio Sensolo Chitarra: Anna Favaro, Filippo Favaro, Marco Fragalà, Alessandro Marchiori, Nicola Mazzon, Ilaria Settimo Mandoloncello: Andrea Bazzoni, Paolo Gatto Arpa: Giorgia Bragante, Chiara Isepato Violoncello: Enrica Frasca Contrabbasso: Federico Salotto Organo: Pietro Revoltella.   24bit / 96 kHz original recording made at Auditorium Pollini, Padova, Italy, during different sessions on 2018 and 2019   Tracks 13 and 14 were recorded and mixed by Marco Lincetto, at Main Hall, Fondazione Masiero e Centanin, Arquà Petrarca, Italy, on Februray, 2022, using piano Steinway & Sons Mod.O, made in New York on 1909   Production: VELUT LUNA Executive Producer: Marco Lincetto Artistic direction: Maura Mazzonetto Recording and Mix Engineer: Giacomo Brocca Mastering Enegineer: Marco Lincetto Graphics and layout: L'Image  

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Furious Dance (crossover orchestra)

Furious Dance (crossover orchestra)

€ 15,00

L'universo sonoro del giovane compositore croato Dubravko Palanović (1977*) è contraddistinto non solo dal fenomeno del crossover musicale, come una sorta di determinante generazionale, ma anche dal suo grande potere ricettivo, dalla capacità di assorbire e assimilare varie influenze musicali, stili e generi, e soprattutto padroneggiando il mestiere di compositore di formazione classica. Tutto ciò gli permette di trascendere i confini di una mera “lega/miscela stilistica" che oggi, oramai quasi "meccanicamente" delineiamo da un significato più profondo con la già svuotata definizione di world music. Sebbene inizialmente costituita da una serie di elementi riconoscibili, la musica di Palanović offre in ampia misura una sostanza tonale personale, originale e pregnante. Le sue composizioni su questo CD, ad esempio, portano l'impronta delle microregioni croate (geograficamente molto vicine, ma ancora abbastanza specifiche e ricche di diversità): la musica tradizionale della Dalmazia o dell'entroterra dalmata (Kamene zvijezde – Stelle di pietra), dell’Istria e i suoni aspri delle sue sopele esotiche (Mistični putevi Istre - Sentieri mistici dell'Istria), le belle canzoni dei dintorni di Zagabria (Sjećam se “Plavog trnaca” – Mi ricordo del pruno blu), o le anime allegre della Slavonia (Drmeš) L'intero album è caratterizzato da una ricchezza di contrasti: atmosfere di intenso movimento si alternano a stati meditativi, eccitazioni momentanee e scoppi di passione esplosiva di energia con rilassamenti improvvisi e fughe nella contemplazione, immagini tonali di stati intimi in cui i musicisti presentano i loro segreti attraverso espressioni musicali estroverse, piene di buone vibrazioni. L'album Furious dance è un viaggio nell'ignoto ricco di emozioni e di nuovi, ancora inimmaginabili, paesaggi musicali, tutti da scoprire, una musica che commuove, ispira, e che di certo non lascerà indifferente nessuno.   The sound universe of compositions by the young Croatian composer Dubravko Palanović (1977 *) is marked not only by the phenomenon of musical crossover, as a kind of generational determinant, but especially by its great receptive power, its ability to absorb and assimilate various musical influences, styles and genres, but above all and quite crucially by mastering the skill of a classically educated composer. All this enabled him to transcend the boundaries of a mere "stylistic alloy" which today (already almost "mechanically") is defined from a deeper meaning by the already over-used notion of world music. Upon closer acquaintance, Palanović's music, although at first seemingly consisting of several recognizable elements, offers an exceptional amount of its own, original, and succinct tonal substance. For example, his compositions on this sound carrier bear the stamp of several Croatian micro-regions (geographically very close, but still so special, specific and rich in diversity): the traditional music of Dalmatia or the Dalmatian hinterland (Kamene zvijezde – Stone Stars), of Istria with its harsh sounds of exotic sopelas  (Mistični putevi Istre - Mystical Ways of Istria), lovely songs from the surroundings of Zagreb (Sjećam se “Plavog trnaca” - I Remember the Blue Blackthorn), or the cheerful and radiant Slavonian spirit (Drmeš). The whole album is characterized by a wealth of contrast: atmospheres of intense movement alternate with meditative states, momentary excitements and outbursts of hot passion bursting with energy with sudden relaxations and escapes into contemplation, tonal images of intimate states in which musicians reveal their deepest secrets in the language of music with very extrovert musical expressions full of good vibes. The album Furious dance is a journey into the unknown; full of excitement and new, yet unimagined musical landscapes, which are worth discovering, and full of music that moves and inspires and that will certainly not leave anyone indifferent. Davor Merkaš  

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Miroirs de la musique

Miroirs de la musique

€ 13,50

Mysterium, un’opera ambiziosa, portatrice dell’idea rivoluzionaria dell’unione sinestetica dei cinque sensi. Alla sua realizzazione – da ambientarsi ai piedi dell’Himalaya - occorrono una grande orchestra, un coro misto, ballerini, incensi ed effetti luminosi. Il fine ultimo è l’evoluzione spirituale dei fruitori di questa opera immensa, in linea con l’estetica tardoromantica. Skrjabin lavora per anni a questo progetto senza precedenti - seppur debitore della Gesamtkunstwerk wagneriana - lasciandolo incompiuto con la sua morte. Ed è in questo contesto che trova la luce Vers la flamme, un poema in cui la voce del fuoco è protagonista, dall’inizio in cui arde sotto le braci, sotterraneo e magmatico, al crepitare sempre più intenso e bramoso, sino al finale in cui si espande incontrollato, bruciando tutto ciò che lo circonda. La conclusione estatica è di impronta skrjabiniana, e ricorda quel senso di liberazione che il compositore brama con il Mysterium. Volto francese e titolo della presente produzione, incentrata sul Primo Novecento pianistico, è la Suite Miroirs di Ravel. È composta da cinque episodi, di cui ognuno ritrae un soggetto diverso, osservato attraverso uno specchio. Il musicista fu infatti ispirato da un verso del Giulio Cesare di Shakespeare: “L’occhio non vede se stesso che per riflesso, attraverso altre cose.” La Sonata di Barber si può definire una “Sonata di guerra”, scritta solo quattro anni dopo la fine del secondo conflitto mondiale, e caratterizzata da esplicita violenza, soprattutto nei movimenti di apertura e chiusura. L’allegro energico si delinea in un’azione imperante e volitiva, quasi opprimente, del primo tema, che si oppone al passivo lamento del secondo. Si può constatare già dal primo movimento come la Sonata aderisca ai modelli formali classici, in questo caso, alla forma-sonata. L’allegro vivace e leggero, dall’atmosfera grottesca, contiene frammenti di danza, probabilmente un valzer, che conferiscono un carattere falsamente spensierato e incurante. Il cuore espressivo della sonata risiede nel terzo movimento, l’adagio mesto, che sviluppa un canto estremamente tormentato e straziato; nella seconda pagina dello spartito, possiamo assistere ad una perfetta imitazione di un pianto angosciato, che evolve in un climax tremendamente sopraffatto dalla ragione. Tra le dissonanze di nona minore e settima maggiore, si giunge alla quiete finale, un insperatissimo accordo di si minore, provvisoria pace prima del quarto movimento. La fuga finale a quattro voci è celebre nelle sale da concerto, e unisce il dramma dei movimenti precedenti a ritmi in controtempo molto caratteristici e ad armonie di derivazione jazzistica. Sorprendente è la spensieratezza dei divertimenti nella sezione centrale, ancora di più il ritorno all’angoscia nello stretto finale, in cui i bassi poderosi sono tamburi infernali che sanciscono la tragicità che si era palesata sin dalle prime note della sonata.     Mysterium, an ambitious work, the bearer of the revolutionary idea of ​​the synesthetic union of the five senses. Its realization - to be set in the foothills of the Himalayas - requires a large orchestra, a mixed choir, dancers, incense and lighting effects. The ultimate goal is the spiritual evolution of the users of this immense work, in line with the late Romantic aesthetic. Skrjabin worked for years on this unprecedented project - albeit in debt to the Wagnerian Gesamtkunstwerk - leaving it unfinished with his death. In addition, it is in this context that Vers la flamme finds the light, a poem in which the voice of fire is the protagonist, from the beginning in which it burns under the embers, underground and magmatic, to the increasingly intense and eager crackle, until the final in which expands uncontrollably, burning everything around it. The ecstatic conclusion is Skrjabinian, and recalls that sense of liberation that the composer craves with the Mysterium. French face and title of this production, focused on the early twentieth century piano, is Ravel's Suite Miroirs. It consists of five episodes, each of which portrays a different subject, observed through a mirror. The musician was in fact inspired by a verse from Shakespeare's Julius Caesar: "The eye sees itself only by reflection, through other things." Barber's Sonata can be defined as a "War Sonata", written only four years after the end of the Second World War, and characterized by explicit violence, especially in the opening and closing movements. Allegro energy is outlined in a dominant and strong-willed, almost oppressive action of the first theme, which is opposed to the passive lament of the second. It can be seen from the first movement that the Sonata adheres to classical formal models, in this case, to the sonata form. The lively and light Allegro, with a grotesque atmosphere, contains fragments of dance, probably a waltz, which give it a falsely carefree and careless character. The expressive heart of the sonata lies in the third movement, the sad adagio, which develops an extremely tormented and tortured song; on the second page of the score, we can witness a perfect imitation of an anguished cry, which evolves into a climax tremendously overwhelmed by reason. Between the dissonances of the minor ninth and major seventh, we reach the final stillness, an unexpected chord of B minor, provisional peace before the fourth movement. The final fugue for four voices is famous in concert halls, and combines the drama of the previous movements with very characteristic counter-tempo rhythms and jazz-derived harmonies. Surprising is the lightheartedness of the entertainment in the central section, even more so is the return to anguish in the narrow finale, in which the powerful basses are infernal drums that sanction the tragic nature that had been revealed since the first notes of the sonata.  

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The Planets

The Planets

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recensione di Andrea Bedetti su musicvoice https://musicvoice.it/il-lato-nascosto-dei-pianeti-la-trascrizione-per-due-pianoforti-della-suite-sinfonica-di-gustav-holst/?fbclid=IwAR3hZ44AF1zYKNU9JhybRb3_zkAiPhD81yK3QkxbzctIrKgUTWJkYb8_t9w Note a Margine Un critico ebbe a definire I PIANETI, probabilmente non a caso, come "The British Rite Of Springs". In realtà si tratta di musica molto descrittiva, non disgiunta tuttavia da una notevole complessità di scrittura, che però non appare mai come tale alle orecchie dell'ascoltare. All'interno delle sette piccole rapsodie, che rispondono al nome e all' "umore" presunto dei sette pianeti omaggiati, si rincorrono temi e armonie estremamente efficaci e impressive, destinate a fissarsi immediatamente nella memoria anche di un ascoltatore distratto. Tali e tanti sono questi momenti felici che quest'opera sarà fonte ispirativa per ben più di un grande compositore di musica da film dei nostri tempi, arrivando questi, spesso, a citare pari pari intere frasi musicali, vedi ad esempio il tema famosissimo della saga di Star Trek, nel finale di Giove. Ma anche John Williams, Bernard Hermann, Alan Silvestri e James Horner sono grandi debitori verso Holst per alcuni dei loro temi più celebri. Nell'ultima parte della sua vita "dopo" I Pianeti, Holst realizzerà altre opere di pregio, ma nessuna al livello del suo capolavoro, che consapevolmente o meno, l'Umanità tutta ha imparato ad amare, direttamente o indirettamente. La versione che proponiamo oggi è una trascrizione de I PIANETI per due pianoforti, realizzata dallo stesso Holst, poco tempo l'originale per orchestra. Si tratta di un'opera rarissima da ritrovare su disco e anche eseguita dal vivo. Infatti da un punto di vista tecnico questa versione presenta difficoltà assolutamente trascendentali per gli interpreti che decidono di cimentarsi: e questo proprio per il fatto di dover ridurre l'estrema complessità delle trame sonore di una grande orchestra sinfonica, alle sole 4 mani e due tastiere di questo organico ridotto. Solo grandissimi e affiatatissimi interpreti possono a buon diritto cimentarsi con questa alta montagna da scalare, come appunto è il caso dei nostri Alberto Nosè e Valentina Fornari, anche compagni nella vita, interpreti  di grandissimo talento e lunga esperienza.   Questo disco infine, offre a mio parere un ultimo ma non ultimo motivo di interesse nel suono che siamo riusciti a proporre, partendo dai pianoforti e dal luogo di registrazione, che sono due meravigliosi FAZIOLI F278 ripresi nell'altrettanto splendida acustica della FAZIOLI HALL di Sacile, sede della prestigiosa ditta FAZIOLI, universalmente nota per costruire alcuni dei migliori pianoforti del Pianeta. La ripresa in alta risoluzione digitale nativa, l'utilizzo di microfoni, e preamplificatori microfonici selezionatissimi e di riferimento assoluto (AUSTRIAN OC818, SCHOEPS MK2s e SENNHEISER MKH8020; e ancora MILLENNIA MEDIA HV3-B) completano l'opera. Marco Lincetto   ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Critical Notes A critic defined THE PLANETS, probably not coincidentally, as "The British Rite Of Springs". In reality it is very descriptive music, not separated, however, by a remarkable complexity of writing, which, however, never appears as such to the ears of the listener. Inside the seven little rhapsodies, which answer to the name and to the presumed "mood" of the seven homage planets, extremely effective and impressive themes and harmonies chase each other, destined to be immediately fixed in the memory even of a distracted listener. So many are these happy moments that this work will be a source of inspiration for more than one great film music composer of our time, often coming to quote entire musical phrases, see for example the famous theme of the Star Trek saga, in the final of Jupiter. But also John Williams, Bernard Hermann, Alan Silvestri and James Horner are great debtors to Holst for some of their most famous themes. In the last part of his life "after" THE PLANETS, Holst would perform other valuable works, but none at the level of his masterpiece, which consciously or unconsciously, all Humanity has learned to love, directly or indirectly. The version we are proposing today is a transcription of THE PLANETS for two pianos, made by Holst himself, a short time after the original for orchestra. It is a very rare work to find on record and also performed live. In fact, from a technical point of view, this version presents absolutely transcendental difficulties for the performers who decide to undertake it: this is due to the fact that they have to reduce the extreme complexity of the sound plots of a large symphony orchestra to only 4 hands and two keyboards of this reduced ensemble. Only very great and close-knit interpreters can rightly compete with this high mountain to climb, as is the case of our Alberto Nosè and Valentina Fornari, also companions in life, interpreters of great talent and long experience.   Finally, in my opinion this record offers a last but not least reason of interest in the sound that we were able to propose, starting from the pianos and the recording location, which are two wonderful FAZIOLI F278 recorded in the equally splendid acoustics of FAZIOLI HALL in Sacile, home of the prestigious FAZIOLI company, universally known for designing some of the best pianos on the planet. The recording in high native digital resolution, the use of microphones, and microphone preamplifiers selected and absolute reference (AUSTRIAN OC818, SCHOEPS MK2s and SENNHEISER MKH8020; and also MILLENNIA MEDIA HV3-B) complete the work. Marco Lincetto  

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Leonora Armellini, THE EARLY YEARS

Leonora Armellini, THE EARLY YEARS

€ 13,50

Le registrazioni del CD di questo mese sono state effettuate nel 2007 e nel 2008, quando Leonora aveva rispettivamente 15 e 16 anni. Diplomatasi in Conservatorio eccezionalmente a 12 anni (!!!), in questi due concerti ripresi RIGOROSAMENTE DAL VIVO e senza tagli di editing, pur nella freschezza della giovanissima età mostrava già tutto il talento e le grandi qualità musicali che avrebbe poi perfezionato negli anni successivi, con studio ed esperienza fino alla maturità assoluta di oggi che l'hanno portata a qualificarsi nella finale (quinto posto assoluto) del più importante conocorso pianistico del mondo, lo Chopin di Varsavia, nell'ottobre 2021.  Le presenti registrazioni, realizzate in alta risoluzione digitale, erano state originariamente concepite per il riversamento su SACD, sia in versione stereo che multicanale. All'epoca, dunque, il missaggio dei segnali derivati dai microfoni componenti il Decca Tree con cui è stata effettuata la ripresa venne effettuato in totale dominio digitale (registrazione di ogni singolo microfono su una traccia indipendente e successivamente il file multitraccia mixato in dominio digitale). Per questa edizione, anche svincolati dalla necessità del programma multicanale, abbiamo deciso di rimixare le tracce originarie utilizzando un mixer analogico di alta qualità, quale il ben noto Neve serie 88.   Il missaggio analogico propone questi brani sotto una nuova luce e si differenzia rispetto a quanto proposto nel SACD pubblicato nel 2008. Non si tratta di un suono necessariamente "migliore", ma comunque differente ed è quindi interessante apprezzare questa novità. La principale differenza sta in una maggiore presenza generale del suono. Infatti mixando in dominio analogico si può sfruttare il grande headroom di uscita di un mixer analogico (tipicamente anche +36db, come nel caso del Neve): quindi, tenendo oi singoli segnali nativi non attenuati, si sfrutta tutta la risoluzione piena di ogni singola traccia, senza tuttavia rischiare la saturazione a 0.0 db tipica del mix in dominio digitale. Per questo nuovo progetto abbiamo utilizzato il già menzionato mixer Neve serie 88, ma prima le tracce sono state ovviamente convertite in analogico tramite un DAC multitraccia professionale Lynx Aurora 16, dotato di stadi analogici d'uscita modificati custom secondo nostre specifiche. Il segnale stereofonico analogico generato dal Neve, è stato poi riacquisito in dominio digitale a 24bit / 88.2 kHz tramite il fedelissimo ADC PRISM SOUND AD2 DREAM, per essere poi "decimato" a 16bit/44.1kHz e masterizzato per la pubblicazione in CD attraverso la workstation Magix Sequoia. Buoni ascolti.   Marco Lincetto  

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Johann Sebastian Bach - Cello Suites For Harpsichord

Johann Sebastian Bach - Cello Suites For Harpsichord

€ 13,50

La trascrizione è una pratica compositiva che accompagna la storia della musica ormai da diversi secoli. Se nel ’500 iniziano a fiorire le prime intavolature liutistiche di brani vocali, nel ‘700 essa si impone come vero e proprio genere sempre più in voga e sempre più richiesto. Maestro e modello di quest’arte è senza dubbio Johann Sebastian Bach (1685-1750), il quale dedica alla trascrizione l’intero arco della sua produzione musicale. Negli anni giovanili di Weimar, per assecondare le richieste di una corte particolarmente affascinata dal gusto italiano, trascrive numerosi Concerti dando vita a nuove ed interessantissime pagine di solismo tastieristico. A Lipsia diversi Concerti per Violino vengono destinati al clavicembalo, probabilmente per arricchire il repertorio del Collegium Musicum del quale Bach possiede la direzione artistica. Intere Cantate cambiano testo e destinazione in un esercizio di altissimo artigianato musicale, dettato sì da esigenze contingenti, ma condotto con un’arte e una perizia tali da far apparire questi rifacimenti come opere del tutto nuove. Le Sei Suites per Violoncello solo, protagoniste di questa incisione, non hanno mai trovato luce editoriale in forma di trascrizione per mano dell’autore stesso, mentre le Sei Sonate e partite per Violino solo, le quali possono essere considerate loro sorelle, sono state ampiamente rimaneggiate da Bach stesso e trasformate in varie versioni. Inoltre, grazie alla testimonianza di due musicisti contemporanei di Bach, sappiamo che il compositore stesso si cimentava nell’esecuzione al clavicembalo e al clavicordo di questi brani: se l’organista Jacob Adlung (1699-1762) nel descrivere le Sonate e Partite sottolinea il fatto che ‘’possano essere eseguite anche al clavicembalo’’, Johann Friedrich Agricola (1720-1774) ci assicura che ‘’il compositore stesso le suonava spesso al clavicordo e aggiungeva l’armonia che riteneva necessaria’’. La pratica della trascrizione si rivela come un’ottima e ineguagliabile chiave d’accesso per entrare nel pensiero compositivo dell’autore dell’opera trascritta: più che un mero esercizio di stile, è da considerarsi una vera e propria arte che permette di accedere all’essenza del discorso musicale, svincolandosi dagli automatismi gestuali derivanti dalla tecnica del proprio strumento. Una delle immagini che può descrivere al meglio questo tipo di esperienza è quella di entrare nella bottega di un artigiano, osservare e assorbire i segreti tecnici del mestiere per poi lavorare assieme allo stesso progetto. La trascrizione ci riserva dunque la possibilità di dialogare attivamente con i grandi maestri del passato e di affinare la nostra sensibilità e il nostro pensiero attorno all’estetica di un preciso periodo storico. In prima battuta, il fatto di rimaneggiare uno dei capolavori più eseguiti e apprezzati dell’intera produzione bachiana mi ha posto di fronte a numerosi interrogativi, i quali sono stati gradualmente risolti a seguito di un adeguato approfondimento analitico delle trascrizioni per clavicembalo operate da Bach stesso a partire da composizioni proprie e altrui. Contrariamente a quanto previsto all’inizio di questo percorso, la difficoltà maggiore non è stata quella di riuscire a produrre concretamente qualcosa a partire dal materiale originario, ma di trovare la forza di scegliere una versione definitiva selezionando tra le numerosissime possibilità interpretative offerte dalle Suites stesse. Occasionalmente, nello stilare questa trascrizione, mi sono trovato di fronte a decine di alternative per il medesimo passaggio musicale e ho dovuto scegliere, di volta in volta, se valorizzare la coerenza con la produzione tastieristica di J. S. Bach, la fedeltà assoluta nei confronti del materiale originario, l’aderenza alla resa sonora della versione violoncellistica, la comodità della mano, l’uniformità stilistica di scrittura per ogni singola danza e altre esigenze che emergono spontaneamente dal confronto con questa particolare tipologia di pratica compositiva. In conclusione, è possibile affermare che le scelte operate durante il processo di trascrizione siano sempre state dettate dall’esigenza di ottenere un risultato il più vicino possibile alla produzione clavicembalistica del compositore tedesco e abbiano rifiutato qualsiasi tentativo di modernizzazione dell’opera trascritta. Dario Carpanese   Transcription is a compositional practice that has accompanied the history of music for several centuries. If the first lute tablatures of vocal pieces began to flourish in the 1500s, in the 1700s transcription became a true and proper genre that was increasingly in vogue and in demand. Master and model of this art is undoubtedly Johann Sebastian Bach (1685-1750), who dedicated the entire span of his musical production to transcription. In his youthful years in Weimar, in order to satisfy the requests of a court that was particularly fascinated by Italian taste, he transcribed numerous Concertos, creating new and very intriguing pages of keyboard soloism. In Leipzig, several Violin Concertos were assigned to the harpsichord, probably to enrich the repertoire of the Collegium Musicum, of which Bach was the artistic director. Entire Cantatas change text and destination in an exercise of the highest musical craftsmanship, dictated by contingent needs, but conducted with such art and skill thus as to make these remakes appear as entirely new works. The Six Suites for Cello solo, protagonists of this recording, have never found an editorial light in the form of a transcription by the author himself, while the Six Sonatas and Partitas for Violin solo, which can be considered their consanguineous sisters, have been widely reworked by Bach himself and transformed into various versions. Moreover, in virtue of the testimony of two musicians of Bach’s era, we know that the composer himself tried his hand at performing these pieces on the harpsichord and clavichord: if the organist Jacob Adlung (1699-1762), in describing the Sonatas and Partitas, emphasizes the fact that "they can also be played on the harpsichord", Johann Friedrich Agricola (1720-1774) assures us that "the composer himself often performed them on the clavichord and added the harmony he considered necessary". The practice of transcription reveals itself as an excellent and incomparable key to enter the compositional thought of the author of the transcribed work: more than a mere exercise of style, it is to be considered a real art that allows access to the essence of the musical discourse, freeing oneself from the gestural automatisms deriving from the technique of one's own instrument. One of the images that can best describe this type of experience is that of entering the workshop of an artisan, observing and absorbing the technical secrets of the craft and then working together on the same project. The transcription therefore gives us the possibility to actively dialogue with the great masters of the past and to refine our sensitivity and our thinking around the aesthetics of a precise historical period. At first, the fact of reworking one of the most performed and appreciated masterpieces of Bach's entire production posed many questions to me, which were gradually resolved after an adequate analytical study of Bach's transcriptions for harpsichord from his own compositions and those of others. Contrary to what was foreseen at the beginning of this course, the greatest difficulty was not that of being able to produce something concretely from the original material, but of finding the strength to choose a definitive version from the numerous interpretative possibilities offered by the Suites themselves. Occasionally, in compiling this transcription, I found myself faced with dozens of alternatives for the same musical passage, and I had to choose, from time to time, whether to value coherence with J. S. Bach's keyboard production, absolute fidelity to the original material, adherence to the sound rendering of the cell version, comfort of the hand, stylistic uniformity of writing for each single dance, and other requirements that emerge spontaneously from the comparison with this particular type of compositional practice. In conclusion, it is possible to affirm that the choices made during the transcription process were always dictated by the need to obtain a result as close as possible to the harpsichord production of the German composer and rejected any attempt to modernize the transcribed work. Dario Carpanese

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FRANZ SCHUBERT, PIANO SONATAS - box 5CD

FRANZ SCHUBERT, PIANO SONATAS - box 5CD

€ 50,00

Eseguite dal compositore stesso in occasioni private destinate alla Vienna borghese e alla cerchia di conoscenti, le cosiddette schubertiadi, le Sonate per pianoforte di Franz Schubert sono rimaste a lungo terreno inesplorato. La prima esecuzione pubblica di un ciclo “completo” delle sonate schubertiane risale al 1868 grazie all’interpretazione di Charles Halle presso la St. James Hall di Londra. Il programma prevedeva l’esecuzione delle sette Sonate a cui era stato assegnato un numero d’opera e le ultime tre sonate composte nel 1828. Nel novembre 1938 Webster Aitkin propose dodici delle sonate in una serie di quattro concerti pubblici. Per l’occasione il Daily Telegraph pubblicò un articolo di Richard Capell dal titolo Revaluation of a Neglected Heritage (Rivalutazione di un patrimonio trascurato) in cui l’autore esortava il recupero delle Sonate schubertiane da parte dei pianisti contemporanei e delle generazioni a venire, inaugurando una vera e propria “Schubert Renaissance” all’insegna della valorizzazione di un patrimonio dimenticato. Myriam Guglielmo   Performed by the composer himself on private occasions intended for bourgeois Vienna and the  circle of acquaintances, the so-called “schubertiade”, Franz Schubert's Piano Sonatas have long  remained unexplored terrain. The first public performance of a "complete" cycle of Schubert's sonatas took place in 1868 with Charles Halle's performance at St. James Hall in London.             The program included the performance of the seven sonatas assigned an opera number and the last three sonatas composed in 1828. In November 1938 Webster Aitkin offered twelve of the sonatas in a series of four public concerts. For the occasion, the Daily Telegraph published an article by Richard Capell entitled Revaluation of a Neglected Heritage in which the author urged the recovery of Schubert's sonatas by contemporary pianists and future generations, inaugurating a true "Schubert Renaissance" under the banner of the appreciation of a forgotten heritage. Myriam Guglielmo   Alessandro Cesaro showed a strong grasp of musical language and a deep interest in composition since he was a child. He studied piano with Franco Angeleri at the Conservatory of Padua and graduated with highest honors at 16 years of age; he continued his studies with Paul Badura-Skoda and Aldo Ciccolini. Prizes in prestigious competitions such as the “Premio Venezia”, the “Amadeus Giovani” of Palermo, the “Yamaha Prize” in Stresa, and especially the 48th CIEM in Geneva brought him to international attention as an outstanding 18-year-old interpreter. He regularly performs in Italy for such presenters as Serate Musicali di Milano, Amici della Musica of Padua, Vicenza, Verona, Trieste, and Udine, Unione Musicale in Turin, and Alessandro Scarlatti Society in Naples. He has played in Germany (Bochum, Paderborn), Switzerland (Geneva, Bienne, Basilea), Belgium (Bruxelles) and Argentina, where he toured eight times, playing in Buenos Aires, Cordoba, Tucumàn and Salta. In May 2008 he completed a tour of Mexico (Federal Capital and Michoacan), where he played for the National Autonomous University (UNAM) and for the Teatro de la Ciudad, inaugurating a new Steinway piano. Especially well received were his performances of the complete works of Chopin and Schubert and of the 32 Beethoven sonatas on period instruments for the Festival Euganeo. In 2009 he collaborated in the Italian premiere of the recently discovered Cant de les estrelles by Granados. In 2011 he completed a three-year cycle of all the 32 Beethoven’s Sonatas in Adria and Feltre (Italy) and in 2014 he was invited to the 54° Septiembre Musical Tucumano, one of the most important festivals in South America. He performs regularly with such orchestras as I Solisti Veneti, the Orchestra di Padova e del Veneto, the Orchestra of the Suisse Romande, the Collegium Musicum Basel, the Chamber Orchestra of Bienne, the Orchestra of the Theater of Cordoba, the Orchestra of the Province of Tucumàn, and the Sicilian Symphonic Orchestra, collaborating with such musicians as Claudio Scimone, Paul Badura-Skoda, Anton Nanut, Pedro Ignacio Calderòn, and Sergio Balestracci. The Music Critics Association of Argentina awarded him the “Premio Revelaciòn 2015” for a recital organized by ALAPP (Latin American Association of Teaching Pianists) at the Art Museum “Isaac Fernández Blanco”. Last year he presented the program “Chopin at Palma de Mallorca” on a tour in the United States, while this year he has realized in Padua for the first time in the history of the Friends of Music the full performance in consecutive evenings of the ten Sonatas for piano by Alexander Scriabin. A distinct characteristic of his personality is his extraordinary versatility, which allows him to have in his repertory the complete works of major composers for piano, including Mozart, Beethoven, Schubert, and Chopin. He has recorded with Rivo Alto and Azzurra Music (Beethoven) and recently he released an album of Rondos, Variations, and Fantasies by Jan Ladislav Dussek. He is equally active as a composer and his works, published by Swirly Music, are regularly performed.  

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KHOREIA

KHOREIA

€ 13,50

KHOREIA The title “Khoreia” (Greek for “dance”) embraces the sense of our project, which has become breeding ground for our common interests. “Khoreia” takes life from the wish to present the charming and diverse universe of the four hands repertoire, particularly by presenting little-known compositions with concealed qualities. We would like to offer an historical voyage from Johann Christoph Friedrich Bach (1732-1795) to the illustrious Irish composer Philip Martin (1947-). Of the former, we have elected a musical pearl representing the “sensitive style”, “Sonata in A Major”. Of the latter, we are honoured to present a commissioned work with a unique atmosphere. “Electric Prisms”, inspired by a painting with the same name by Sonia Delaunay (1885-1979), captures the new modern world and technology in Paris at the beginning of the 20th Century. Moreover, we have thought as well to embrace the passionate and intimate character of Robert Schumann through his collection of miniatures in music the “Ball-Scenen op.109”, which represents the most impulsive yet reflective face of his compositional style. To fulfil the idea of dance, we have chosen two of the five movements of the baroque influenced “Holberg Suite” by Edvard Grieg (1843-1907), transcribed for piano four hands by the German composer Theodor Kirchner (1823-1903). May “Khoreia” take you into a sublime dance, where thanks to the most varied melodies and sonorities you may understand the musical beauty and complexity of this multi-shaded form of art. Volt & Potenza Duo Volt & Potenza piano duo has, since their collaboration started in October 2014, performed in important venues in UK such as St James`s Picadilly and St Martin-in-the-Fields. The duo has been chosen to take part in the Powderham Castle New Generation Artists Scheme of Exeter. More information at www.voltandpotenzaduo.com Oda Voltersvik The norwegian pianist has been considered by the renown conductor Marios Papadopoulos as a “pianist with great sensitivity and lovely tone” and by the pianist Gabriele Baldocci “a musician with a wonderful control of the instrument and innate sense of the music.” Oda Voltersvik, holds a Master in Performance degree from the Royal College of Music in London in 2014 under tutelage of professors Andrew Ball and Niel Immelman, and a Postgraduate Artist Diploma with Distinction from Trinity Laban Conservatoire of Music and Dance in 2015 under professor Gabriele Baldocci. During the prestigious summer piano festival academy of Oxford Philharmonic Orchestra she has played for renown international pianists including Menahem Pressler, Gary Graffmann, Christina Ortiz, Marios Papadopoulos and Vladimir Krainev. In Norway she has taken part in masterclasses by Leif Ove Andsnes, Håvard Gimse, Ihle Hadland and Jiri Hlinka. Concert venues at which she has performed in Norway include the opening concert during the Grieg Jubilee 2007, Norwegian National Broadcasting and several solo and chamber music concerts for the Bergen Chamber Music Society and the Grieg in Bergen Series. Other concert venues include Leipzig Town Hall, the 1st International Folk Music Festival in Beijing, Amaryllis Fleming Hall, Regent Hall, Marlow Recital Society and the Norwegian Ambassadors Residence in London, and Jacqueline du Pré Concert Hall in Oxford. During summer 2014 and 2015, she was Artist in residence at Troldhaugen (Grieg`s home) in Bergen, Norway for one week. She has performed concertos with the Sinfonietta of Athens 2010, and with the Norwegian–Polish Youth Orchestra in Poland and in Bergen 2014. Oda was a finalist in the Trinity Laban Soloist`s Competition 2016. She is a founder of the Volt Ensemble consisting of young and upcoming musicians from Scandinavia. Giulio Potenza Considered by Martha Argerich “a very gifted and deep pianist” and by Pascal Rogè “a pianist with a flawless technique and a spontaneous refined musicality, Giulio Potenza, was born in Palermo in 1990 (Italy). He entered at the Conservatory of Trapani where he received his Piano Diploma with the highest ranking under the tutelage of Walter Roccaro . He studied in Milan with Bruno Canino and in London with Gabriele Baldocci and Mikhail Kazakevich at the Trinity Laban Conservatory where he gained a Post Graduate Diploma, a Postgraduate Artist with Distinction. In the past years he has attended master classes and lessons held by pianists such as Andrzej Jasiński, Martino Tirimo, Barry Snyder, Deniz Gelenbe, Franco Scala, Andrei Gavrilov, Pascal Rogè, Irene Inzerillo, Denis Pascal. He performed as a soloist and chamber musician for major festivals The Martha Argerich Project of Lugano, the Hammamett Piano Festival of Hammamett, he Grieg in Bergen Series in Bergen, the Shubert Festival of London and venues like the Steinway Hall of London, St. John’s Smith Square, St. Martin-in-the-Fields in England, the Bellinzona Theater in Swiss, the Atelier Marcell Hastir in Bruselles, the Rai Auditorium of Palermo, the Auditorium S. Stefano in Florence. He played with many orchestras including the Florence Symphony Orchestra, directed by Piero Bellugi, the University of London Symphony Orchestra, directed by Daniel Capp and the North Beds Orchestra directed by Jan Kaznowski. Winner of the prestigious “Hanna Brooke Prize” in piano, for the excellence in the concert career from the Trinity Laban Conservatory, he won prizes at several important piano competitions like the international piano competition “Premio Seiler” of Palermo, the “AGI.MU.S” music competition of Rome, the “Highly Commended Award” at the Jacques Samuel Piano Competition of London. Giulio also has been chosen by the prestigious Concordia Foundation of London, to be part of the Young Artist Programme. His recitals has been recorded by the BBC Radio 3, Swiss Classic Radio, Radio Mozart Italia and Rai television in Italy. He has been invited to give piano masterclasses in Tunisia, England and Italy. He is professor of piano at the Windsor Piano Academy of Windsor and artistic director of the Windsor International Piano Competition. Giulio holds a Bachelor in History from University of Palermo.

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THE WELL TEMPERED-CLAVIER, BOOK 1

THE WELL TEMPERED-CLAVIER, BOOK 1

€ 16,00

Johann Sebastian Bach Das wohltemperirte Klavier     The Well Tempered- Clavier - Book I CD1 01 - No. 01: Prelude and Fugue in C major, BWV 846  - 4'23" 02 - No. 02: Prelude and Fugue in C minor, BWV 847  - 5'06"  03 - No. 03: Prelude and Fugue in C sharp major, BWV 848  - 5'43" 04 - No. 04: Prelude and Fugue in C sharp minor, BWV 849  - 7'15" 05 - No. 05: Prelude and Fugue in D major, BWV 850  - 4'11" 06 - No. 06: Prelude and Fugue in D minor, BWV 851  - 4'44" 07 - No. 07: Prelude and Fugue in E flat major, BWV 852  - 7'08" 08 - No. 08: Prelude in E flat minor and Fugue in D sharp minor, BWV 853  - 9'04" 09 - No. 09: Prelude and Fugue in E major, BWV 854  - 3'18" 10 - No. 10: Prelude and Fugue in E minor, BWV 855  - 4'18" 11 - No. 11: Prelude and Fugue in F major, BWV 856  - 2'59" 12 - No. 12: Prelude and Fugue in F minor, BWV 857  - 6'56" Tot. Time: 66'13" CD2 01 - No. 13: Prelude and Fugue in F sharp major, BWV 858  - 3'53" 02 - No. 14: Prelude and Fugue in F sharp minor, BWV 859  - 4'38" 03 - No. 15: Prelude and Fugue in G major, BWV 860  - 4'40" 04 - No. 16: Prelude and Fugue in G minor, BWV 861  - 4'26" 05 - No. 17: Prelude and Fugue in A flat major, BWV 862  - 4'25" 06 - No. 18: Prelude and Fugue in G sharp minor, BWV 863  - 4'54" 07 - No. 19: Prelude and Fugue in A major, BWV 864  - 4'53" 08 - No. 20: Prelude and Fugue in A minor, BWV 865  - 7'49" 09 - No. 21: Prelude and Fugue in B flat major, BWV 866  - 3'40" 10 - No. 22: Prelude and Fugue in B flat minor, BWV 867  - 5'23" 11 - No. 23: Prelude and Fugue in B major, BWV 868  - 3'59" 12 - No. 24: Prelude and Fugue in B minor, BWV 869  - 12'12" Tot. Time: 64'58" Nicola Lamon at the Silbermann harpsichord built by Romain Legros (Verona) Italy 24bit/88.2kHz original recording made at Main Hall, Villa Masiero e Centanin, Arquà Petrarca, Italy, on February, 12, 13, 14, 2021 Production: VELUT LUNA Executive Producer: Marco Lincetto Musical producer and editing engineer: Mattia Zanatta Recording, mix and mastering engineer: Marco Lincetto Design and Layout: L'Image Critical text: Myriam Gugliemo Con la stesura dei 24 Preludi e Fuga (BWV 846-869) Bach partecipa alla vexata quaestio intorno al “temperamento” e si inserisce in un dialogo che a partire dal Rinascimento raggiunge, con echi non meno intensi, le declinazioni novecentesche in merito alla suddivisione razionale dei suoni. Stabiliti gli elementi che costituiscono il modello compositivo, il preludio e la fuga, il compositore sperimenta le potenzialità armonico-contrappuntistiche del sistema basato sulle tonalità maggiori e minori cogliendo tutti gli stimoli provenienti dal crescente interesse verso l’ordinamento cromatico.  Anche nel Clavicembalo ben temperato, come in gran parte della produzione bachiana, emerge l’influenza dello stile musicale italiano. Nel caso specifico uno dei riferimenti principali è sicuramente Girolamo Frescobaldi, l’unico compositore italiano citato da Philipp Emanuel Bach tra gli autori apprezzati e studiati dal padre sin dagli anni della gioventù artistica. With the drawing up of the 24 Preludes and Fugue (BWV 846-869) Bach takes part to the vexata quaestio about the “temperament” and is enclosed in a dialogue that, starting from Renaissance reaches, with not less intense echoes, 900hunderth declinations concerning the rational division sounds. Once the composer has set the elements constituting the composing model, prelude and fugue, the composer experiments the harmonic-contrapuntal potentialities of the system based on major or minor tonalities, taking all incentives deriving from the growing interest towards the chromatic arrangement.  Also in the Well-termpered Harpsichord, just like in most of Bach’s production, the influence of the Italian style stands out.in the specific case, one of the main reference points is definitely Girolamo Frescobaldi, the only Italian composer quoted by Philipp Emanuel Bach among the authors appreciated and studied by his father ever since the years of his artistic youth Nicola Lamon ha studiato al conservatorio “B. Marcello" di Venezia diplomandosi nel 2001 con il massimo dei voti e la lode sia in Organo e composizione organistica con Elsa Bolzonello Zoja che in Clavicembalo con Sergio Vartolo e Marco Vincenzi.Ha conseguito inoltre il diploma in Canto Gregoriano a pieni voti con Lanfranco Menga. Nell’anno accademico 2005-2006, presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia ha conseguito con il punteggio di 110 e lode il diploma accademico specialistico di II livello in organo. Ha partecipato a numerosi corsi di perfezionamento presso varie accademie internazionali: in organo e improvvisazione con H. Davidson e W. Porter a Smarano (TN), con J.L. Gonzalez Uriol a Daroca (Spagna), presso l'Accademia Chigiana di Siena, per il clavicembalo, con Cristophe Rousset, conseguendo il diploma di merito. Ha ottenuto diversi riconoscimenti in vari concorsi nazionali e internazionali: in organo il terzo premio a Borca di Cadore nel 2001 e nel 2005, il primo premio a Viterbo nel 2003 e il terzo premio a Fano Adriano (TE) nel 2006; in clavicembalo il primo premio a Fusignano (RA) nel 2003 e il primo premio a Pesaro nel 2005. Svolge l’incarico di secondo organista presso la prestigiosa Basilica di San Marco in Venezia, collaborando con la Cappella Marciana nelle esecuzioni concertistiche e discografiche. Segue e studia con particolare interesse il partimento storico e l’improvvisazione finalizzata alla ricerca e all’esecuzione del basso continuo. Con il collega David Brutti al cornetto ha fondato il duo “Seicento Stravagante” impegnato nella valorizzazione degli strumenti a tasto rinascimentali e barocchi partecipando a registrazioni discografiche e concerti. Svolge inoltre attività di organista e clavicembalista continuista in in diverse formazioni collaborando inoltre come tale a masterclass e corsi di perfezionamento.E’ stato docente a contratto presso il conservatorio “C.Pollini di Padova” di pratica della tastiera e lettura del repertorio vocale e, attualmente, svolge attività di accompagnatore al clavicembalo presso i conservatori Arrigo Pedrollo di Vicenza e Agostino Steffani di Castelfranco Veneto (TV). E’ impegnato altresì nella monumentale esecuzione integrale dei due libri del Clavicembalo ben temperato e l’Arte della Fuga di J.S.Bach Nicola Lamon studied at the  “B. Marcello" Conservatorium of Venice, obtaining in 2001 the degree with  full marks in Organ with  Elsa Bolzonello Zoja and harpsichord with Sergio Vartolo and Marco Vincenzi. He has got also the diploma in Gregorian Chant with full marks with Lanfranco Menga. In 2005-2006, at Conservatorio “B. Marcello” of Venice. He was given the Virtuositè Organ diploma with full marks and cum laude. He has attended several courses on Organ and organ improvisation with H. Davidson e W. Porter in Smarano (TN), with  J.L. Gonzalez Uriol ,Daroca (Spain), at Accademia Chigiana of Siena,  for harpsichord , with  Cristophe Rousset. He has received several successes in National and International competitions: organ third prize in  Borca di Cadore in 2001 and in  2005, first prize in Viterbo 2003 and third prize in Fano Adriano (TE) 2006; at the harpsichord first prize in Fusignano (RA), 2003  and first prize  Pesaro , 2005. He is appointed as second organist in the historical Basilica di San Marco, Venice, collaborating with the Cappella Marciana in performances and recordings. He carefully studies particularly the historical praxis of improvisation, in the research and performance of the thorough bass. With David Brutti cornetto he founded the duo “Seicento Stravagante” to enlighten the renaissance and baroque keyboard and chamber music performing concerts and recordings. He participates as Organist and Harpsichord in several groups and ensembles. He has been  teacher at Conservatorio “C.Pollini”di Padova for keyboard practice  and reading vocal repertoire and now he is accompanist at the harpsichord at the Conservatoriums Arrigo Pedrollo, Vicenza, and Agostino Steffani di Castelfranco Veneto (TV). He is involved also in the monumental performance of The Well Tempered Keyboard of J.S. Bach.

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TO RUSSIA WITH LOVE

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CVLD332 - UPC: 8019349783651 Nikolaj Karlovi Medtner 01 - Sonata Reminiscences op.38 in A minor n.1 from Forgotten Melodies I, 15'56" Pyotr Ilyich Tschaikovsky & Michail Vasil'evi Pletnëv The Nutcracker Suite, 17'50" 02 - March, 1'59" 03 - Dance of the Sugar Plum Fairy, 2'09"  04 - Tarantella, 1'22" 05 - Intermezzo, 4'13" 06 - Trépak (Russian Dance), 1'12" 07 - The Tea (Chinese Dance), 1'22" 08 - Pas de deux (Andante maestoso), 5'33" Igor Fyodorovich Stravinsky Trois mouvements de Pétrouchka, 17'40"  09 - Danse russe, 2'50"  10 - Chez Pétrouchka, 5'17" 11 - La semaine grasse, 9'33" Tot. time: 51'32" Kostandin Tashko, pianoforte 24bit/88.2kHz original recording made at Laboratorio ZANTA, Camponogara, Italy, on December 3, 4, 2020 Kostandin Tashko plays on Steinway & Sons D274 Concert Grandpiano, prepared and tuned by Silvano Zanta Production: VELUT LUNA Executive producer: Marco Lincetto Recording, mix and mastering engineer: Marco Lincetto Musical producer and editing engineer: Mattia Zanatta Text: Myriam Guglielmo Inside photo: Marco Lincetto Design and layout: L'Image Kostandin Tashko      “... visione profonda del testo, unita a grande maturità musicale. Giovanissimo, ma già padrone di tecnica pianistica di grande rilievo e di vasto ed importante repertorio... " Daniel Rivera, pianista (2020) “..forte personalità musicale e talento emergono chiaramente dalle capacità artistiche…non fa mai sfoggio di virtuosismo fine a se stesso… lo subordina sempre a una visione intellettuale superiore, che riflette una chiara consapevolezza dell'architettura musicale. Alessandro Taverna, pianista (2020) Vincitore di numerosi concorsi internazionali in Albania, Italia, Croazia, Gran Bretagna, Macedonia, Kossovo, Svizzera-Francia, Slovenia, il pianista albanese Kostandin Tashko si è esibito in importanti sale da concerto e festivals. Il CD di debutto, con l'etichetta KNS, include opere di Liszt, Scriabin e Ravel. Allievo del Liceu “J.Misja” di Tirana con Valbona Kasaj, si è diplomato con menzione d’onore presso il Conservatorio di Musica di Trieste “Giuseppe Tartini” sotto la guida di Teresa Trevisan. Masterclass con B.Lupo, A.Delle Vigne, R.Dalibaltayan, O.Gardon, D.Tomsic, R. Kinka, M.Miladinovic, V.Balzani, C.Elton, P.Gililov, N.Grubert. “...profound vision of the text combined with an important musical maturity. Very young and already master of a piano technique of great importance beside a vast and important repertoire...” Daniel Rivera, Pianist (2020) “..strong musical personality and talent clearly emerges from his artistic skills….never shows off a virtuosity that is an end in itself...always subordinates it to a higher intellectual vision, which reflects a clear awareness of the music architecture.     Alessandro Taverna, pianist (2020) The Albanian pianist Kostandin Tashko is the winner of wide range of international competitions in Albania, Italy, Croatia, Great Britain, Macedonia, Kossovo, Switzerland-France, Slovenia. He already performed in some of the most important venues and festivals. The debut CD with KNS label includes works by Liszt, Scriabin and Ravel. A student of the Liceu “Jordan Misja” in Tirana with Valbona Kasaj, he graduated at the Trieste Music Conservatory ”Giuseppe Tartini” under the guidance of Teresa Trevisan.  Masterclasses with B.Lupo, A.Delle Vigne, R.Dalibaltayan, O.Gardon, D.Tomsic, R. Kinka, M.Miladinovic, V.Balzani, C.Elton, P.Gililov, N.Grubert. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Russia! La scrittura per pianoforte tra composizione, trascrizione e restituzione  Il percorso proposto da Kostandin Tashko all’insegna della tradizione musicale russa si dipana lungo un sentiero che seppur tracciato all’interno del contesto novecentesco tende a ripiegare con nostalgia verso un passato dai contorni vagamente definiti, tra l’onirico tardo romantico di Medtner, il fiabesco di Tchaikovsky e l’ancestrale di Stravinsky. Protagonista indiscusso è il pianoforte, strumento storicamente legato all’attività compositiva sia come punto di partenza per la stesura di pagine pianistiche affidate all’esecuzione dello stesso compositore, sia come destinatario di trascrizioni tratte da brani orchestrali ad opera dell’autore o di interpreti successivi. Russia! Piano writing among composition, transcription and returning  The course suggested by Kostandin Tashko in the sign of Russian musical tradition unravels along a path that, though drawn within the 20th century context, tends to withdraw with nostalgia towards a past with vaguely defined outlines, among Metner’s late romantic oneiric, Tchaikovsky’s fairy-tale and Stravinsky’s ancestral. The piano is a self-evident protagonist, an instrument historically connected to the writing activity both as starting point to draw piano pages assigned to the performance of the same composer, and as receiver of transcriptions drawn from orchestra pieces played by the author or by following interpreters. Myriam Gugliemo

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JOHANN SEBASTIAN BACH

JOHANN SEBASTIAN BACH

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CVLD328 - UPC: 8019349896566 Sonata in fa maggiore BWV 1035 per flauto e basso continuo 01 - Adagio ma non tanto, 2:16 02 - Allegro, 3:13 03 - Siciliano, 3:47 04 - Allegro assai, 3:13 Partita in La minore BWV 1013 per flauto solo 05 - Allemanda, 4:32 06 - Corrente, 2:47 07 - Sarabande, 3:38 08 - Bourèe anglaise, 2:00 Concerto in Sol minore BWV 985 per cembalo solo 09 - (Allegro), 2:46 10 - Adagio, 2:15 11 - Allegro, 2:24 Sonata in Si minore BWV 1030 per flauto e clavicembalo obbligato 12 - Andante, 7:40 13 - Largo e dolce, 3:11 14 - Presto, 6:23 tot. time: 50:14 Maria Giovanna Fiorentino, flute and recorder Nicola Lamon, harpsichord 24bit / 88.2kHz original recording made at Studio Rosso, di Zanotto Strumenti,  in Silvelle di Trebaseleghe, Italy, on July, 4, 5, 6, 2020 Production: VELUT LUNA Executive producer: Marco Lincetto Musical producer and editing: Mattia Zanatta Recording, mix & Mastering: Marco Lincetto Photo: Marco Lincetto Design & Layout: L'Image Johann Sebastian Bach (1685 Eisenach, 1750 Lipsia) è stato un compositore e musicista tedesco, Thomaskantor a Lipsia dal 1723 alla morte. Considerato tra i più grandi geni nella storia della musica, le sue opere sono notevoli per profondità intellettuale, padronanza dei mezzi tecnici ed espressivi e per bellezza artistica. Operò una sintesi mirabile fra lo stile tedesco di Pachelbel e Buxtehude e le opere dei compositori italiani (particolarmente Vivaldi del quale trascrisse numerosi brani, assimilandone soprattutto lo stile concertante).  La sua opera costituì la summa e lo sviluppo delle varie tendenze stilistico - compositive della sua epoca. Il grado di complessità strutturale, la difficoltà tecnica e l'esclusione del genere melodrammatico, tuttavia, rese la sua opera appannaggio solo dei musicisti più dotati e all'epoca ne limitarono la diffusione fra il grande pubblico, in paragone alla popolarità raggiunta da altri musicisti contemporanei come Haendel o Telemann. Nel 1829 l'esecuzione della Passione secondo Matteo, diretta a Berlino da Felix Mendelssohn portò alla conoscenza di un vasto pubblico la qualità elevatissima dell'opera compositiva di Bach, che è da allora considerata il compendio del contrappunto barocco.  Il kantor di Lipsia dove compose tante cantate e lavori sacri, rimane un miracolo del Barocco e della Musica in generale, sicuramente.  Mi sono decisa a inserire nel CD la Sonata BWV 1030 per flauto e clavicembalo obbligato, la partita a flauto solo BWV 1013, il clavicembalista dei lavori trascritti da Telemann e la sonata a flauto e continuo 1035 per amore del compositore e dei brani. Johann Sebastian Bach (Eisenach 1685-Leipzig 1750) a German composer and musician ended his career as Thomaskantor in Leipzig since 1723 to the death. He is known as one of the greatest geniuses in History of Music, his works are wonderful in intellectual deepness, mastership of the technical and expressive means and artistic beauty. He reached a stunning result uniting the German style of  Pachelbel and Buxtehude with Italian master composer like Albinoni and Vivaldi, transcribing many pieces and most of all mastering the concertante style. His works became the summa and the development of the stylistic and compositive trends of his era. The complex structure, the technical difficulty and his absence from the melodrama scene destined his composition to be performed only by the most talented musicians and limited the diffusion to the large public, comparing it to the audience of his contemporary musicians like Haendel and Telemann. In 1829 the performance of the Matthaeuspassion, directed by Felix Mendelssohn in Berlin, let a large public recognize the miraculous quality of Bach’s compositions, since then seen as exemplar of baroque counterpoint. The Kantor of Leipzig, where he composed many cantatas and sacred works, comes out as prodigy of the Baroque and of all Music history. We choose for the CD the sonata BWV 1030 for flute and obliged harpsichord, the solo flute Partita BWV 1013, for solo harpsichord a transcription from Telemann, and the sonata BWV 1035 for flute and continuo enjoying the composer and his works. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Maria Giovanna Fiorentino nata a Padova nel.1961, ha studiato flauto dolce a Padova con S. Balestracci (1976-1982) e ha conseguito il diploma in flauto dolce presso il Conservatorio Tartini di Trieste. Laureata in Lettere a pieni voti presso l'università di Padova con tesi in Storia della Musica, collabora con articoli, conferenze e lezioni-concerto a ricerche musicologiche. Ha tenuto 163 concerti in Italia e all'estero e diverse registrazioni in formazioni come il C.M.A. di Padova, l’Orchestra da camera di Padova, Accademia Bach, la Compagnia dei Febi Armonici, Interensemble e Serenissima Chamber Orchestra nel XXIII Festival di Musica Antica ad Urbino. Ha inciso le sonate di D. Bigaglia per flauto e b.c., l'opera V di Corelli, le Triosonate di Sammartini e le Sonate di Bellinzani e Barsanti per la Tactus.Ha proseguito con i Concerti a 4 di Vivaldi nel 2014 e con l’opera XXXVII di Boismortier per Urania Records, come i Concerts Royaux d F. Couperin, in uscita in Settembre Ottobre 2017. Ha insegnato flauto dolce al Conservatorio "G. Tartini" di Trieste e presso la Musician School di Reggio Emilia e flauto dolce e Storia della Musica presso la Fondazione Morello di Castelfranco Veneto 1997-2003. Dal 2008 al 2011 è presidente di ERTAItalia, l’associazione di insegnanti e studenti di flauto dolce in Italia, gemellata con le consorelle europee, ora ne è vicepresidente é perfezionata per quattro anni con Pedro Memelsdorff, superando nel 1988 l'esame di repertorio presso la Civica Scuola di Musica di Milano e con Frans Brüggen, Marijke Miessen, Kees Boeke, Walter van Hauwe e Matthias Weilenmann.  Nicola Lamon ha studiato al conservatorio “B. Marcello" di Venezia diplomandosi nel 2001 con il massimo dei voti e la lode sia in Organo e composizione organistica con Elsa Bolzonello Zoja che in Clavicembalo con Sergio Vartolo e Marco Vincenzi.Ha conseguito inoltre il diploma in Canto Gregoriano a pieni voti con Lanfranco Menga. Nell’anno accademico 2005-2006, presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia ha conseguito con il punteggio di 110 e lode il diploma accademico specialistico di II livello in organo. Ha partecipato a numerosi corsi di perfezionamento presso varie accademie internazionali: in organo e improvvisazione con H. Davidson e W. Porter a Smarano (TN), con J.L. Gonzalez Uriol a Daroca (Spagna), presso l'Accademia Chigiana di Siena, per il clavicembalo, con Cristophe Rousset, conseguendo il diploma di merito. Ha ottenuto diversi riconoscimenti in vari concorsi nazionali e internazionali: in organo il terzo premio a Borca di Cadore nel 2001 e nel 2005, il primo premio a Viterbo nel 2003 e il terzo premio a Fano Adriano (TE) nel 2006; in clavicembalo il primo premio a Fusignano (RA) nel 2003 e il primo premio a Pesaro nel 2005. Svolge l’incarico di secondo organista presso la prestigiosa Basilica di San Marco in Venezia, collaborando con la Cappella Marciana nelle esecuzioni concertistiche e discografiche. Segue e studia con particolare interesse il partimento storico e l’improvvisazione finalizzata alla ricerca e all’esecuzione del basso continuo. Con il collega David Brutti al cornetto ha fondato il duo “Seicento Stravagante” impegnato nella valorizzazione degli strumenti a tasto rinascimentali e barocchi partecipando a registrazioni discografiche e concerti. Svolge inoltre attività di organista e clavicembalista continuista in in diverse formazioni collaborando inoltre come tale a masterclass e corsi di perfezionamento.E’ stato docente a contratto presso il conservatorio “C.Pollini di Padova” di pratica della tastiera e lettura del repertorio vocale e, attualmente, svolge attività di accompagnatore al clavicembalo presso i conservatori Arrigo Pedrollo di Vicenza e Agostino Steffani di Castelfranco Veneto (TV). E’ impegnato altresì nella monumentale esecuzione integrale dei due libri del Clavicembalo ben temperato e l’Arte della Fuga di J.S.Bach Maria Giovanna Fiorentino “First of all it the sound of Fiorentino is really remarkable and supported by a smart and wise technical skill, by an articulation always interesting and by an inspired and learned phrasing, always well style conscious. The improvisation full of verve of the slow movements is quite impressing” Gianni Toffano CDClassica  “Quelle merveille ce nouveau cd !" Qu'il fait du bien de voir que des gens n'hésitent pas à innover et à nous donner un autre visage du grand Arcangelo Corelli. ” Denis Grenier, Radio Quèbec e responsabile iconografico dei CD Alfa. “The ensemble I Fiori Musicali has a perfect mastership of their instruments, and their balance is clearly an example in this field” “One of the leading European baroque ensembles.” Fedor Lederer, direttore Journées Baroques sur Vienne.She has studied with S. Balestracci and Pedro Memelsdorff and attended masterclasses with F. Brüggen, M. Miessen, K. Boeke and W. van Hauwe. She graduated in History of Music at Padua University. She has held several concerts in Italy and abroad. for celebrated festivals and concert series, where artists as Gustav Lenohardt, Quartetto Arditti, Cristina Miatello Gabriele Cassone and Fabio Biondi performed. She has recorded for Rivoalto, Ariston, Pavane Records and Symphonia. As a soloist she has recorded Rigaglia’s Sonatas, Corelli’s Opus V and Sammartini triosonatas for Tactus, as well as Bellinzani’s and Barsanti’s sonatas. Then Vivaldi’s Concerti a 4, Tactus Label 2014, 2016 Boismortier Opus XXVII trios, Urania Records as Les Concerts Royaux of François Couperin, Urania Records. She has taught recorder at Conservatorium "G. Tartini" of Trieste, at Musician School of Reggio Emilia and recorder and history of music at Fondazione Morello of Castelfranco Veneto (1997-2003). Since 2008 she is Chairwoman of ERTAItalia, the European Recorder Teachers’ Association Italia, actually she is vicechairwoman. Nicola Lamon studied at the  “B. Marcello" Conservatorium of Venice, obtaining in 2001 the degree with  full marks in Organ with  Elsa Bolzonello Zoja and harpsichord with Sergio Vartolo and Marco Vincenzi. He has got also the diploma in Gregorian Chant with full marks with Lanfranco Menga. In 2005-2006, at Conservatorio “B. Marcello” of Venice. He was given the Virtuositè Organ diploma with full marks and cum laude. He has attended several courses on Organ and organ improvisation with H. Davidson e W. Porter in Smarano (TN), with  J.L. Gonzalez Uriol ,Daroca (Spain), at Accademia Chigiana of Siena,  for harpsichord , with  Cristophe Rousset. He has received several successes in National and International competitions: organ third prize in  Borca di Cadore in 2001 and in  2005, first prize in Viterbo 2003 and third prize in Fano Adriano (TE) 2006; at the harpsichord first prize in Fusignano (RA), 2003  and first prize  Pesaro , 2005. He is appointed as second organist in the historical Basilica di San Marco, Venice, collaborating with the Cappella Marciana in performances and recordings. He carefully studies particularly the historical praxis of improvisation, in the research and performance of the thorough bass. With David Brutti cornetto he founded the duo “Seicento Stravagante” to enlighten the renaissance and baroque keyboard and chamber music performing concerts and recordings. He participates as Organist and Harpsichord in several groups and ensembles. He has been  teacher at Conservatorio “C.Pollini”di Padova for keyboard practice  and reading vocal repertoire and now he is accompanist at the harpsichord at the Conservatoriums Arrigo Pedrollo, Vicenza, and Agostino Steffani di Castelfranco Veneto (TV). He is involved also in the monumental performance of The Well Tempered Keyboard of J.S. Bach.  

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CELLO SONATAS

CELLO SONATAS

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CVLD327 - UPC: 8019349987677 Cello Sonata N.1 in E Minor Op. 38 1 - Allegro non troppo  14:34 2 - Allegretto quasi minuetto  5:50 3 - Allegro  6:39 Cello Sonata N.2 in F Major, Op. 99 4 - Allegro Vivace  9:06 5 - Adagio affettuoso  6:37 6 - Allegro appassionato  7:43 7 - Allegro molto  4:50 total time:  55:24 Luca Giovannini, cello Leonora Armellini, piano 24bit / 88.2kHz original recording made at Magister Recording Area, Preganziol, Italy, on July 12, 2020 Leonora plays on Steinway & Sons D274 Concert Grandpiano, tuned and prepared by Silvano Zanta Production: VELUT LUNA Executive producer: Marco Lincetto Musical producer and editing engineer: Michele Sartor Recording, mix and mastering: Marco Lincetto Design and layout: L'Image Text: Myriam Guglielmo Photo: Marco Lincetto Videomaker: Michele Sartor Johannes Brahms e i violoncellisti delle Sonate op. 38 e op. 99: una retrospettiva fotografica  Nel complesso insieme di pagine cameristiche che figurano all’interno del catalogo brahmsiano le due Sonate per pianoforte e violoncello (dicitura che per volere dell’autore sottolinea il carattere paritario degli strumenti coinvolti) vengono considerate tradizionalmente come elementi portanti del repertorio dedicato a tale formazione. La loro notorietà, dovuta ad una fortunata ricezione e alla continuità esecutiva di cui siamo ancor oggi testimoni, non deve precludere all’ascoltatore quanto all’interprete una visione d’insieme delle due Sonate, spesso accantonata in favore di un mero confronto sul piano cronologico e compositivo. Sebbene tra la stesura dei primi due movimenti della Sonata in mi minore op. 38 e la pubblicazione della Sonata in fa maggiore op. 99 intercorrano ventiquattro anni, possiamo considerare comune ai due periodi l’interesse rivolto alla scrittura per violoncello, alimentato dalla presenza di figure chiave nella cerchia del compositore. In una fotografia datata 7 maggio 1894 troviamo Brahms, nel giorno del suo sessantunesimo compleanno, circondato da amici e colleghi presso la casa della famiglia von Miller zu Aichholz (archivio Gesellschaft der Musikfreunde, Wien). Tra i convitati, oltre a Ignaz Brüll, Anton Door, Julius Epstein, Eusebius Mandyczewski, Gustav Walter, Eduard Hanslick e Richard Mühlfeld, sono presenti i dedicatari delle due Sonate per pianoforte e violoncello: Josef Gänsbacher e Robert Hausmann.  Johannes Brahms and the cello players of Sonatas op. 38 and op. 99: a photographic retrospective In the complex whole of chamber pages inside Brahms catalogue, the two Sonatas for piano and cello (a caption that for the author’s will underlines the equal role of the involved instruments) are traditionally considered as carrier elements of the repertoire devoted to such composition. Their fame, due to a lucky reception and to the continuous performances we still witness nowadays, should not prevent either the listener and the performer a unit vision of the two Sonatas, which is often set aside, in favour of a plain comparison on the chronological and compositional level. Although between the writing of the first two movements of the Sonata in the key of E minor op. 38 and the publication of the Sonata in the key of F major op. 99 twenty-four years passed, we can consider the interest towards the writing for cello common to both, fed by the presence of key figures in the circle of the composer. In a photo dated May 7th, 1894, we see Brahms surrounded by friends and colleagues in the house of the family von Miller zu Aichholz, on his 61st birthday (archive Gesellschaft der Musikfreunde, Wien). Among the guests, beyond Ignaz Brüll, Anton Door, Julius Epstein, Eusebius Mandyczewski, Gustav Walter, Eduard Hanslick and Richard Mühlfeld, we can notice the dedicatees of the two Sonatas for piano and cello: Josef Gänsbacher and Robert Hausmann.   Myriam Guglielmo ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Luca Giovannini, nato a Rovigo nel 2000, ha frequentato il  Francesco Venezze di Rovigo con il M° L. Simoncini e si è diplomato a 17 anni con lode e menzione d'onore. Arricchisce il suo percorso di studio frequentando l’Accademia  R. Romanini di Brescia, nella quale ha studiato con G. Sollima e successivamente con G. Capuçon alla "Classe d'excellence" della fondazione Louis Vuitton. Sin da giovanissimo, Luca si è affermato in numerosi concorsi, tra i più prestigiosi vi sono il primo premio nel 2018 al J. Brahms competition di Pörtschach in Austria, primo Italiano ad aggiudicarselo, nel 2016 il terzo premio al concorso "Schönefeld" in Cina, e  il Premio Nazionale delle Arti 2020. Ha avuto la possibilitá di suonare per i nomi piú illustri del mondo musicale, come G. Kremer, A. Schiff, N. Gutman E. Dindo, M. Brunello, B. Canino, D. Rossi e molti altri ancora, cogliendo prospettive differenti e spunti altamente stimolanti.  Si è esibito in numerosi paesi e importanti teatri come la Suntory Hall di Tokyo  la Carnegie Hall di NY  Musikverein di Vienna il Berliner Philharmoniker, Sale Apollinee della Fenice e la Sala Maffeiana di Verona. Luca studia attualmente con F. Helmerson alla Kronberg Academy, Francoforte.  Suona un Ansaldo Poggi gentilmente concesso dal M° M. Brunello. Vincitrice del Premio Janina Nawrocka per la "straordinaria musicalità e la bellezza del suono" al Concorso Chopin di Varsavia (2010), la pianista Leonora Armellini (1992) si esibisce come solista, camerista e a fianco di numerose orchestre in prestigiose sale  in tutto il mondo (Carnegie Hall di New York, Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, Salle Cortot di Parigi, Filarmonica di Varsavia, Teatro La Fenice di Venezia, e in tutta Europa, Cina, Corea del Sud, Giappone, ...). Intrapreso lo studio del pianoforte a quattro anni con Laura Palmieri, si diploma a dodici con il massimo dei voti, lode e menzione. Vince il “Premio Venezia” (2005) e prosegue con Sergio Perticaroli presso l’Accademia di S. Cecilia di Roma, diplomandosi con lode e diventando la più giovane diplomata dell’istituzione (2009). Dopo gli studi con Lilya Zilberstein ad Amburgo, si perfeziona con Boris Petrushansky all’Accademia di Imola. Ha al suo attivo diversi progetti discografici, tra cui i due Concerti di Chopin e l’integrale dell’Album per la Gioventù di Schumann, e molti suoi concerti sono stati trasmessi da TV e radio italiane e internazionali. Nel 2014 pubblica con Matteo Rampin il libro di divulgazione musicale “Mozart era un figo, Bach ancora di più” (Salani). ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Luca Giovannini, born in 2000, he took his Master Degree in Italy, Rovigo, under the tutelage of Luca Simoncini. He enriched his musical studies attending the Romanini Academy with the cellist and composer G. Sollima and being part of the Classe d'excellence of G. Capuçon at the Louis Vuitton fondation in Paris. Luca partecipated to many competition, as the "Alice und Eleanore Schönefeld" in Harbin China winning the third prize un 2016, the Janigro young competition, second prize and the first prize at the J. Brahms competition in 2018. I had the possibility to play for some of the greatest musical personalities like G. Kremer, A. Shiff, L. Harrel, G. Hoffman, N. Gutman, K. Gerstein, A. Tamestit and so, catching many different prospectives and musical ideas receiving always positive impressions on his sensibile and mature playing. He played in many countries (as Spain,Italy France, Switzerland, Finland) and many halls, as Suntory Hall in Tokyo, Carnegie Hall of NY, the  Musikverein of Vienna and at the Berliner Philharmonie. He is currently studying with Frans Helmerson at the  Kronberg Accademy, sponsored by Angela Winkler- stipendium .He plays a rare Ansaldo Poggi cello, kindly given by the italian cellist M. Brunello Winner of the “Janina Nawrocka Award” for her “remarkable musicality and beauty of sound” in the International F. Chopin Piano Competition in Warsaw (2010), Leonora Armellini (1992) performed as soloist, and with orchestras in important concert halls and festivals worldwide (Carnegie Hall - New York, Mariinsky Theater - Saint Petersburg, Salle Cortot - Paris, National Philharmonic - Warsaw, Teatro La Fenice – Venice, and in China, Japan, South Korea, …). She collaborated with many artists in various chamber music groups. Leonora graduated summa cum laude from the Padova Conservatory at the age of 12 with Laura Palmieri and won the first prize at the “Premio Venezia” (2005). She graduated summa cum laude at the age of 17 at the National Academy of S. Cecilia in Rome under the guidance of Sergio Perticaroli and then studied with Lilya Zilberstein (Musikhochschule Hamburg) and Boris Petrushansky (Accademia Pianistica di Imola). She recorded numerous CDs, including the two Chopin Piano Concertos and the complete Album for the Youth by Schumann, and a lot of her concerts and interviews were broadcast by Italian and international TVs and radios. Along with Matteo Rampin, she published a book entitled “Mozart era un figo, Bach ancora di più”, available in Italian and Spanish.  

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WITHIN & WITHOUT - Homage to Rakhmaninov

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VELUT LUNA CVLD330 UPC:  8019349894562 01 - Farewell my Dreams Op.9,  6:42 02 - Siberian Blizzard Op.10, 11:31 03 - Waltz of the Fairies Op.11,  7:54 04 - Dusk Spirits Op.12,  11:53 05 - Gloomy Sparks Op.16,  11:47 06 - The Devil in Love Op.14,  15:33 total time: 65:22 All compositions by Edoardo Brotto 88kHz / 24bit digital recording made at Magister Area Recording, Preganziol, Italy, on September 15, 16, 2020. Analog mix & mastering made at Velut Luna Studio, Padova, Italy, on October 17, 2020 Edoardo Brotto plays on STEINWAY & SONS D274 CONCERT GRANDPIANO, serial number: 592126 granted,  tuned and prepared by Silvano Zanta Marco Lincetto choose RIBERA R12 tube microphones, Millennia Media HV 3C mic preaplifier, and Rupert Neve Design 5059 summing mix Production: VELUT LUNA Executive producer: Marco Lincetto Musical producer: Edoardo Brotto Recording, mix & mastering engineer: Marco Lincetto Cover photo: Edoardo Brotto Inside photo: Claudio Dalla Costa Design: Francesca Brotto Questo album è il mio omaggio ad un compositore e pianista che amo profondamente, Sergej Rakhmaninov. La bellezza nel senso più ampio del termine, della natura, di un viso, del profumo del vento invernale, è stata fonte di ispirazione di tutti i brani qui presentati. L’assidua ricerca della stessa, dell’armonia ideale al momento ideale, della forma e della logica della struttura di ogni brano, dei contrasti, delle melodie e delle vivaci note danzanti, mi ha portato ad un attento e lungo lavoro sui più minuziosi dettagli, spesso stravolgendo interamente ciò che era, a favore dell’incertezza del nuovo. Ogni tessera di un puzzle è stata costruita minuziosamente e adattata all’immagine nella sua interezza. Nessuno di questi lavori è scritto su carta ma, al mio solito, è stato composto e “scritto” nella mia mente. Questo processo mi permette, letteralmente, di osservare i piccoli pezzi ed i grandi pezzi da una visuale preferenziale, ove posso giocare con le varie tessere, ricombinarle a mio piacimento creando un vastissimo numero di possibili soluzioni. È poi questa stessa visuale, simile a quella che si prova dall’alto di una vetta, o di un grattacielo, che mi permette di scegliere l’insieme di elementi che secondo me raggiungono la forma più bella. Edoardo Brotto This album is my homage to a composer and pianist whom I deeply admire, Sergei Rakhmaninov. All works presented here have been inspired by the notion of beauty in the broadest sense, of nature, of a face, of the scent of winter wind. An assiduous quest for musical beauty, of the ideal harmony for a particular moment, of form and structural logic, of contrasts, of melody and lively figuration have led me on a path of meticulous detail upon which I have frequently altered course, leaning towards the uncertainty of the new. Each piece is realised in such a manner as to depict the titular image in its poetic entirety. As is usual to my artistic process, none of these works have been notated; rather, they have been fully worked out in my mind. This process allows me to visualise both small and large ideas that constitute a work as tiles to be played with, moved and recombined according to spontaneous preference, and thus resulting in a vast number of potential manifestations. From such a vantage point, similar to a mountain peak or atop a skyscraper, I am able to arrange elements to conform to the most beautiful overarching shape. Edoardo Brotto  

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BACH - ALTERNATIVE HARPSICHORD CONCERTOS

BACH - ALTERNATIVE HARPSICHORD CONCERTOS

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  BACH ALTERNATIVE HARPSICHORD CONCERTOS  VELUT LUNA CVLD322  UPC: 8019349898980 Concert For Harpsichord and Orchestra in D Minor BWV 1052a Roberto Loreggian, harpsichord 1 - Allegro, 7:43 2 - Adagio, 7:59 3 - Allegro, 8:32 Concert For Harpsichord and Orchestra in G Minor BWV 1056a Roberto Loreggian, harpsichord 4 - Allegro, 3:42 5 – Adagio, 2:38 6 - Presto, 4:27 Concert For Flute, Violin, Harpsichord and Orchestra in D Major BWV 1050a Francesco Padovani, flute, Federico Guglielmo, violin, Roberto Loreggian, harpsichord 7 – Allegro, 8:28 8 – Adagio, 6:14 9 - Allegro, 5:26 tot. time: 55:16 Roberto Loreggian, harpsichord L’Arte dell’Arco Federico Guglielmo, Gianpiero Zanocco, violins Mario Paladin, viola Francesco Galligioni, cello Alessandro Pivelli, double bass 24bit/88.2kHz original recording made at Abbazia di Santa Maria delle Carceri, Main Hall, Carceri (Italy),  on November 11, 12, 2019 The recording was made by Marco Lincetto, using the very special and custom VLR Sound Recording System, including pure analog devices such as Rupert Neve Design Mic Preamplifiers 5024 and Analog  Summing Mixer SATELLITE 5059, Ribera R12 Vacuum Tube Microphones and the ADC Prism Sound AD2 Dream Production: VELUT LUNA Executive Producer: Marco Lincetto Balance, recording, mix and mastering engineer: Marco Lincetto Musical producer: Mattia Zanatta Editing engineer: Michele Sartor Critical text: Myriam Guglielmo Photo: Marco Lincetto Cover design concept and layout: L'Image  

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Prokofiev - Piano Sonatas

Prokofiev - Piano Sonatas

€ 30,00

VELUT LUNA CPRD001   -  UPC: 8019349989787 CD 1   tot. time: 56:30 Sonata No. 1 In Fa Minore, Op. 1 - 8:33  01 - Allegro, Meno Mosso, Allegro   Rakhat-Bi Abdyssagin, piano Sonata No. 2 In Re Minore, Op. 14 - 19:29   02 - Allegro Ma Non Troppo  / 03 - Scherzo, Allegro Marcato   04 - Andante / 05 - Vivace, Moderato, Vivace   Elisa D'Auria, piano Sonata No. 3 In La Minore, Op. 28 - 8:54   06 - Allegro Tempestoso, Moderato, Allegro Tempestoso,  Moderato Dolce, Più Animato, Allegro I, Poco Più Mosso  Carmen Anastasio, piano Sonata No. 4 In Do Minore, Op. 29 - 19:30    07 - Allegro Molto Sostenuto / 08 - Andante Assai / 09 - Allegro Con Brio Ma Non Leggiere  Sara De Ascaniis, piano CD2   tot. time: 64:30 Sonata No. 5 In Do Maggiore, Op. 38 - 16:25   01 - Allegro Tranquillo  / 02 - Andantino / 03 - Un Poco Allegretto  Cristian Monti, piano Sonata No. 6 In La Maggiore, Op. 82 - 28:10   04 - Allegro Moderato  / 05 - Allegretto / 06 - Tempo Di Valzer Lentissimo  / 07 - Vivace  Claudio Bonfiglio, piano Sonata No. 7 In Si Bemolle Maggiore, Op. 83 - 19:50   08 - Allegro Inquieto, Andantino  / 09 - Andante Caloroso / 10 - Precipitato  Fabiano Casanova, piano CD3   tot.time: 53:35 Sonata No. 8 In Si Bemolle Maggiore, Op. 84 - 29:12   01 - Andante Dolce, Allegro Moderato, Andante Dolce Come Prima, Allegro  02 - Andante Sognando  / 03 - Vivace, Allegro Ben Marcato, Andantino, Vivace Come Prima  Simone Rugani, piano Sonata No. 9 In Do Maggiore, Op. 103 - 24:20   04 - Allegretto  / 05 - Allegro Strepitoso, Andantino, Allegro tempo I 06 - Andante Tranquillo / 07 - Allegro Con Brio Ma Non Troppo Presto  Martin Malmgren, piano 88.2kHz / 24bit original recording made live-in-studio at Auditorium Pollini, Padova, on January 11, 12, 2019 Production:  Velut Luna Executive producer: Marco Lincetto Musical producer: Marco Lincetto Recording, Mix and Mastering engineer: Marco Lincetto Editing engineer: Mattia Zanatta Cover Photo: Marco Lincetto Design and layout: L'Image  Questo progetto è stato realizzato sotto l'egida del Conservatorio Cesare Pollini di Padova, e del suo direttore, Maestro Leopoldo Armellini, che ha riunito nove straordinari interpreti selezionati per la master class del Maestro Kostantin Bogino. A coronamento del lavoro svolto all'interno della masterclass si sono tenuti per una serie di concerti e questa registrazione, realizzata a margine dei concerti stessi con la modalità del "live-in-studio" senza pubblico, garantendo così anche la massima qualità sonora, senza perdere l'emozione e l'impatto di una presa diretta. Una delle grandi pagine del repertorio pianistico mondiale, l'integrale delle Sonate di Serg Prokofiev, trova così, in questo triplo CD, una delle sue migliori e più brillanti edizioni, anche grazie alla spettacolare qualità del suono garantita dallo splendido pianoforte Steinway & Sons D274 Concert Grand residente all'interno dell'Auditorium Pollini di Padova e, appunto, dalla registrazione realizzata da Marco Lincetto con la sua esclusiva tecnica di ripresa specialmente messa a punto per il pianoforte solo, che prevede l'utilizzo anche dei raffinati microfoni valvolari Ribera R12. Questa produzione discografica si avvale anche del contributo del PROGETTO LPM.                

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SE FOSSI UNA RONDINELLA

SE FOSSI UNA RONDINELLA

€ 13,50

VELUT LUNA CVLD321 UPC: 8019349889896 01 - La Dosolina - Eddy Serafini,  2:44 02 - Gran Dio del Cielo - Armando Franceschini,  3:09 03 - ‘Ndormenzete popin - Erika Eccli,  2:42 04 - E col cifolo del vapore - Nikos Betti,  3:22 05 - La sposa morta - Marco Uvietta,  2:20 06 - Il Maritino - Armando Franceschini,  2:04 07 - La Madonnina - Camillo Moser e Italo Varner,  2:10 08 - La casa del mio bèn - Armando Franceschini,  1:38 09 - Ninna Nanna - Eddy Serafini,  1:59 10 - L’è tre ore che son chi sotto - Erika Eccli,  1:23 88.2kHz / 24bit original digital recording made at Areamagister Studios, Preganziol (Italy) on December, 28, 29, 2019 Production: Velut Luna Executive Producer: Marco Lincetto Musical Producer: Marco Lincetto & Barbara Bertoldi Recording, Mix & Mastering Enegineer: Marco Lincetto Photo: Marco Lincetto Design & Layout: L'Image Costantino Nigra pubblica nel 1888 i “Canti popolari del Piemonte”, utilizzando per la prima volta un approccio etnologico, comparatistico e dialettologico alla poesia popolare italiana. E’ una ricerca lunga, appassionata, nell’ambito dei “canti veramente popolari, cioè senza che se ne conosca l’autore, quei canti che si odono nei campi, nelle stalle, parto di poeti contadini”, come scrive in una lettera ad uno studioso sardo il suocero di Nigra, Giovenale Vegezzi Ruscalla. Nasce con Nigra la nuova metodologia di ricerca, che prima era area di studio e lavoro di letterati e filologi, prevalentemente toscani. Da questi studi discende che il canto popolare, se è di autore anonimo per quanto riguarda la scrittura, è però ben identificabile come area di diffusione. Ed è anche ben visibile la traccia storica che il testo compie attraverso le modificazioni cui esso è soggetto nel corso degli anni, se non dei secoli. I temi trattati investono la vita tutta dell’uomo e della donna, narrando del lavoro, dello svago, dell’amore, dei lutti e delle guerre. Sono testi, come quelli riportati nel presente CD, fortemente dialettali, propri dell’area dell’Italia settentrionale, con diffusione anche in Francia, Provenza, Catalogna e Portogallo. Poi, come è tipico della narrazione popolare, questa viene variata ed adattata alle situazioni e ai tempi diversi, senza variare l’impianto narrativo, di modo che si può sempre, o quasi, risalire al testo originale. I canti di questo CD, scelti dalla musicista interprete e ri-armonizzati per violoncello e voce da compositori amici e colleghi, riportano la narrazione alla sua rappresentazione più veritiera, quando l’interprete non era un coro, ma una o al massimo due voci, accompagnate da uno strumento, chitarra o violino che fosse, suonati molto spesso ad orecchio. L’accompagnamento del violoncello dà una veste raffinata e inedita nel vasto campo delle esecuzioni di canti popolari. Le ri-armonizzazioni proposte dai vari compositori rendono la narrazione variata e diversa, a seconda delle differenti sensibilità,  pur nel rispetto della armonizzazione primitiva.  

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PIAZZOLLA - SOLO PIANO

PIAZZOLLA - SOLO PIANO

€ 13,50

LOREDANA PILUSO is a Sicilian pianist who has lived and worked in Veneto for many years. She began studying piano at a very young age, graduating at the age of 20 with the highest grade. She completed advanced training with international masters, undertaking a brilliant concert activity that led her to perform in Italy and abroad. She currently performs both as a soloist and in chamber music ensembles, and works together with actors and choreographers, curating the music of original international productions. This recording project is the result of her collaboration with the piano manufacturer Luigi Borgato who, on this occasion, gave her the chance to play his latest creation, BORGATO GRAND PRIX 333. GRAND PRIX 333, 10,93ft long, is the greatest and the longest concert grandpiano in the world: about 1,64ft longer than the traditional others concert grand pianos. It is completely handmade, using precious woods such as rosewood for the inside covering, mable for the bridges, beech as headrest for the mechanic, hornbean for the levers and the ebony for the black keys and, last but not least, the "magic" spruce - personally selected by Luigi Borgato from the famous Spruce Wood in Passau, Germany - which is especially in charge for the extraordinary speed of the sound, 9.842 ft/second instead of the usually 4.921 ft/second of all the others spruce wood. This grand piano is made using more than 15.000 pieces and weigh about 1.500 lb. His building takes more than 135 working days. The GRAND PRIX 333 is actually considered the new reference all over the world, opening new horizon to the expressive chance of the sound of the piano. Velut Luna is the first company ever to publish a recording fo Borgato Grand Prix 333      

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J.S. BACH

J.S. BACH

€ 13,50

    Roberto Loreggian.  Having achieved, with the highest grades, a diploma in organ and harpsichord, he perfected his talents at the Conservatory of The Hague (NL) under the direction of Ton Koopman. His activities led him to perform in the most important halls: Parco della Musica - Rome, Sala Verdi - Milan, Hercules Saal - Munich (Germany), Teatro Colon - Buenos Aires, Kioi Hall - Tokyo... at highly important festivals: MITO, Sagra Malatestiana (Malatestiana Festival), Pergolesi Spontini Festival, Accademia di Santa Cecilia, musical evenings... performing both as a soloist accompanist and soloist with numerous orchestras, Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia, Chamber Orchestra of Mantova, the Orchestra of Padua and the Veneto, I Virtuosi Italiani, L'Arte Dell'Arco, I Barocchisti... He has recorded numerous CDs for record labels such as Chandos, Tactus, Arts... which have been internationally acclaimed. He has recorded the complete collection of keyboard music by G. Frescobaldi for the label 'Brilliant' winning the 'National Award for Classic Music Track 2009', for the same label he recorded the complete keyboard music of A. Gabrieli, the complete Harpsichord concerts of B. Galuppi and the harpsichord music of G. F. Haendel. His recordings devoted to harpsichord music by B. Pasquini (Chandos Chaconne) and by G. B. Ferrini (Tactus) received the award 'Preis der Deutschen Schallplattenkritik'. He teaches at the Conservatory 'C. Pollini' in Padova, Italy.

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GUSTAV MAHLER - Symphony N. 1 in D Major, Titan

GUSTAV MAHLER - Symphony N. 1 in D Major, Titan

€ 13,50

CONSIDERAZIONI INTRODUTTIVE di Leopoldo Armellini, direttore del Conservatorio C.Pollini La scelta di eseguire la Sinfonia n. 1 “Titano” di G. Mahler è stata difficile, ma non troppo. Di certo ha prevalso la volontà di cimentarsi con un brano del grande repertorio sinfonico molto conosciuto, musicalmente complesso e tecnicamente ostico. Il rischio di mostrarsi presuntuosi quanto inadeguati era pericolosamente incombente. Ma tant’è, è prevalsa la temerarietà ed è stato giusto che sia stato così anche dal punto di vista meramente didattico. Eseguire il Titano ha significato alzare di molto l’asticella per gli studenti chiamati a comporre un’orchestra sinfonica di 100 elementi. Tuttavia, se l’esecuzione fosse stata anche solo sufficiente, avrebbe rappresentato una pietra miliare per i giovani orchestrali stabilendo idealmente un prima e un dopo il “Titano”. Dunque, partendo dalla fine, non potrò mai dimenticare gli occhi degli studenti dopo il concerto: 50 minuti tiratissimi, dall’inizio alla fine senza mollare mai con la concentrazione, senza indulgere neanche per un secondo a considerazioni auto laudatorie dopo aver eseguito bene un passo difficile. Nulla di tutto questo e i ragazzi se ne sono accorti perché dalle loro espressioni si poteva vedere che musicalmente, e forse anche umanamente, avevano compiuto un salto. Era come se a quel punto nulla potesse essere impossibile per loro considerando il punto di partenza delle prime prove, quelle per sezioni orchestrali. Credo che buona parte degli orchestrali credesse che in realtà il Titano non si sarebbe eseguito, che dopo le prime prove il Docente di Esercitazioni Orchestrali, Giuliano Medeossi, avrebbe detto:” bene, ragazzi, torniamo al classicismo viennese che è meglio!”. E invece, giorno dopo giorno, battuta dopo battuta è arrivato il punto di non ritorno ovvero quando diventa consapevolezza comune che “si può fare!”. Non si può dire sia stato facile, è stato molto complicato anche perché essendo gli esecutori degli studenti (spesso anche di liceo o Università) era impossibile pretendere la presenza simultanea di tutti, in tutti i giorni di prove. In questo, il Docente è stato un vero prestigiatore, anzi, un’alchimista: con quello di cui disponeva di giorno in giorno ha costruito una cattedrale sonora di incredibile bellezza. L’esecuzione è stata fonte di fortissime emozioni. Dalla platea, in certi momenti, si percepiva nettamente il pubblico respirare con l’orchestra e il livello di empatia, grazie anche allo splendore della musica, era tale che non pochi spettatori si ritrovarono in lacrime al termine dell’esecuzione. Il CD del Titano eseguito dall’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Padova non è per gli ascoltatori che pretendono la perfezione euclidea. A costoro consiglio l’acquisto di una versione registrata in studio, con centinaia di tagli e insert. Questa è un’esecuzione live e si sente chiaramente, compreso il trascinamento di una sedia di un esecutore che curiosamente sembra l’attacco fuori tempo di un corno. Tuttavia, essendo chi vi racconta questa storia un vecchio orchestrale reduce da tante battaglie, vi posso assicurare che la dinamica (escursione piano-forte), i colori, la timbrica e l’energia globale espressa dall’orchestra sono assolutamente coinvolgenti ed emozionanti. Le imprecisioni (per la verità, poche) sono contenute e assorbite da un contesto generale di fortissimo coinvolgimento ed emozione. Peraltro, chiunque tra voi volesse verificare, è possibile ascoltare su youtube esecuzioni di orchestra blasonate non proprio perfettissime. Dunque, questo disco ha un suo perché, ha un suo scopo. Innanzitutto per far crescere un centinaio di ragazzi straordinari, e in seconda istanza per far vivere ad una platea più vasta l’emozione irripetibile di una serata, quella del 25 marzo 2018, che rimarrà nei cuori e nella memoria di tutti gli spettatori dell’Auditorium “C. Pollini” di Padova.   

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PETITE MESSE SOLENNELLE - Original Version for 12 Soloists (Passy,1863)

PETITE MESSE SOLENNELLE - Original Version for 12 Soloists (Passy,1863)

€ 13,50

English text "Twelve singers of three genders, males, females and castrati will be enough for the performance. (…) A total of twelve cherubs". This was what seventy one years old Gioachino Rossini wrote into the score of Petite Messe Solennelle, composed in Paris, on 1863, 30 years after the mysterious retiring from the Opera business.The musicians staff on stage is completed by two pianos and harmonium, as Rossini has tought of a performance for a small audience, inside the private chapel of the Pillet-Will Family, to whom the mess was dedicated. Just the chamber-music dimension of this masterpiece is what we tried to recover during the performance recorded live at Teatro Olimpico in Vicenza, using a group of young singers from Conservatorio Benedetto Marcello of Venezia, true talents, some of them just professional acting in many important Opera House. This performance was probably the first in Italy, absolutely the first in which all singers are soloists. The Latin text of the Catholic Mass is sung as we go on from the entire ensemble (in the initial Kyrie and during the big fugues of Cum Sancto Spiritu and of Et vitam), sometimes using antiphonal interventions  of four soloists (Gloria e Sanctus), or using a fascinating single soloist (tenor in Domine Deus, bass on Quoniam or soprano on Crucifixus and Salutaris Hostia), or at last harmonizing two or three voices (Qui tollis, Gratias agimus tibi). It's present a pure instrumental interlude for solo piano (Prelude religieux for the Piano I), but the most brilliant opportunity of the entire Mass is reserved to the Rossini's beloved alto voice, who sings the final, moving, Agnus Dei, with chorus of the other soloists. In 1867, a few years after the composition, Rossini orchestrated the accompaniment of his little mass (probably afraid that someone else could do it…) in a version for solo, chorus and orchestra: so, the famous "twelve cherubs" of the original version become dozens and dozens... In this way the music acquires a more monumental importance, but looses the freshness, the grace, the transparency and the whole undestatement, which shines through the autograph notes on the original score: "Twelve were the Apostles in the Leonardo's famous painting, La Cena and - who could imagine! - there is someone through your apostles who sings notes out of tune!, Oh Lord, be sure: I promise that there will be no Giuda at my dining table and that my Cherubs will sing correctly and with love, praise and glory to You and this little composition, which is, unfortunately, the last venial sin of my life". 

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LANDSCAPES - Classic Piano Solo

LANDSCAPES - Classic Piano Solo

€ 13,50

Composer, pianist and photographer (listed in strictly alphabetical order): three forms of artistic expression uniquely concentrated at the pinnacle of excellence in a single remarkable person. These three arts are inexorably interconnected in Edoardo Brotto: the musical compositions are directly linked to the images of nature that he first perceives and then captures with his photographic lens. They are a source of inspiration and his music describes their shapes and colors. And finally, the pianist translates these images into sound. Edoardo creates his compositions by improvising directly at the keyboard in real time, sometimes applying his profound musical knowledge to work in the style of great historical composers (which in itself, is by no means a small accomplishment) but much more often with an original and unique creative vein. The compositions that arise from these improvisations are works of both unparalleled technical virtuosity and intense musical depth; equivalent in style, beauty and complexity to the music of the historical composers who have inspired these creations. Speaking of his music, with sincerity I can say that it is simply wonderful. Each piece is characterized by transcendental musical and technical demands. The formidable complexity is not an end in itself, nor shallow virtuosity for the sake of showmanship, but rather a necessary vehicle to convey the pure musical structure of the content and the real images, "photographed and developed" by Edoardo?s creativity. Finally, it is tonal music, which is accessible to everyone, but it is not common: it is music with deep roots in the great classics; it metabolizes them and combines their essence into a new light of continuity, shining into the future. Neither mannerist, nor disrespectful, nor pompous or trivial.

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MUSICAL PORTRAITS

MUSICAL PORTRAITS

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Giorgio Gaslini (1929-2014) Moto Velocetto Perpetuo ?With a vaguely Paganini-like assonance, it represents a continuous flow of agile lines traversing the score, with a counterpoint of nervous twitches and, here and there, of resonant chorale? Giorgio Gaslini (2006) Domenico Giannetta (1974) MODUS (2008) ?This piece, which takes a tripartite form (Con moto ? Poco Andante ? Tempo I), is characterized by a ruefully elegiac tone with themes based on fragments of an octatonic scale, a densely woven counterpoint and the temporal relationships of note values, recalling the modus (longa and brevis divisions) in 14th-century musical theory. Modus is dedicated to the Trio Caroli.? Domenico Giannetta (2017) Giuseppe Ratti (1965) The Dark Day (2006) The Dark Day was written in 2006 and was commissioned by the Caroli brothers, to whom it is dedicated. The piece is a revisitation of the ?dark day? of September 2001 when the Twin Towers in New York were attacked, and considers those tragic events from the perspective of five years later. By means of a distancing effect similar to that of a black-and-white postcard, the dramatic intensity of those moments is replaced by the atmosphere of melancholy and desolation hanging over the disaster site today. The flute and oboe, symbolizing the two towers, intertwine and weave their notes together into a single voice that slowly ascends towards the sky. As the two instruments pursue each other, the melancholy theme is transformed into a harsh and violent canonic passage through which can be heard desperate cries, emblematic of that terrible day. In a subtly nostalgic finale, the main theme returns in the form of a ?stately? fortissimo that leads us to an acknowledgement of the indestructibility of two fundamental concepts for mankind: ?freedom and future?. Giuseppe Ratti (2017) Paolo Pessina (1969) 12 Miniatures Op.12 (1996) The '12 Miniature Op.12 ', composed in 1996, follows a very coherent tonal and structural scheme. Each of the 12 pieces is gravitated to one of the 12 tones of the chromatic scale according to this specific tonal design: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. g min c# min C f# min F b min / B Bb e min Eb a min Ab d min From the point of view of the technical (and poetic) language, the use of a well-defined tonal path and the balanced distribution of dance rhythms (with contrasting character, direction and dynamics) create a kaleidoscopic unicum. This is not just a simple set of twelve pieces but rather a split composition (subdivided) into 12 moments describing different shades, sides and aspects. Each of the 12 Miniatures is a tile that completes the final frame. The miniature No. 1 in g minor has the melancholic character of a mechanical waltz in which the piano introduces the atmosphere with simplicity leaving the flute and the oboe the task of enunciating the theme (a true initial motto of a few notes ) which will then recur in the subsequent miniatures. Miniature No.2 in c sharp minor, in 5/4 time, is based on an obstinatum (repeated Bass) on which overlapping canonical imitation games. The miniature No. 3 in C major is a brilliant Scherzino based on the timbrical and thematic contrast between the piano and the two winds. The miniature No.4 in f sharp minor is written in the form of an invention with a balanced distribution of the thematic material to the three instruments. The explosion of energy that characterizes miniature No. 5 in F major is given by an accented pulsation in the low notes of the piano, with repetitive chords, almost suggesting the impetus of a roaring lion. The 9/8 measure emphasizes this enthusiastic race. The mystery characterizes the miniature Nr.6. The tone of b here oscillates between the minor and the major with a swinging and syncopated rhythm of the melody on a constant pulsation of the rhythm. In miniature No.7 in B flat major is expressed the desire for an oasis of peace. Here the performers are asked for special sweetness. With the miniature No.8 in e minor [Andalusia] we return to the rhythms of dance with Mediterranean flavor. In miniature No.9 in E flat major dominates the quiet character and moderation, almost compensating for the excesses of emotion of the previous piece. With the miniature No. 10 in a minor, it is back to the popular dance flavor, this time of almost gipsy character, with a very brilliant writing for the flute and the oboe. The miniature No. 11 in A flat major is a small dream, an extremely slow and transfigured vision of Valse's idea, with a bit of sentimental irony. The last piece, miniature Nr.12, although in the key of d minor, has a melodic-chord structure that uses all 12 sounds in a series (strictly dodecaphonic) given by the succession of the hinge notes of each of the 12 miniatures (g, c#, C, f#, F, b, Bb, e, Eb, a, Ab, d). Of course, without giving up the dancing spirit, seriously amused, expressed by the initial waltz and summing up the themes of the previous miniatures in a sort of final final round. Paolo Pessina (2017) Daniele Zanettovich (1950) Six Andalusian Songs (2007) (2007)The Six Andalusian Songs was originally written as a short suite for guitar and was extremely simple both in technical and structural terms. Out of this was developed a (technically very demanding) concert version for marimba, followed by a version for flute, viola and harp, and finally, the present version for flute, oboe and piano. The subsequent ?versions? of Six Songs are in fact reworkings of the original piece, in which the basic characteristics of structural simplicity and immediacy are preserved intact. Each song keeps the character of the dance on which it is based, even in the short interpolations ? the initial Malague?a and the final Tanguillo ???that function as small cadenze ad libitum. Daniele Zanettovich (2017)

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BEETHOVEN IN TRIO

BEETHOVEN IN TRIO

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Ludwig Van Beethoven Concerto Triplo in Do maggiore, Op.56 per pianoforte, violino, violoncello e orchestra 1. Allegro,  17:49 2. Largo,  4:47 3. Rondò alla polacca — Allegro — Tempo I,  13:28 Live recording made at Sala Piccola Fenice, Trieste (Italy), on January 27, 2019 Trio in Re maggiore, Op.70, N.1 "Gli Spiriti" 4. Allegro Vivace e con brio,  7:08 5. Largo assai ed espressivo,  11:22 6. Presto,  8:41 Studio recording made at Magister Area Studios, Preganziol (Italy), on August, 5, 2019 Tot.Time: 63:20 24bit/88.2kHz digital recording, analog mix and mastering, made by Marco Lincetto himself, using the ultimate in digital and analog technology Trio Rachmaninov Stefano Furini, violin Cecilia Barucca Sebastiani, cello Alberto Boischio, piano Amadeus Adriatic Orchestra,  Stefano Sacher, conductor Production: VELUT LUNA Executive producer: Marco Lincetto Musical producer: Matteo Boischio Recording, mix & mastering: Marco Lincetto Recording assistant in Trieste: Fulvio Strain Photo: Marco Lincetto Design: L'Image Il Trio Rachmaninov si costituisce a Trieste nel 1995, compie la sua formazione a Duino presso la Scuola Internazionale di Musica da Camera del Trio di Trieste e nell’anno successivo ottiene il primo premio assoluto al concorso Internazionale di Musica da Camera di Pinerolo a cui fa seguito una nutrita attività concertistica in Italia e all’estero. Attualmente il Trio Rachmaninov è formato da;  Stefano Furini, spalla stabile del Teatro Verdi di Trieste dal 1990 e primo violino di spalla ospite in numerosi importanti teatri tra cui il Teatro Alla Scala, anch’egli iniziò col padre e, dopo il diploma con lode sotto la guida del M° Piero Toso, si afferma in diversi concorsi nazionali ed internazionali continuando la formazione presso l’Accademia di Duino del Trio di Trieste assieme ad Alberto Boischio, pianista del Trio. Cecilia Barucca Sebastiani, giovane violoncellista Triestina inizia gli studi col padre (allievo di Libero Lana…), dopo il brillante diploma col M° Serafin al conservatorio di Trieste, ottiene prestigiosi piazzamenti in numerose competizioni nazionali ed internazionali. Completa la sua formazione presso l’Accademia Stauffer di Cremona con Rocco Filippini, alla Chamber Music Accademy di Duino col Trio di Parma e presso la Fondazione Romanini con Giovanni Sollima. Alberto Boischio, pianista padovano, dopo il diploma con lode a Padova inizia un lungo percorso cameristico dapprima in duo con Furini che portò per l’appunto alla formazione del Trio Rachmaninov all’Accademia del Trio di Trieste, inieme anche al violoncellista Jacopo Francini. Attualmente è docente di Accompagnamento Pianistico e Pratica Vocale presso il conservatorio Buzzolla di Adria e Maestro di sala e palcoscenico presso il Teatro la Fenice di Venezia. The Trio Rachmaninov was founded in Trieste on 1995 and they began the musical preparation under the guide of The Trio di Trieste at the Chamber Musica International Academy in Duino. They won the first prize at The Chamber Music International Competion of Pinerolo on 1996 and then they started a rich and log season of concerts all over the world for many years. Actually The Rachmaninov Trio is composed by two of the original founders, Stefano Furini, violin and Alberto Boischio, piano and the new member Cecilia Barucca Sebastiani, cello. Stefano Furini is the permanent first violin of Teatro Verdi in Trieste and the guest first violin of many important Theather all over the world, first of all of Teatro Alla Scala in Milan. He started his career also as soloist after the excellence degree cum laude at the Conservatorio di Musica in Padova under the guide of Maestro Piero Toso and then he won several national and international musical competitions. He completed his musical studies at the Chamber Music International Academy in Duino, with the pianist Alberto Boischio. Cecilia Barucca Sebastiani young cellist from Trieste, started her musical studies under the guide of her father. After the brilliant degree cum laude under the guide of Maestro Tullio Serafin at the State Conservatorio in Trieste, she reached brilliant places in several national and international competitions. She ultimated her musical studies at the Accademia Stauffer in Cremona under the guide of Maestro Rocco Filippini and at the Chamber Music Academy in Duino, under the guide of The Trio di Parma and, last but not least, at Fondazione Romanini under Giovanni Sollima. Alberto Boischio, pianist from Padova, after the degree cum laude at the State Conservatorio in Padova began an intense concert chamber music activity in several concerts, first founding a musical duo with Stefano Furini, that leaded him to founder the Trio Rachmaninov with Stefano Furini himself and with the cellist Jacopo Francini. Actually he is permanent Professor of Accompagnamento Pianistico and Pratica Vocale at the State Conservatorio Buzzolla in Adria and Maestro and stage director at the Teatro La Fenice in Venezia.  AMADEUS ADRIATIC ORCHESTRA (AAO) è un’orchestra giovanile sorta  nel dicembre 2015 nell’ambito dell’ Associazione Mozart Italia-sede di Trieste. Ha al suo attivo decine di concerti , principalmente  in Italia, Austria e Slovenia. Il  suo repertorio comprende sinfonie e concerti di Haydn, Mozart, Schubert, Beethoven, Mendelssohn, Chopin, musiche di Saint Saens, Respighi e musica contemporanea.  Dal 2017 i progetti musicali di AAO sono sostenuti dalla Regione Friuli Venezia Giulia.  Amadeus Adriatic Orchestra è fondata e diretta da Stefano Sacher AMADEUS ADRIATIC ORCHESTRA (AAO) is the  youth orchestra of the Mozart Society Italy-Trieste, which started its activity in December 2015. AAO has performed so far music by Haydn, Mozart Schubert, Beethoven, Mendelssohn, Chopin, Saint Saens, Respighi and contemporary music with concerts  in Italy, Austria and Slovenia. Since 2017 AAO musical projects are supported by Friuli Venezia Giulia Region. The founder and conductor of the Orchestra is Stefano Sacher.  

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Tracklist 01 - 09: 9 Vilote Pavane, per coro femminile (10'14") Music: Adriano Lincetto / Words: Giorgio Erminio Fantelli SolEnsemble, voices 10 - 14: 5 Momenti musicali, per pianoforte solo (9'40") Adriano Lincetto Alberto Boischio, grandpiano 15 - 38: 24 Melodie, per voce vocalizzante e pianoforte (29'31") Adriano Lincetto Tatiana Meira de Agujar, soprano, Alberto Boischio, piano 39: El Testamiento, per voce recitante (4'13") Poemetto in rime di Giorgio Erminio Fantelli Alvaro Gradella, voice  All recordings, mix and mastering are made by Marco Lincetto, using the latest standard in digital and analog technology, based upon custom modified microphones pre-amp, ADC and DAC and the exclusive Ribera Tube Microphones R12 and R47. Production: Velut Luna Executive producer: Marco Lincetto Editing of "9 Vilote Pavane": Michele Sartor Photos: Marco Lincetto, except for SolEnsemble, granted by the group itself Layout and Grophics: L'Image Cover Painting: Danilo Lincetto  VILOTE PAVANE "Vilote" are actually poems written in the ancient language from Veneto region, which had been somehow ?codified? by Angelo Beolco, named Ruzante, author, playwright and actor, born in Padua in 1496 and died in 1542. These poems are about rural themes, mainly connected to the theme of love, under the women?s point of view. Actually it is not a chance that Lincetto chose a female chorus. It is a selection of nine lyrics, derived from a larger collection of approximately a hundred. The musical writing is refined and not technically easy, considering, for example, the incredibly low range contraltos are requested. The stylistic reference to another 19th century important composer from Veneto, Gian Francesco Malipiero, is not trite and refined in its originality. 24 MELODIES Articulated on the 24 tonalities, the Melodies are born as a "plain" exercise for lyrical singers, to whom Adriano Lincetto devoted so much attention in his life and career. Actually, ever since the beginning, the autonomous value of this work was clear, so that a great bassoonist, Leopoldo Armellini, a well-known international interpreter, asked Lincetto to transcribe these Melodies for his instrument. Again, I personally realised a beautiful song from Melody No. 14, in 2015. The song - "Il Chiodo" ? was adapted for a large symphonic orchestra by Simone Tonin, on an original text by Rosella Caporale, who also performed it. 5 MOMENTI MUSICALI These "Musical Moments" are one of the only two compositions that Lincetto devoted to his instrument, the piano solo, in his whole life. In these nine minutes, the original style of the Paduan composer strongly emerges: he merges some indubitable inspiration sources, starting from Debussy to Bartok, but indeed giving them a genuine brand new "imprint", Adriano Lincetto?s. EL TESTAMIENTO This record could not but end with this short "operina" by Giorgio Erminio Fantelli. It is a giocoso short poem in perfect rhymes, simple quatrains written in an invented language, often almost onomatopoeic, based on macaronic Latin and obviously Italian. It is not strictly a literary work, but as professor Fantelli?s complimentary offer to his last students of the intermediate school. In fact, he devoted most of his life to the education of boys and girls in their most critical age, between 11 and 13, teaching Italian literature in the Intermediate School. His role, in primis that of "educator" in the broadest sense, was essential and significant for various generations of students, including the writer of these notes. Marco Lincetto

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