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The Planets

The Planets

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Note a Margine Un critico ebbe a definire I PIANETI, probabilmente non a caso, come "The British Rite Of Springs". In realtà si tratta di musica molto descrittiva, non disgiunta tuttavia da una notevole complessità di scrittura, che però non appare mai come tale alle orecchie dell'ascoltare. All'interno delle sette piccole rapsodie, che rispondono al nome e all' "umore" presunto dei sette pianeti omaggiati, si rincorrono temi e armonie estremamente efficaci e impressive, destinate a fissarsi immediatamente nella memoria anche di un ascoltatore distratto. Tali e tanti sono questi momenti felici che quest'opera sarà fonte ispirativa per ben più di un grande compositore di musica da film dei nostri tempi, arrivando questi, spesso, a citare pari pari intere frasi musicali, vedi ad esempio il tema famosissimo della saga di Star Trek, nel finale di Giove. Ma anche John Williams, Bernard Hermann, Alan Silvestri e James Horner sono grandi debitori verso Holst per alcuni dei loro temi più celebri. Nell'ultima parte della sua vita "dopo" I Pianeti, Holst realizzerà altre opere di pregio, ma nessuna al livello del suo capolavoro, che consapevolmente o meno, l'Umanità tutta ha imparato ad amare, direttamente o indirettamente. La versione che proponiamo oggi è una trascrizione de I PIANETI per due pianoforti, realizzata dallo stesso Holst, poco tempo l'originale per orchestra. Si tratta di un'opera rarissima da ritrovare su disco e anche eseguita dal vivo. Infatti da un punto di vista tecnico questa versione presenta difficoltà assolutamente trascendentali per gli interpreti che decidono di cimentarsi: e questo proprio per il fatto di dover ridurre l'estrema complessità delle trame sonore di una grande orchestra sinfonica, alle sole 4 mani e due tastiere di questo organico ridotto. Solo grandissimi e affiatatissimi interpreti possono a buon diritto cimentarsi con questa alta montagna da scalare, come appunto è il caso dei nostri Alberto Nosè e Valentina Fornari, anche compagni nella vita, interpreti  di grandissimo talento e lunga esperienza.   Questo disco infine, offre a mio parere un ultimo ma non ultimo motivo di interesse nel suono che siamo riusciti a proporre, partendo dai pianoforti e dal luogo di registrazione, che sono due meravigliosi FAZIOLI F278 ripresi nell'altrettanto splendida acustica della FAZIOLI HALL di Sacile, sede della prestigiosa ditta FAZIOLI, universalmente nota per costruire alcuni dei migliori pianoforti del Pianeta. La ripresa in alta risoluzione digitale nativa, l'utilizzo di microfoni, e preamplificatori microfonici selezionatissimi e di riferimento assoluto (AUSTRIAN OC818, SCHOEPS MK2s e SENNHEISER MKH8020; e ancora MILLENNIA MEDIA HV3-B) completano l'opera. Marco Lincetto   ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Critical Notes A critic defined THE PLANETS, probably not coincidentally, as "The British Rite Of Springs". In reality it is very descriptive music, not separated, however, by a remarkable complexity of writing, which, however, never appears as such to the ears of the listener. Inside the seven little rhapsodies, which answer to the name and to the presumed "mood" of the seven homage planets, extremely effective and impressive themes and harmonies chase each other, destined to be immediately fixed in the memory even of a distracted listener. So many are these happy moments that this work will be a source of inspiration for more than one great film music composer of our time, often coming to quote entire musical phrases, see for example the famous theme of the Star Trek saga, in the final of Jupiter. But also John Williams, Bernard Hermann, Alan Silvestri and James Horner are great debtors to Holst for some of their most famous themes. In the last part of his life "after" THE PLANETS, Holst would perform other valuable works, but none at the level of his masterpiece, which consciously or unconsciously, all Humanity has learned to love, directly or indirectly. The version we are proposing today is a transcription of THE PLANETS for two pianos, made by Holst himself, a short time after the original for orchestra. It is a very rare work to find on record and also performed live. In fact, from a technical point of view, this version presents absolutely transcendental difficulties for the performers who decide to undertake it: this is due to the fact that they have to reduce the extreme complexity of the sound plots of a large symphony orchestra to only 4 hands and two keyboards of this reduced ensemble. Only very great and close-knit interpreters can rightly compete with this high mountain to climb, as is the case of our Alberto Nosè and Valentina Fornari, also companions in life, interpreters of great talent and long experience.   Finally, in my opinion this record offers a last but not least reason of interest in the sound that we were able to propose, starting from the pianos and the recording location, which are two wonderful FAZIOLI F278 recorded in the equally splendid acoustics of FAZIOLI HALL in Sacile, home of the prestigious FAZIOLI company, universally known for designing some of the best pianos on the planet. The recording in high native digital resolution, the use of microphones, and microphone preamplifiers selected and absolute reference (AUSTRIAN OC818, SCHOEPS MK2s and SENNHEISER MKH8020; and also MILLENNIA MEDIA HV3-B) complete the work. Marco Lincetto  

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Leonora Armellini, THE EARLY YEARS

Leonora Armellini, THE EARLY YEARS

€ 13,50

Le registrazioni del CD di questo mese sono state effettuate nel 2007 e nel 2008, quando Leonora aveva rispettivamente 15 e 16 anni. Diplomatasi in Conservatorio eccezionalmente a 12 anni (!!!), in questi due concerti ripresi RIGOROSAMENTE DAL VIVO e senza tagli di editing, pur nella freschezza della giovanissima età mostrava già tutto il talento e le grandi qualità musicali che avrebbe poi perfezionato negli anni successivi, con studio ed esperienza fino alla maturità assoluta di oggi che l'hanno portata a qualificarsi nella finale (quinto posto assoluto) del più importante conocorso pianistico del mondo, lo Chopin di Varsavia, nell'ottobre 2021.  Le presenti registrazioni, realizzate in alta risoluzione digitale, erano state originariamente concepite per il riversamento su SACD, sia in versione stereo che multicanale. All'epoca, dunque, il missaggio dei segnali derivati dai microfoni componenti il Decca Tree con cui è stata effettuata la ripresa venne effettuato in totale dominio digitale (registrazione di ogni singolo microfono su una traccia indipendente e successivamente il file multitraccia mixato in dominio digitale). Per questa edizione, anche svincolati dalla necessità del programma multicanale, abbiamo deciso di rimixare le tracce originarie utilizzando un mixer analogico di alta qualità, quale il ben noto Neve serie 88.   Il missaggio analogico propone questi brani sotto una nuova luce e si differenzia rispetto a quanto proposto nel SACD pubblicato nel 2008. Non si tratta di un suono necessariamente "migliore", ma comunque differente ed è quindi interessante apprezzare questa novità. La principale differenza sta in una maggiore presenza generale del suono. Infatti mixando in dominio analogico si può sfruttare il grande headroom di uscita di un mixer analogico (tipicamente anche +36db, come nel caso del Neve): quindi, tenendo oi singoli segnali nativi non attenuati, si sfrutta tutta la risoluzione piena di ogni singola traccia, senza tuttavia rischiare la saturazione a 0.0 db tipica del mix in dominio digitale. Per questo nuovo progetto abbiamo utilizzato il già menzionato mixer Neve serie 88, ma prima le tracce sono state ovviamente convertite in analogico tramite un DAC multitraccia professionale Lynx Aurora 16, dotato di stadi analogici d'uscita modificati custom secondo nostre specifiche. Il segnale stereofonico analogico generato dal Neve, è stato poi riacquisito in dominio digitale a 24bit / 88.2 kHz tramite il fedelissimo ADC PRISM SOUND AD2 DREAM, per essere poi "decimato" a 16bit/44.1kHz e masterizzato per la pubblicazione in CD attraverso la workstation Magix Sequoia. Buoni ascolti.   Marco Lincetto  

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FILES HD COLLECTION 1 - 18 ALBUM / 244 TRACCE HD - USB 64GB

FILES HD COLLECTION 1 - 18 ALBUM / 244 TRACCE HD - USB 64GB

€ 166,00

In questa chiavetta USB 3.0 della capacità di 64GB sono contenuti 18 album Velut Luna, già disponibili anche in formato CD sempre in questo sito. Si tratta di ben 244 tracce in formato HD NATIVO, mediamente in standard 88.2kHz / 24bit - PCM lineare .wav non compresso, ma con ben due progetti, di cui uno quintuplo, in formato 176.4kHz / 24bit - PCM lineare .wav non compresso. Tutte le registrazioni sono NATIVE in alta risoluzione e realizzate con i massimi standard qualitativi al fine di offrire un suono purissimo e di eccellenza assoluta. Tutte le registrazioni sono realizzate personalmente da Marco Lincetto. La chiavetta viene venduta con un dedicato e specifico CERTIFICATO DI PROPRIETA' che potete vedere in immagine allegata. NEL PREZZO SONO COMPRESE LE SPESE DI SPEDIZIONE! Di seguito l'elenco sintetico degli album contenuti nella chiavetta - numero di catalogo e titolo: le descrizioni dettagliate di ciascuno sono disponibili alle schede dei rispettivi CD sempre all'interno di questo sito.  CVLD 320 - Mingus World - 88.2 CVLD 321 - Se fossi una rondinella - 88.2 CVLD 322 - J. S. Bach, Alternative Harpsichord Concertos - 88.2 CVLD 323 - Quattro - 88.2 CVLD 324 - Catch Me - 88.2 CVLD 325 - The Other Girl - 88.2 CVLD 326 - The Maat - 88.2 CVLD 327 - J.Brahms, Cello Sonatas - 88.2 CVLD 328 - Johann Sebastian Bach (flute & harpsichord) - 88.2 CVLD 329 - Odysseia - 88.2 CVLD 330 - Within & Without - 88.2 CVLD 331 - KD - 88.2 CVLD 332 - To Russia With Love - 88.2 CVLD 333 - J.S. Bach, Cello Suites For Harpsichord - 176.4 CVLD 334 - J.S. Bach, The Well Tempered Clavier Book 1 (doppio) - 88.2 CVLD 335 - Just For You! - 88.2 CVLD 336 - Kurt! - 88.2 CVLD 340 - F. Schubert, Sonatas for Piano (quintuplo) - 176.4  

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JUST FOR YOU! - singolo CD

JUST FOR YOU! - singolo CD

€ 15,00

Questo progetto nasce da un'idea di Marco Lincetto. Il concept è di rendere omaggio, in una chiave interpretativa nuova, minimalista e intima, ad alcuni dei brani più significativi della storia della musica degli ultimi cento anni, tutti nati a cavallo della grande stagione del Rock e del Progressive Rock fra gli anni '60 e gli anni '70. E' un atto d'amore verso un'intera generazione di musicisti ed artisti straordinari, ma anche verso una generazione di appassionati ascoltatori - oggi, Anno del Signore 2021, circa 50 / 60 / 70enni - che hanno saputo amare questa musica con grande intensità, legandola a momenti indelebili della loro vita e che ancora oggi dimostrano di amarla. E dunque il titolo - JUST FOR YOU! - vuole essere una precisa, specifica e affettuosa dedica a tutti costoro da parte di Marco Lincetto, che si considera, in questo caso, un "semplice" appassionato, così come lo sono le persone a cui è esplicitamente dedicato questo disco: "Abbiamo realizzato un disco che innanzitutto ci piace ascoltare: a noi per primi!"  Nel disco è anche presente un brano, non molto conosciuto ai più, a cui Marco Lincetto tiene particolarmente - C'è un Paese al Mondo- scritto e originariamente interpretato dal gruppo Italiano MAXOPHONE: e questa versione è dedicata alla memoria di uno dei fondatori dei MAXOPHONE, il grande Sergio Lattuada, da poco scomparso.   This album is a concept by Marco Lincetto The goal is to offer a tribute to several of the most important songs of the history of the last 100 years, composed, played and originally recorded during the Progressive Rock Era between the Sixties and the Seventies. It's an act of love to the extraordinary generation of artists and all the people who loved, and yet love, this music living their lives with Prog as the own original soundtrack. So the title - JUST FOR YOU! - want to be an affectionate dedication to all this people from Marco Lincetto, who think to be one of them: "First of all, we produced a musical project that we love to listen to!".  In this LP there is a song, that Marco Lincetto loves so much: it's "C'è un Paese al Mondo", written and played and originally recorded by the MAXOPHONE, a Prog band from Italy in the Seventies. This original cover is dedicated to Sergio Lattuada, one of the founders and leader of the MAXOPHONE, who passed away few years ago.  

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Johann Sebastian Bach - Cello Suites For Harpsichord

Johann Sebastian Bach - Cello Suites For Harpsichord

€ 13,50

La trascrizione è una pratica compositiva che accompagna la storia della musica ormai da diversi secoli. Se nel ’500 iniziano a fiorire le prime intavolature liutistiche di brani vocali, nel ‘700 essa si impone come vero e proprio genere sempre più in voga e sempre più richiesto. Maestro e modello di quest’arte è senza dubbio Johann Sebastian Bach (1685-1750), il quale dedica alla trascrizione l’intero arco della sua produzione musicale. Negli anni giovanili di Weimar, per assecondare le richieste di una corte particolarmente affascinata dal gusto italiano, trascrive numerosi Concerti dando vita a nuove ed interessantissime pagine di solismo tastieristico. A Lipsia diversi Concerti per Violino vengono destinati al clavicembalo, probabilmente per arricchire il repertorio del Collegium Musicum del quale Bach possiede la direzione artistica. Intere Cantate cambiano testo e destinazione in un esercizio di altissimo artigianato musicale, dettato sì da esigenze contingenti, ma condotto con un’arte e una perizia tali da far apparire questi rifacimenti come opere del tutto nuove. Le Sei Suites per Violoncello solo, protagoniste di questa incisione, non hanno mai trovato luce editoriale in forma di trascrizione per mano dell’autore stesso, mentre le Sei Sonate e partite per Violino solo, le quali possono essere considerate loro sorelle, sono state ampiamente rimaneggiate da Bach stesso e trasformate in varie versioni. Inoltre, grazie alla testimonianza di due musicisti contemporanei di Bach, sappiamo che il compositore stesso si cimentava nell’esecuzione al clavicembalo e al clavicordo di questi brani: se l’organista Jacob Adlung (1699-1762) nel descrivere le Sonate e Partite sottolinea il fatto che ‘’possano essere eseguite anche al clavicembalo’’, Johann Friedrich Agricola (1720-1774) ci assicura che ‘’il compositore stesso le suonava spesso al clavicordo e aggiungeva l’armonia che riteneva necessaria’’. La pratica della trascrizione si rivela come un’ottima e ineguagliabile chiave d’accesso per entrare nel pensiero compositivo dell’autore dell’opera trascritta: più che un mero esercizio di stile, è da considerarsi una vera e propria arte che permette di accedere all’essenza del discorso musicale, svincolandosi dagli automatismi gestuali derivanti dalla tecnica del proprio strumento. Una delle immagini che può descrivere al meglio questo tipo di esperienza è quella di entrare nella bottega di un artigiano, osservare e assorbire i segreti tecnici del mestiere per poi lavorare assieme allo stesso progetto. La trascrizione ci riserva dunque la possibilità di dialogare attivamente con i grandi maestri del passato e di affinare la nostra sensibilità e il nostro pensiero attorno all’estetica di un preciso periodo storico. In prima battuta, il fatto di rimaneggiare uno dei capolavori più eseguiti e apprezzati dell’intera produzione bachiana mi ha posto di fronte a numerosi interrogativi, i quali sono stati gradualmente risolti a seguito di un adeguato approfondimento analitico delle trascrizioni per clavicembalo operate da Bach stesso a partire da composizioni proprie e altrui. Contrariamente a quanto previsto all’inizio di questo percorso, la difficoltà maggiore non è stata quella di riuscire a produrre concretamente qualcosa a partire dal materiale originario, ma di trovare la forza di scegliere una versione definitiva selezionando tra le numerosissime possibilità interpretative offerte dalle Suites stesse. Occasionalmente, nello stilare questa trascrizione, mi sono trovato di fronte a decine di alternative per il medesimo passaggio musicale e ho dovuto scegliere, di volta in volta, se valorizzare la coerenza con la produzione tastieristica di J. S. Bach, la fedeltà assoluta nei confronti del materiale originario, l’aderenza alla resa sonora della versione violoncellistica, la comodità della mano, l’uniformità stilistica di scrittura per ogni singola danza e altre esigenze che emergono spontaneamente dal confronto con questa particolare tipologia di pratica compositiva. In conclusione, è possibile affermare che le scelte operate durante il processo di trascrizione siano sempre state dettate dall’esigenza di ottenere un risultato il più vicino possibile alla produzione clavicembalistica del compositore tedesco e abbiano rifiutato qualsiasi tentativo di modernizzazione dell’opera trascritta. Dario Carpanese   Transcription is a compositional practice that has accompanied the history of music for several centuries. If the first lute tablatures of vocal pieces began to flourish in the 1500s, in the 1700s transcription became a true and proper genre that was increasingly in vogue and in demand. Master and model of this art is undoubtedly Johann Sebastian Bach (1685-1750), who dedicated the entire span of his musical production to transcription. In his youthful years in Weimar, in order to satisfy the requests of a court that was particularly fascinated by Italian taste, he transcribed numerous Concertos, creating new and very intriguing pages of keyboard soloism. In Leipzig, several Violin Concertos were assigned to the harpsichord, probably to enrich the repertoire of the Collegium Musicum, of which Bach was the artistic director. Entire Cantatas change text and destination in an exercise of the highest musical craftsmanship, dictated by contingent needs, but conducted with such art and skill thus as to make these remakes appear as entirely new works. The Six Suites for Cello solo, protagonists of this recording, have never found an editorial light in the form of a transcription by the author himself, while the Six Sonatas and Partitas for Violin solo, which can be considered their consanguineous sisters, have been widely reworked by Bach himself and transformed into various versions. Moreover, in virtue of the testimony of two musicians of Bach’s era, we know that the composer himself tried his hand at performing these pieces on the harpsichord and clavichord: if the organist Jacob Adlung (1699-1762), in describing the Sonatas and Partitas, emphasizes the fact that "they can also be played on the harpsichord", Johann Friedrich Agricola (1720-1774) assures us that "the composer himself often performed them on the clavichord and added the harmony he considered necessary". The practice of transcription reveals itself as an excellent and incomparable key to enter the compositional thought of the author of the transcribed work: more than a mere exercise of style, it is to be considered a real art that allows access to the essence of the musical discourse, freeing oneself from the gestural automatisms deriving from the technique of one's own instrument. One of the images that can best describe this type of experience is that of entering the workshop of an artisan, observing and absorbing the technical secrets of the craft and then working together on the same project. The transcription therefore gives us the possibility to actively dialogue with the great masters of the past and to refine our sensitivity and our thinking around the aesthetics of a precise historical period. At first, the fact of reworking one of the most performed and appreciated masterpieces of Bach's entire production posed many questions to me, which were gradually resolved after an adequate analytical study of Bach's transcriptions for harpsichord from his own compositions and those of others. Contrary to what was foreseen at the beginning of this course, the greatest difficulty was not that of being able to produce something concretely from the original material, but of finding the strength to choose a definitive version from the numerous interpretative possibilities offered by the Suites themselves. Occasionally, in compiling this transcription, I found myself faced with dozens of alternatives for the same musical passage, and I had to choose, from time to time, whether to value coherence with J. S. Bach's keyboard production, absolute fidelity to the original material, adherence to the sound rendering of the cell version, comfort of the hand, stylistic uniformity of writing for each single dance, and other requirements that emerge spontaneously from the comparison with this particular type of compositional practice. In conclusion, it is possible to affirm that the choices made during the transcription process were always dictated by the need to obtain a result as close as possible to the harpsichord production of the German composer and rejected any attempt to modernize the transcribed work. Dario Carpanese

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FRANZ SCHUBERT, PIANO SONATAS - box 5CD

FRANZ SCHUBERT, PIANO SONATAS - box 5CD

€ 50,00

Eseguite dal compositore stesso in occasioni private destinate alla Vienna borghese e alla cerchia di conoscenti, le cosiddette schubertiadi, le Sonate per pianoforte di Franz Schubert sono rimaste a lungo terreno inesplorato. La prima esecuzione pubblica di un ciclo “completo” delle sonate schubertiane risale al 1868 grazie all’interpretazione di Charles Halle presso la St. James Hall di Londra. Il programma prevedeva l’esecuzione delle sette Sonate a cui era stato assegnato un numero d’opera e le ultime tre sonate composte nel 1828. Nel novembre 1938 Webster Aitkin propose dodici delle sonate in una serie di quattro concerti pubblici. Per l’occasione il Daily Telegraph pubblicò un articolo di Richard Capell dal titolo Revaluation of a Neglected Heritage (Rivalutazione di un patrimonio trascurato) in cui l’autore esortava il recupero delle Sonate schubertiane da parte dei pianisti contemporanei e delle generazioni a venire, inaugurando una vera e propria “Schubert Renaissance” all’insegna della valorizzazione di un patrimonio dimenticato. Myriam Guglielmo   Performed by the composer himself on private occasions intended for bourgeois Vienna and the  circle of acquaintances, the so-called “schubertiade”, Franz Schubert's Piano Sonatas have long  remained unexplored terrain. The first public performance of a "complete" cycle of Schubert's sonatas took place in 1868 with Charles Halle's performance at St. James Hall in London.             The program included the performance of the seven sonatas assigned an opera number and the last three sonatas composed in 1828. In November 1938 Webster Aitkin offered twelve of the sonatas in a series of four public concerts. For the occasion, the Daily Telegraph published an article by Richard Capell entitled Revaluation of a Neglected Heritage in which the author urged the recovery of Schubert's sonatas by contemporary pianists and future generations, inaugurating a true "Schubert Renaissance" under the banner of the appreciation of a forgotten heritage. Myriam Guglielmo   Alessandro Cesaro showed a strong grasp of musical language and a deep interest in composition since he was a child. He studied piano with Franco Angeleri at the Conservatory of Padua and graduated with highest honors at 16 years of age; he continued his studies with Paul Badura-Skoda and Aldo Ciccolini. Prizes in prestigious competitions such as the “Premio Venezia”, the “Amadeus Giovani” of Palermo, the “Yamaha Prize” in Stresa, and especially the 48th CIEM in Geneva brought him to international attention as an outstanding 18-year-old interpreter. He regularly performs in Italy for such presenters as Serate Musicali di Milano, Amici della Musica of Padua, Vicenza, Verona, Trieste, and Udine, Unione Musicale in Turin, and Alessandro Scarlatti Society in Naples. He has played in Germany (Bochum, Paderborn), Switzerland (Geneva, Bienne, Basilea), Belgium (Bruxelles) and Argentina, where he toured eight times, playing in Buenos Aires, Cordoba, Tucumàn and Salta. In May 2008 he completed a tour of Mexico (Federal Capital and Michoacan), where he played for the National Autonomous University (UNAM) and for the Teatro de la Ciudad, inaugurating a new Steinway piano. Especially well received were his performances of the complete works of Chopin and Schubert and of the 32 Beethoven sonatas on period instruments for the Festival Euganeo. In 2009 he collaborated in the Italian premiere of the recently discovered Cant de les estrelles by Granados. In 2011 he completed a three-year cycle of all the 32 Beethoven’s Sonatas in Adria and Feltre (Italy) and in 2014 he was invited to the 54° Septiembre Musical Tucumano, one of the most important festivals in South America. He performs regularly with such orchestras as I Solisti Veneti, the Orchestra di Padova e del Veneto, the Orchestra of the Suisse Romande, the Collegium Musicum Basel, the Chamber Orchestra of Bienne, the Orchestra of the Theater of Cordoba, the Orchestra of the Province of Tucumàn, and the Sicilian Symphonic Orchestra, collaborating with such musicians as Claudio Scimone, Paul Badura-Skoda, Anton Nanut, Pedro Ignacio Calderòn, and Sergio Balestracci. The Music Critics Association of Argentina awarded him the “Premio Revelaciòn 2015” for a recital organized by ALAPP (Latin American Association of Teaching Pianists) at the Art Museum “Isaac Fernández Blanco”. Last year he presented the program “Chopin at Palma de Mallorca” on a tour in the United States, while this year he has realized in Padua for the first time in the history of the Friends of Music the full performance in consecutive evenings of the ten Sonatas for piano by Alexander Scriabin. A distinct characteristic of his personality is his extraordinary versatility, which allows him to have in his repertory the complete works of major composers for piano, including Mozart, Beethoven, Schubert, and Chopin. He has recorded with Rivo Alto and Azzurra Music (Beethoven) and recently he released an album of Rondos, Variations, and Fantasies by Jan Ladislav Dussek. He is equally active as a composer and his works, published by Swirly Music, are regularly performed.  

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KHOREIA

KHOREIA

€ 13,50

KHOREIA “Khoreia”, termine greco per “danza”, esprime in pieno il senso del nostro progetto, ovvero la necessità di valorizzare l’affascinante e variegato universo del repertorio per pianoforte a quattro mani attraverso l’ascolto di brani poco noti, che racchiudono in sè qualità nascoste e inesplorate. Vorremmo offrire un viaggio nella storia: dalla “Sonata in La Maggiore” di Johann Christoph Friedrich Bach (1732-1795), perla musicale del nascente stile sensibile, al brano inedito “Electric Prisms” composto dall’irlandese Philipp Martin che, ispiratosi alle opere della pittrice Sonia Delaunay (1885-1979), ha offerto scenari unici capaci di svelare le molteplici emozioni contemporanee della Parigi degli inizi del ventesimo secolo. Abbiamo pensato di includere inoltre lo spirito passionale e intimo di Robert Schumann (1810-1856) con la raccolta di miniature musicali intitolata “Ball-Scenen op.109”, composizione per duo che rappresenta il carattere più impulsivo e nello stesso tempo riflessivo del suo stile compositivo. Infine per donare intensità e movimento a tale selezione, come nelle più coinvolgenti danze, abbiamo proposto due dei cinque movimenti della celebre “Holberg Suite” di Edvard Grieg (1843-1907), trascritti per pianoforte a quattro mani dal compositore tedesco Theodor Kirchner (1823-1903).. Che “Khoreia” vi trasporti in una sublime danza, dove dalle più variegate melodie e sonorità si possa cogliere la bellezza e complessità musicale di un’arte dalle mille sfumature. La registrazione è stata realizzata in alta risoluzione digitale 24bit/88.2kHz nello Studio Zanta di Camponogara, Italia, alternando due splendidi pianoforti, uno Steinway 6 Sons D274 Concert Grand ed uno Yamaha CFIII S Concert Grand Volt & Potenza Duo Il Volt e Potenza duo si è esibito, sin dalla sua nascita nel 2014, presso importanti centri musicali in Europa tra le quali St. Martin-in-the-Fields e St. James Picadilly in Inghilterra. Il duo è inoltre stato scelto per prender parte al Powderham Castle New Generation Artists Scheme di Exeter . Per maggiori informazioni visitare www.voltandpotenzaduo.com Oda Voltersvik Oda Voltersvik è stata definita dal rinomato direttore d’orchestra Marios Papadopoulos come “pianista dalla grande sensibilità e bel suono" e dal pianista Gabriele Baldocci "una musicista con un meraviglioso controllo dello strumento ed un innato senso della musica". L’artista norvegese ha conseguito un Master Degree in Performance presso il Royal College of Music di Londra nel 2014 sotto la guida dei professori Andrea Ball e Niel Immelman, e un Postgraduate Artist Diploma con Distinction presso il Trinity Laban Conservatoire of Music and Dance nel 2015 sotto la guida di Gabriele Baldocci. Ha seguito le masterclass tenute da docenti di fama internazionale quali Menahem Pressler, Gary Graffmann, Christina Ortiz, Marios Papadopoulos e Vladimir Krainev durante il prestigioso festival pianistico organizzato dalla Oxford Philharmonic Orchestra. In Norvegia ha partecipato a masterclass tenute da Leif Ove Andsnes, Håvard Gimse, Ihle Hadland e Jiri Hlinka. Oda ha tenuto concerti in Norvegia presso la Norwegian National Broadcasting, all’apertura del Giubileo di Edvard Grieg del 2007, e in qualità di solista e camerista per la Bergen Chamber Music Society e il Grieg in Bergen Series. Si è inoltre esibita presso la Leipzig Town Hall, il 1° International Folk Music Festival a Pechino, l’Amaryllis Fleming Hall, la Regent Hall, la Marlow Recital Society, la residenza dell’ambasciatore norvegese a Londra e la Jacqueline du Pré Concert Hall di Oxford. Durante l'estate 2014 e 2015, è stata nominata “Artist in residence” presso Troldhaugen (residenza di E.Grieg). Ha suonato con la Sinfonietta di Atene nel 2010 la Norwegian–Polish Youth Orchestra in Polonia e presso Bergen nel 2014. Oda è stata finalista nella Trinity Laban Soloist`s Competitition 2016. È fondatrice del Volt Ensamble, gruppo di musica da camera composto da talentuosi musicisti proveniente dalla Scandinavia. Giulio Potenza Considerato da Martha Argerich “pianista dal grande talento e bellezza espressiva”, e da Pascal Rogè “pianista dalla tecnica brillante e raffinata musicalità” Giulio Potenza nasce a Palermo nel 1990. Consegue il diploma di pianoforte con il massimo dei voti e lode presso il conservatorio "A. Scontrino" di Trapani sotto la guida di Walter Roccaro. Si è perfezionato con Bruno Canino a Milano e presso il Trinity Laban Conservatoire of Music and Dance di Londra con Gabriele Baldocci e Mikhail Kazakevich, dove consegue il Postgraduate e il Postgraduate Artist diploma con distinzione, sostenuto dalle borse di studio "Alfred Kitchen" e "Jaquelin Williams". Ha preso parte a lezioni, masterclasses ed incontri tenuti da importanti docenti tra i quali: Andrzej Jasiński, Deniz Gelenbe, Franco Scala, Martino Tirimo, Barry Snyder, Andrey Gavrilov e Irene Inzerillo. Si è esibito presso importanti festival tra i quali il Progetto Martha Argerich di Lugano, il Grieg in Bergen Festival di Bergen, l’Hammamett Piano Festival di Hammamett, lo Shubert Festival di Londra. Ha inoltre tenuto concerti in prestigiosi centri musicali come la Steinway Hall di Londra, St. Martin-in-the-Fields, St. John’s Smith Square, Blackheat Hall in Inghilterra, l’Auditorium S.Stefano di Firenze e l’Auditorium Rai di Palermo in Italia, l’Atelier Marcell Hastir di Bruxelles in Belgio, il Teatro Sociale di Bellinzona in Svizzera. Ha collaborato come solista con numerose orchestre tra le quali la Florence Symphonietta diretta da Piero Bellugi, l’University London Symphony Orchestra diretta da Daniel Capp e la North Beds Chamber Orchestra diretta da Jan Kaznowski. E' stato vincitore del prestigioso “Hannah Brooke Prize”, riconoscimento dovuto ai successi per la carriera concertistica durante il percorso di studi presso il Trinity Laban Conservatory di Londra. E' stato altresì vincitore di numerosi concorsi pianistici tra i quali: il Concorso Pianistico Internazionale “Premio Seiler”, il concorso “A.GI.MUS” di Roma , e ha ottenuto la menzione speciale al “Jacques Samuel Piano Competition” di Londra. È inoltre stato scelto dalla prestigiosa Concordia Foundation di Londra per prender parte allo Young Artist Programme. Le sue esecuzioni sono state trasmesse dalla BBC Radio 3, Radio Swiss Classic, Radio Mozart Italia e dalla RAI. Giulio è stato invitato a tenere masterclass in Tunisia, Inghilterra e Italia. Attualmente è professore di pianoforte presso la Windsor Piano Academy di Windsor e direttore artistico del Windsor International Piano Competition. Ha conseguito anche una laurea in Storia presso l'Università di Palermo con il massimo dei voti e lode.

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KD

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1 - Dorham's Epitaph,  1:40 2 - Monaco,  6:02 3 - None Shall Wander,  5:32 4 - Lotus Blossom,  6:01 5 - La Mesha,  5:46 6 - Jazz-classic,  6:09 7 - Sunset, 5:04 8 - Blues Elegante,  5:05   Tot. Time:  41:24   All compositions by Kenny Dorham   Lorenzo De Luca, sax Martino De Franceschi, double bass Marcello Abate, guitar Marco Soldà, drums   88.2kHz / 24bit digital recording made at Magister Recording Area, Preganziol- Italy,  on January 5, 2021   Production: VELUT LUNA Executive Producer: Marco Lincetto Balance recording engineer: Marco Lincetto Pro Tools operator: Andrea Valfrè Mix and Mastering engineer: Marco Lincetto Photo: Marco Lincetto Design and layout: L'Image   Questo disco si avvale anche del contributo economico del PROGETTO LPM, nato da un atto di mecenatismo privato e finalizzato a sostenere l'avvio all'attività professionale dei giovani eccellenti fra i laureandi e i laureati dai Conservatori Statali di Musica del Veneto.   TESTI   Kenny Dorham (a differenza del quasi coetaneo Miles Davis) viene spesso inserito nella categoria dei musicisti sottovalutati, nonostante una carriera molto intensa; in effetti soprattutto nel suo ultimo periodo - è morto nel 1972 - non ha avuto vita facile. Un aspetto che però caratterizza e nobilita la figura di KD (così viene chiamato dai jazzisti) è la sua attività di compositore: sono oltre la sessantina i brani da lui scritti, tutti interessanti, articolati e a volte molto lirici. Numerose sue composizioni sono entrate a far parte del repertorio jazzistico contemporaneo e questo CD ne è la prova. L’energia e la creatività di Lorenzo, Marcello, Martino e Marco dimostrano come sia possibile dare una versione assolutamente contemporanea e non datata delle composizioni di KD rispettando pienamente l’idea originaria dell’autore. Lunga vita a KD! Pietro Tonolo Kenny Dorham (differently from his almost contemporary Miles Davis) is often enclosed in the category of the undervalued musicians, despite a really intensive career. Indeed, in particular in his latter period – he died in 1972 – his life has not been easy. An aspect that characterises and dignifies KD (as he is called by jazz players) is his activity as a composer: there are more than sixty pieces he has written, all interesting, flowing and at times, particularly lyric. Many of his compositions have become part of the contemporary jazz repertoire and this CD is a demonstration of it. Lorenzo, Marcello, Martino and Marco’s energy and creativity show as it is possible to give an absolutely contemporary version of KD’s works, without date, fully respecting the author’s original idea. Long live KD! Pietro Tonolo     Quando ci è stato proposto di realizzare un omaggio alla musica di Kenny Dorham, abbiamo colto l’occasione con entusiasmo e curiosità. Il lavoro che ne è uscito è il prodotto delle nostre numerose esperienze come gruppo (condivise sia in ambito accademico sia artistico) e del nostro background musicale, dal quale abbiamo attinto nel reinterpretare un repertorio intriso di colori e suoni affascinanti. Di fatto, abbiamo scelto le composizioni più vicine alla nostra sensibilità, in alcuni casi deviando dall’idea originaria del trombettista.  Sonorità afrocentriche, reminiscenze blues e delicato lirismo trovano negli elementi tipici del bebop il loro denominatore comune, fornendoci un materiale ricco sul quale lavorare senza stravolgerne, di per sé, l'essenza. Affrontare un lavoro monografico su un autore prolifico come KD è stata un’opportunità stimolante: collaborare  ad  un  progetto  discografico  in  un  periodo  in  cui  gli  incontri  sono  rari,  ha rappresentato  per  noi  una  sfida,  mettendoci  alla  prova  nel  realizzare  un  album  che  fosse  il  più  fedele possibile  a  un’esecuzione  dal  vivo. Lorenzo, Marcello, Marco, Martino When we were suggested to perform a homage to Kenny Dorham’s music, we took the opportunity with both enthusiasm and curiosity. The result has been the result of our various experiences as a group (shared in both academic and artistic field) as well as of our musical background, from which we drew in the reinterpretation of a repertoire full of fascinating colours and sounds. As a matter of fact, we chose the pieces that were nearer to our sensitivity, a few times turning away from the trumpet player’s original idea.  Afrocentric sonorities, blues reminiscences and delicate lyrism find their common denominator in the typical elements of bebop, providing us with a rich material on which it is possible to work without upsetting its essence. Facing a monographic work on a prolific author such as KD has been a stimulating experience: contributing to a discographic project in a period when meetings are rare, has represented a challenge for us, making us test how to produce an album as close as possible to a live performance. Lorenzo, Marcello, Marco, Martino  

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THE WELL TEMPERED-CLAVIER, BOOK 1

THE WELL TEMPERED-CLAVIER, BOOK 1

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Johann Sebastian Bach Das wohltemperirte Klavier     The Well Tempered- Clavier - Book I CD1 01 - No. 01: Prelude and Fugue in C major, BWV 846  - 4'23" 02 - No. 02: Prelude and Fugue in C minor, BWV 847  - 5'06"  03 - No. 03: Prelude and Fugue in C sharp major, BWV 848  - 5'43" 04 - No. 04: Prelude and Fugue in C sharp minor, BWV 849  - 7'15" 05 - No. 05: Prelude and Fugue in D major, BWV 850  - 4'11" 06 - No. 06: Prelude and Fugue in D minor, BWV 851  - 4'44" 07 - No. 07: Prelude and Fugue in E flat major, BWV 852  - 7'08" 08 - No. 08: Prelude in E flat minor and Fugue in D sharp minor, BWV 853  - 9'04" 09 - No. 09: Prelude and Fugue in E major, BWV 854  - 3'18" 10 - No. 10: Prelude and Fugue in E minor, BWV 855  - 4'18" 11 - No. 11: Prelude and Fugue in F major, BWV 856  - 2'59" 12 - No. 12: Prelude and Fugue in F minor, BWV 857  - 6'56" Tot. Time: 66'13" CD2 01 - No. 13: Prelude and Fugue in F sharp major, BWV 858  - 3'53" 02 - No. 14: Prelude and Fugue in F sharp minor, BWV 859  - 4'38" 03 - No. 15: Prelude and Fugue in G major, BWV 860  - 4'40" 04 - No. 16: Prelude and Fugue in G minor, BWV 861  - 4'26" 05 - No. 17: Prelude and Fugue in A flat major, BWV 862  - 4'25" 06 - No. 18: Prelude and Fugue in G sharp minor, BWV 863  - 4'54" 07 - No. 19: Prelude and Fugue in A major, BWV 864  - 4'53" 08 - No. 20: Prelude and Fugue in A minor, BWV 865  - 7'49" 09 - No. 21: Prelude and Fugue in B flat major, BWV 866  - 3'40" 10 - No. 22: Prelude and Fugue in B flat minor, BWV 867  - 5'23" 11 - No. 23: Prelude and Fugue in B major, BWV 868  - 3'59" 12 - No. 24: Prelude and Fugue in B minor, BWV 869  - 12'12" Tot. Time: 64'58" Nicola Lamon at the Silbermann harpsichord built by Romain Legros (Verona) Italy 24bit/88.2kHz original recording made at Main Hall, Villa Masiero e Centanin, Arquà Petrarca, Italy, on February, 12, 13, 14, 2021 Production: VELUT LUNA Executive Producer: Marco Lincetto Musical producer and editing engineer: Mattia Zanatta Recording, mix and mastering engineer: Marco Lincetto Design and Layout: L'Image Critical text: Myriam Gugliemo Con la stesura dei 24 Preludi e Fuga (BWV 846-869) Bach partecipa alla vexata quaestio intorno al “temperamento” e si inserisce in un dialogo che a partire dal Rinascimento raggiunge, con echi non meno intensi, le declinazioni novecentesche in merito alla suddivisione razionale dei suoni. Stabiliti gli elementi che costituiscono il modello compositivo, il preludio e la fuga, il compositore sperimenta le potenzialità armonico-contrappuntistiche del sistema basato sulle tonalità maggiori e minori cogliendo tutti gli stimoli provenienti dal crescente interesse verso l’ordinamento cromatico.  Anche nel Clavicembalo ben temperato, come in gran parte della produzione bachiana, emerge l’influenza dello stile musicale italiano. Nel caso specifico uno dei riferimenti principali è sicuramente Girolamo Frescobaldi, l’unico compositore italiano citato da Philipp Emanuel Bach tra gli autori apprezzati e studiati dal padre sin dagli anni della gioventù artistica. With the drawing up of the 24 Preludes and Fugue (BWV 846-869) Bach takes part to the vexata quaestio about the “temperament” and is enclosed in a dialogue that, starting from Renaissance reaches, with not less intense echoes, 900hunderth declinations concerning the rational division sounds. Once the composer has set the elements constituting the composing model, prelude and fugue, the composer experiments the harmonic-contrapuntal potentialities of the system based on major or minor tonalities, taking all incentives deriving from the growing interest towards the chromatic arrangement.  Also in the Well-termpered Harpsichord, just like in most of Bach’s production, the influence of the Italian style stands out.in the specific case, one of the main reference points is definitely Girolamo Frescobaldi, the only Italian composer quoted by Philipp Emanuel Bach among the authors appreciated and studied by his father ever since the years of his artistic youth Nicola Lamon ha studiato al conservatorio “B. Marcello" di Venezia diplomandosi nel 2001 con il massimo dei voti e la lode sia in Organo e composizione organistica con Elsa Bolzonello Zoja che in Clavicembalo con Sergio Vartolo e Marco Vincenzi.Ha conseguito inoltre il diploma in Canto Gregoriano a pieni voti con Lanfranco Menga. Nell’anno accademico 2005-2006, presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia ha conseguito con il punteggio di 110 e lode il diploma accademico specialistico di II livello in organo. Ha partecipato a numerosi corsi di perfezionamento presso varie accademie internazionali: in organo e improvvisazione con H. Davidson e W. Porter a Smarano (TN), con J.L. Gonzalez Uriol a Daroca (Spagna), presso l'Accademia Chigiana di Siena, per il clavicembalo, con Cristophe Rousset, conseguendo il diploma di merito. Ha ottenuto diversi riconoscimenti in vari concorsi nazionali e internazionali: in organo il terzo premio a Borca di Cadore nel 2001 e nel 2005, il primo premio a Viterbo nel 2003 e il terzo premio a Fano Adriano (TE) nel 2006; in clavicembalo il primo premio a Fusignano (RA) nel 2003 e il primo premio a Pesaro nel 2005. Svolge l’incarico di secondo organista presso la prestigiosa Basilica di San Marco in Venezia, collaborando con la Cappella Marciana nelle esecuzioni concertistiche e discografiche. Segue e studia con particolare interesse il partimento storico e l’improvvisazione finalizzata alla ricerca e all’esecuzione del basso continuo. Con il collega David Brutti al cornetto ha fondato il duo “Seicento Stravagante” impegnato nella valorizzazione degli strumenti a tasto rinascimentali e barocchi partecipando a registrazioni discografiche e concerti. Svolge inoltre attività di organista e clavicembalista continuista in in diverse formazioni collaborando inoltre come tale a masterclass e corsi di perfezionamento.E’ stato docente a contratto presso il conservatorio “C.Pollini di Padova” di pratica della tastiera e lettura del repertorio vocale e, attualmente, svolge attività di accompagnatore al clavicembalo presso i conservatori Arrigo Pedrollo di Vicenza e Agostino Steffani di Castelfranco Veneto (TV). E’ impegnato altresì nella monumentale esecuzione integrale dei due libri del Clavicembalo ben temperato e l’Arte della Fuga di J.S.Bach Nicola Lamon studied at the  “B. Marcello" Conservatorium of Venice, obtaining in 2001 the degree with  full marks in Organ with  Elsa Bolzonello Zoja and harpsichord with Sergio Vartolo and Marco Vincenzi. He has got also the diploma in Gregorian Chant with full marks with Lanfranco Menga. In 2005-2006, at Conservatorio “B. Marcello” of Venice. He was given the Virtuositè Organ diploma with full marks and cum laude. He has attended several courses on Organ and organ improvisation with H. Davidson e W. Porter in Smarano (TN), with  J.L. Gonzalez Uriol ,Daroca (Spain), at Accademia Chigiana of Siena,  for harpsichord , with  Cristophe Rousset. He has received several successes in National and International competitions: organ third prize in  Borca di Cadore in 2001 and in  2005, first prize in Viterbo 2003 and third prize in Fano Adriano (TE) 2006; at the harpsichord first prize in Fusignano (RA), 2003  and first prize  Pesaro , 2005. He is appointed as second organist in the historical Basilica di San Marco, Venice, collaborating with the Cappella Marciana in performances and recordings. He carefully studies particularly the historical praxis of improvisation, in the research and performance of the thorough bass. With David Brutti cornetto he founded the duo “Seicento Stravagante” to enlighten the renaissance and baroque keyboard and chamber music performing concerts and recordings. He participates as Organist and Harpsichord in several groups and ensembles. He has been  teacher at Conservatorio “C.Pollini”di Padova for keyboard practice  and reading vocal repertoire and now he is accompanist at the harpsichord at the Conservatoriums Arrigo Pedrollo, Vicenza, and Agostino Steffani di Castelfranco Veneto (TV). He is involved also in the monumental performance of The Well Tempered Keyboard of J.S. Bach.

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TO RUSSIA WITH LOVE

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CVLD332 - UPC: 8019349783651 Nikolaj Karlovi Medtner 01 - Sonata Reminiscences op.38 in A minor n.1 from Forgotten Melodies I, 15'56" Pyotr Ilyich Tschaikovsky & Michail Vasil'evi Pletnëv The Nutcracker Suite, 17'50" 02 - March, 1'59" 03 - Dance of the Sugar Plum Fairy, 2'09"  04 - Tarantella, 1'22" 05 - Intermezzo, 4'13" 06 - Trépak (Russian Dance), 1'12" 07 - The Tea (Chinese Dance), 1'22" 08 - Pas de deux (Andante maestoso), 5'33" Igor Fyodorovich Stravinsky Trois mouvements de Pétrouchka, 17'40"  09 - Danse russe, 2'50"  10 - Chez Pétrouchka, 5'17" 11 - La semaine grasse, 9'33" Tot. time: 51'32" Kostandin Tashko, pianoforte 24bit/88.2kHz original recording made at Laboratorio ZANTA, Camponogara, Italy, on December 3, 4, 2020 Kostandin Tashko plays on Steinway & Sons D274 Concert Grandpiano, prepared and tuned by Silvano Zanta Production: VELUT LUNA Executive producer: Marco Lincetto Recording, mix and mastering engineer: Marco Lincetto Musical producer and editing engineer: Mattia Zanatta Text: Myriam Guglielmo Inside photo: Marco Lincetto Design and layout: L'Image Kostandin Tashko      “... visione profonda del testo, unita a grande maturità musicale. Giovanissimo, ma già padrone di tecnica pianistica di grande rilievo e di vasto ed importante repertorio... " Daniel Rivera, pianista (2020) “..forte personalità musicale e talento emergono chiaramente dalle capacità artistiche…non fa mai sfoggio di virtuosismo fine a se stesso… lo subordina sempre a una visione intellettuale superiore, che riflette una chiara consapevolezza dell'architettura musicale. Alessandro Taverna, pianista (2020) Vincitore di numerosi concorsi internazionali in Albania, Italia, Croazia, Gran Bretagna, Macedonia, Kossovo, Svizzera-Francia, Slovenia, il pianista albanese Kostandin Tashko si è esibito in importanti sale da concerto e festivals. Il CD di debutto, con l'etichetta KNS, include opere di Liszt, Scriabin e Ravel. Allievo del Liceu “J.Misja” di Tirana con Valbona Kasaj, si è diplomato con menzione d’onore presso il Conservatorio di Musica di Trieste “Giuseppe Tartini” sotto la guida di Teresa Trevisan. Masterclass con B.Lupo, A.Delle Vigne, R.Dalibaltayan, O.Gardon, D.Tomsic, R. Kinka, M.Miladinovic, V.Balzani, C.Elton, P.Gililov, N.Grubert. “...profound vision of the text combined with an important musical maturity. Very young and already master of a piano technique of great importance beside a vast and important repertoire...” Daniel Rivera, Pianist (2020) “..strong musical personality and talent clearly emerges from his artistic skills….never shows off a virtuosity that is an end in itself...always subordinates it to a higher intellectual vision, which reflects a clear awareness of the music architecture.     Alessandro Taverna, pianist (2020) The Albanian pianist Kostandin Tashko is the winner of wide range of international competitions in Albania, Italy, Croatia, Great Britain, Macedonia, Kossovo, Switzerland-France, Slovenia. He already performed in some of the most important venues and festivals. The debut CD with KNS label includes works by Liszt, Scriabin and Ravel. A student of the Liceu “Jordan Misja” in Tirana with Valbona Kasaj, he graduated at the Trieste Music Conservatory ”Giuseppe Tartini” under the guidance of Teresa Trevisan.  Masterclasses with B.Lupo, A.Delle Vigne, R.Dalibaltayan, O.Gardon, D.Tomsic, R. Kinka, M.Miladinovic, V.Balzani, C.Elton, P.Gililov, N.Grubert. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Russia! La scrittura per pianoforte tra composizione, trascrizione e restituzione  Il percorso proposto da Kostandin Tashko all’insegna della tradizione musicale russa si dipana lungo un sentiero che seppur tracciato all’interno del contesto novecentesco tende a ripiegare con nostalgia verso un passato dai contorni vagamente definiti, tra l’onirico tardo romantico di Medtner, il fiabesco di Tchaikovsky e l’ancestrale di Stravinsky. Protagonista indiscusso è il pianoforte, strumento storicamente legato all’attività compositiva sia come punto di partenza per la stesura di pagine pianistiche affidate all’esecuzione dello stesso compositore, sia come destinatario di trascrizioni tratte da brani orchestrali ad opera dell’autore o di interpreti successivi. Russia! Piano writing among composition, transcription and returning  The course suggested by Kostandin Tashko in the sign of Russian musical tradition unravels along a path that, though drawn within the 20th century context, tends to withdraw with nostalgia towards a past with vaguely defined outlines, among Metner’s late romantic oneiric, Tchaikovsky’s fairy-tale and Stravinsky’s ancestral. The piano is a self-evident protagonist, an instrument historically connected to the writing activity both as starting point to draw piano pages assigned to the performance of the same composer, and as receiver of transcriptions drawn from orchestra pieces played by the author or by following interpreters. Myriam Gugliemo

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JOHANN SEBASTIAN BACH

JOHANN SEBASTIAN BACH

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CVLD328 - UPC: 8019349896566 Sonata in fa maggiore BWV 1035 per flauto e basso continuo 01 - Adagio ma non tanto, 2:16 02 - Allegro, 3:13 03 - Siciliano, 3:47 04 - Allegro assai, 3:13 Partita in La minore BWV 1013 per flauto solo 05 - Allemanda, 4:32 06 - Corrente, 2:47 07 - Sarabande, 3:38 08 - Bourèe anglaise, 2:00 Concerto in Sol minore BWV 985 per cembalo solo 09 - (Allegro), 2:46 10 - Adagio, 2:15 11 - Allegro, 2:24 Sonata in Si minore BWV 1030 per flauto e clavicembalo obbligato 12 - Andante, 7:40 13 - Largo e dolce, 3:11 14 - Presto, 6:23 tot. time: 50:14 Maria Giovanna Fiorentino, flute and recorder Nicola Lamon, harpsichord 24bit / 88.2kHz original recording made at Studio Rosso, di Zanotto Strumenti,  in Silvelle di Trebaseleghe, Italy, on July, 4, 5, 6, 2020 Production: VELUT LUNA Executive producer: Marco Lincetto Musical producer and editing: Mattia Zanatta Recording, mix & Mastering: Marco Lincetto Photo: Marco Lincetto Design & Layout: L'Image Johann Sebastian Bach (1685 Eisenach, 1750 Lipsia) è stato un compositore e musicista tedesco, Thomaskantor a Lipsia dal 1723 alla morte. Considerato tra i più grandi geni nella storia della musica, le sue opere sono notevoli per profondità intellettuale, padronanza dei mezzi tecnici ed espressivi e per bellezza artistica. Operò una sintesi mirabile fra lo stile tedesco di Pachelbel e Buxtehude e le opere dei compositori italiani (particolarmente Vivaldi del quale trascrisse numerosi brani, assimilandone soprattutto lo stile concertante).  La sua opera costituì la summa e lo sviluppo delle varie tendenze stilistico - compositive della sua epoca. Il grado di complessità strutturale, la difficoltà tecnica e l'esclusione del genere melodrammatico, tuttavia, rese la sua opera appannaggio solo dei musicisti più dotati e all'epoca ne limitarono la diffusione fra il grande pubblico, in paragone alla popolarità raggiunta da altri musicisti contemporanei come Haendel o Telemann. Nel 1829 l'esecuzione della Passione secondo Matteo, diretta a Berlino da Felix Mendelssohn portò alla conoscenza di un vasto pubblico la qualità elevatissima dell'opera compositiva di Bach, che è da allora considerata il compendio del contrappunto barocco.  Il kantor di Lipsia dove compose tante cantate e lavori sacri, rimane un miracolo del Barocco e della Musica in generale, sicuramente.  Mi sono decisa a inserire nel CD la Sonata BWV 1030 per flauto e clavicembalo obbligato, la partita a flauto solo BWV 1013, il clavicembalista dei lavori trascritti da Telemann e la sonata a flauto e continuo 1035 per amore del compositore e dei brani. Johann Sebastian Bach (Eisenach 1685-Leipzig 1750) a German composer and musician ended his career as Thomaskantor in Leipzig since 1723 to the death. He is known as one of the greatest geniuses in History of Music, his works are wonderful in intellectual deepness, mastership of the technical and expressive means and artistic beauty. He reached a stunning result uniting the German style of  Pachelbel and Buxtehude with Italian master composer like Albinoni and Vivaldi, transcribing many pieces and most of all mastering the concertante style. His works became the summa and the development of the stylistic and compositive trends of his era. The complex structure, the technical difficulty and his absence from the melodrama scene destined his composition to be performed only by the most talented musicians and limited the diffusion to the large public, comparing it to the audience of his contemporary musicians like Haendel and Telemann. In 1829 the performance of the Matthaeuspassion, directed by Felix Mendelssohn in Berlin, let a large public recognize the miraculous quality of Bach’s compositions, since then seen as exemplar of baroque counterpoint. The Kantor of Leipzig, where he composed many cantatas and sacred works, comes out as prodigy of the Baroque and of all Music history. We choose for the CD the sonata BWV 1030 for flute and obliged harpsichord, the solo flute Partita BWV 1013, for solo harpsichord a transcription from Telemann, and the sonata BWV 1035 for flute and continuo enjoying the composer and his works. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Maria Giovanna Fiorentino nata a Padova nel.1961, ha studiato flauto dolce a Padova con S. Balestracci (1976-1982) e ha conseguito il diploma in flauto dolce presso il Conservatorio Tartini di Trieste. Laureata in Lettere a pieni voti presso l'università di Padova con tesi in Storia della Musica, collabora con articoli, conferenze e lezioni-concerto a ricerche musicologiche. Ha tenuto 163 concerti in Italia e all'estero e diverse registrazioni in formazioni come il C.M.A. di Padova, l’Orchestra da camera di Padova, Accademia Bach, la Compagnia dei Febi Armonici, Interensemble e Serenissima Chamber Orchestra nel XXIII Festival di Musica Antica ad Urbino. Ha inciso le sonate di D. Bigaglia per flauto e b.c., l'opera V di Corelli, le Triosonate di Sammartini e le Sonate di Bellinzani e Barsanti per la Tactus.Ha proseguito con i Concerti a 4 di Vivaldi nel 2014 e con l’opera XXXVII di Boismortier per Urania Records, come i Concerts Royaux d F. Couperin, in uscita in Settembre Ottobre 2017. Ha insegnato flauto dolce al Conservatorio "G. Tartini" di Trieste e presso la Musician School di Reggio Emilia e flauto dolce e Storia della Musica presso la Fondazione Morello di Castelfranco Veneto 1997-2003. Dal 2008 al 2011 è presidente di ERTAItalia, l’associazione di insegnanti e studenti di flauto dolce in Italia, gemellata con le consorelle europee, ora ne è vicepresidente é perfezionata per quattro anni con Pedro Memelsdorff, superando nel 1988 l'esame di repertorio presso la Civica Scuola di Musica di Milano e con Frans Brüggen, Marijke Miessen, Kees Boeke, Walter van Hauwe e Matthias Weilenmann.  Nicola Lamon ha studiato al conservatorio “B. Marcello" di Venezia diplomandosi nel 2001 con il massimo dei voti e la lode sia in Organo e composizione organistica con Elsa Bolzonello Zoja che in Clavicembalo con Sergio Vartolo e Marco Vincenzi.Ha conseguito inoltre il diploma in Canto Gregoriano a pieni voti con Lanfranco Menga. Nell’anno accademico 2005-2006, presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia ha conseguito con il punteggio di 110 e lode il diploma accademico specialistico di II livello in organo. Ha partecipato a numerosi corsi di perfezionamento presso varie accademie internazionali: in organo e improvvisazione con H. Davidson e W. Porter a Smarano (TN), con J.L. Gonzalez Uriol a Daroca (Spagna), presso l'Accademia Chigiana di Siena, per il clavicembalo, con Cristophe Rousset, conseguendo il diploma di merito. Ha ottenuto diversi riconoscimenti in vari concorsi nazionali e internazionali: in organo il terzo premio a Borca di Cadore nel 2001 e nel 2005, il primo premio a Viterbo nel 2003 e il terzo premio a Fano Adriano (TE) nel 2006; in clavicembalo il primo premio a Fusignano (RA) nel 2003 e il primo premio a Pesaro nel 2005. Svolge l’incarico di secondo organista presso la prestigiosa Basilica di San Marco in Venezia, collaborando con la Cappella Marciana nelle esecuzioni concertistiche e discografiche. Segue e studia con particolare interesse il partimento storico e l’improvvisazione finalizzata alla ricerca e all’esecuzione del basso continuo. Con il collega David Brutti al cornetto ha fondato il duo “Seicento Stravagante” impegnato nella valorizzazione degli strumenti a tasto rinascimentali e barocchi partecipando a registrazioni discografiche e concerti. Svolge inoltre attività di organista e clavicembalista continuista in in diverse formazioni collaborando inoltre come tale a masterclass e corsi di perfezionamento.E’ stato docente a contratto presso il conservatorio “C.Pollini di Padova” di pratica della tastiera e lettura del repertorio vocale e, attualmente, svolge attività di accompagnatore al clavicembalo presso i conservatori Arrigo Pedrollo di Vicenza e Agostino Steffani di Castelfranco Veneto (TV). E’ impegnato altresì nella monumentale esecuzione integrale dei due libri del Clavicembalo ben temperato e l’Arte della Fuga di J.S.Bach Maria Giovanna Fiorentino “First of all it the sound of Fiorentino is really remarkable and supported by a smart and wise technical skill, by an articulation always interesting and by an inspired and learned phrasing, always well style conscious. The improvisation full of verve of the slow movements is quite impressing” Gianni Toffano CDClassica  “Quelle merveille ce nouveau cd !" Qu'il fait du bien de voir que des gens n'hésitent pas à innover et à nous donner un autre visage du grand Arcangelo Corelli. ” Denis Grenier, Radio Quèbec e responsabile iconografico dei CD Alfa. “The ensemble I Fiori Musicali has a perfect mastership of their instruments, and their balance is clearly an example in this field” “One of the leading European baroque ensembles.” Fedor Lederer, direttore Journées Baroques sur Vienne.She has studied with S. Balestracci and Pedro Memelsdorff and attended masterclasses with F. Brüggen, M. Miessen, K. Boeke and W. van Hauwe. She graduated in History of Music at Padua University. She has held several concerts in Italy and abroad. for celebrated festivals and concert series, where artists as Gustav Lenohardt, Quartetto Arditti, Cristina Miatello Gabriele Cassone and Fabio Biondi performed. She has recorded for Rivoalto, Ariston, Pavane Records and Symphonia. As a soloist she has recorded Rigaglia’s Sonatas, Corelli’s Opus V and Sammartini triosonatas for Tactus, as well as Bellinzani’s and Barsanti’s sonatas. Then Vivaldi’s Concerti a 4, Tactus Label 2014, 2016 Boismortier Opus XXVII trios, Urania Records as Les Concerts Royaux of François Couperin, Urania Records. She has taught recorder at Conservatorium "G. Tartini" of Trieste, at Musician School of Reggio Emilia and recorder and history of music at Fondazione Morello of Castelfranco Veneto (1997-2003). Since 2008 she is Chairwoman of ERTAItalia, the European Recorder Teachers’ Association Italia, actually she is vicechairwoman. Nicola Lamon studied at the  “B. Marcello" Conservatorium of Venice, obtaining in 2001 the degree with  full marks in Organ with  Elsa Bolzonello Zoja and harpsichord with Sergio Vartolo and Marco Vincenzi. He has got also the diploma in Gregorian Chant with full marks with Lanfranco Menga. In 2005-2006, at Conservatorio “B. Marcello” of Venice. He was given the Virtuositè Organ diploma with full marks and cum laude. He has attended several courses on Organ and organ improvisation with H. Davidson e W. Porter in Smarano (TN), with  J.L. Gonzalez Uriol ,Daroca (Spain), at Accademia Chigiana of Siena,  for harpsichord , with  Cristophe Rousset. He has received several successes in National and International competitions: organ third prize in  Borca di Cadore in 2001 and in  2005, first prize in Viterbo 2003 and third prize in Fano Adriano (TE) 2006; at the harpsichord first prize in Fusignano (RA), 2003  and first prize  Pesaro , 2005. He is appointed as second organist in the historical Basilica di San Marco, Venice, collaborating with the Cappella Marciana in performances and recordings. He carefully studies particularly the historical praxis of improvisation, in the research and performance of the thorough bass. With David Brutti cornetto he founded the duo “Seicento Stravagante” to enlighten the renaissance and baroque keyboard and chamber music performing concerts and recordings. He participates as Organist and Harpsichord in several groups and ensembles. He has been  teacher at Conservatorio “C.Pollini”di Padova for keyboard practice  and reading vocal repertoire and now he is accompanist at the harpsichord at the Conservatoriums Arrigo Pedrollo, Vicenza, and Agostino Steffani di Castelfranco Veneto (TV). He is involved also in the monumental performance of The Well Tempered Keyboard of J.S. Bach.  

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CELLO SONATAS

CELLO SONATAS

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CVLD327 - UPC: 8019349987677 Cello Sonata N.1 in E Minor Op. 38 1 - Allegro non troppo  14:34 2 - Allegretto quasi minuetto  5:50 3 - Allegro  6:39 Cello Sonata N.2 in F Major, Op. 99 4 - Allegro Vivace  9:06 5 - Adagio affettuoso  6:37 6 - Allegro appassionato  7:43 7 - Allegro molto  4:50 total time:  55:24 Luca Giovannini, cello Leonora Armellini, piano 24bit / 88.2kHz original recording made at Magister Recording Area, Preganziol, Italy, on July 12, 2020 Leonora plays on Steinway & Sons D274 Concert Grandpiano, tuned and prepared by Silvano Zanta Production: VELUT LUNA Executive producer: Marco Lincetto Musical producer and editing engineer: Michele Sartor Recording, mix and mastering: Marco Lincetto Design and layout: L'Image Text: Myriam Guglielmo Photo: Marco Lincetto Videomaker: Michele Sartor Johannes Brahms e i violoncellisti delle Sonate op. 38 e op. 99: una retrospettiva fotografica  Nel complesso insieme di pagine cameristiche che figurano all’interno del catalogo brahmsiano le due Sonate per pianoforte e violoncello (dicitura che per volere dell’autore sottolinea il carattere paritario degli strumenti coinvolti) vengono considerate tradizionalmente come elementi portanti del repertorio dedicato a tale formazione. La loro notorietà, dovuta ad una fortunata ricezione e alla continuità esecutiva di cui siamo ancor oggi testimoni, non deve precludere all’ascoltatore quanto all’interprete una visione d’insieme delle due Sonate, spesso accantonata in favore di un mero confronto sul piano cronologico e compositivo. Sebbene tra la stesura dei primi due movimenti della Sonata in mi minore op. 38 e la pubblicazione della Sonata in fa maggiore op. 99 intercorrano ventiquattro anni, possiamo considerare comune ai due periodi l’interesse rivolto alla scrittura per violoncello, alimentato dalla presenza di figure chiave nella cerchia del compositore. In una fotografia datata 7 maggio 1894 troviamo Brahms, nel giorno del suo sessantunesimo compleanno, circondato da amici e colleghi presso la casa della famiglia von Miller zu Aichholz (archivio Gesellschaft der Musikfreunde, Wien). Tra i convitati, oltre a Ignaz Brüll, Anton Door, Julius Epstein, Eusebius Mandyczewski, Gustav Walter, Eduard Hanslick e Richard Mühlfeld, sono presenti i dedicatari delle due Sonate per pianoforte e violoncello: Josef Gänsbacher e Robert Hausmann.  Johannes Brahms and the cello players of Sonatas op. 38 and op. 99: a photographic retrospective In the complex whole of chamber pages inside Brahms catalogue, the two Sonatas for piano and cello (a caption that for the author’s will underlines the equal role of the involved instruments) are traditionally considered as carrier elements of the repertoire devoted to such composition. Their fame, due to a lucky reception and to the continuous performances we still witness nowadays, should not prevent either the listener and the performer a unit vision of the two Sonatas, which is often set aside, in favour of a plain comparison on the chronological and compositional level. Although between the writing of the first two movements of the Sonata in the key of E minor op. 38 and the publication of the Sonata in the key of F major op. 99 twenty-four years passed, we can consider the interest towards the writing for cello common to both, fed by the presence of key figures in the circle of the composer. In a photo dated May 7th, 1894, we see Brahms surrounded by friends and colleagues in the house of the family von Miller zu Aichholz, on his 61st birthday (archive Gesellschaft der Musikfreunde, Wien). Among the guests, beyond Ignaz Brüll, Anton Door, Julius Epstein, Eusebius Mandyczewski, Gustav Walter, Eduard Hanslick and Richard Mühlfeld, we can notice the dedicatees of the two Sonatas for piano and cello: Josef Gänsbacher and Robert Hausmann.   Myriam Guglielmo ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Luca Giovannini, nato a Rovigo nel 2000, ha frequentato il  Francesco Venezze di Rovigo con il M° L. Simoncini e si è diplomato a 17 anni con lode e menzione d'onore. Arricchisce il suo percorso di studio frequentando l’Accademia  R. Romanini di Brescia, nella quale ha studiato con G. Sollima e successivamente con G. Capuçon alla "Classe d'excellence" della fondazione Louis Vuitton. Sin da giovanissimo, Luca si è affermato in numerosi concorsi, tra i più prestigiosi vi sono il primo premio nel 2018 al J. Brahms competition di Pörtschach in Austria, primo Italiano ad aggiudicarselo, nel 2016 il terzo premio al concorso "Schönefeld" in Cina, e  il Premio Nazionale delle Arti 2020. Ha avuto la possibilitá di suonare per i nomi piú illustri del mondo musicale, come G. Kremer, A. Schiff, N. Gutman E. Dindo, M. Brunello, B. Canino, D. Rossi e molti altri ancora, cogliendo prospettive differenti e spunti altamente stimolanti.  Si è esibito in numerosi paesi e importanti teatri come la Suntory Hall di Tokyo  la Carnegie Hall di NY  Musikverein di Vienna il Berliner Philharmoniker, Sale Apollinee della Fenice e la Sala Maffeiana di Verona. Luca studia attualmente con F. Helmerson alla Kronberg Academy, Francoforte.  Suona un Ansaldo Poggi gentilmente concesso dal M° M. Brunello. Vincitrice del Premio Janina Nawrocka per la "straordinaria musicalità e la bellezza del suono" al Concorso Chopin di Varsavia (2010), la pianista Leonora Armellini (1992) si esibisce come solista, camerista e a fianco di numerose orchestre in prestigiose sale  in tutto il mondo (Carnegie Hall di New York, Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, Salle Cortot di Parigi, Filarmonica di Varsavia, Teatro La Fenice di Venezia, e in tutta Europa, Cina, Corea del Sud, Giappone, ...). Intrapreso lo studio del pianoforte a quattro anni con Laura Palmieri, si diploma a dodici con il massimo dei voti, lode e menzione. Vince il “Premio Venezia” (2005) e prosegue con Sergio Perticaroli presso l’Accademia di S. Cecilia di Roma, diplomandosi con lode e diventando la più giovane diplomata dell’istituzione (2009). Dopo gli studi con Lilya Zilberstein ad Amburgo, si perfeziona con Boris Petrushansky all’Accademia di Imola. Ha al suo attivo diversi progetti discografici, tra cui i due Concerti di Chopin e l’integrale dell’Album per la Gioventù di Schumann, e molti suoi concerti sono stati trasmessi da TV e radio italiane e internazionali. Nel 2014 pubblica con Matteo Rampin il libro di divulgazione musicale “Mozart era un figo, Bach ancora di più” (Salani). ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Luca Giovannini, born in 2000, he took his Master Degree in Italy, Rovigo, under the tutelage of Luca Simoncini. He enriched his musical studies attending the Romanini Academy with the cellist and composer G. Sollima and being part of the Classe d'excellence of G. Capuçon at the Louis Vuitton fondation in Paris. Luca partecipated to many competition, as the "Alice und Eleanore Schönefeld" in Harbin China winning the third prize un 2016, the Janigro young competition, second prize and the first prize at the J. Brahms competition in 2018. I had the possibility to play for some of the greatest musical personalities like G. Kremer, A. Shiff, L. Harrel, G. Hoffman, N. Gutman, K. Gerstein, A. Tamestit and so, catching many different prospectives and musical ideas receiving always positive impressions on his sensibile and mature playing. He played in many countries (as Spain,Italy France, Switzerland, Finland) and many halls, as Suntory Hall in Tokyo, Carnegie Hall of NY, the  Musikverein of Vienna and at the Berliner Philharmonie. He is currently studying with Frans Helmerson at the  Kronberg Accademy, sponsored by Angela Winkler- stipendium .He plays a rare Ansaldo Poggi cello, kindly given by the italian cellist M. Brunello Winner of the “Janina Nawrocka Award” for her “remarkable musicality and beauty of sound” in the International F. Chopin Piano Competition in Warsaw (2010), Leonora Armellini (1992) performed as soloist, and with orchestras in important concert halls and festivals worldwide (Carnegie Hall - New York, Mariinsky Theater - Saint Petersburg, Salle Cortot - Paris, National Philharmonic - Warsaw, Teatro La Fenice – Venice, and in China, Japan, South Korea, …). She collaborated with many artists in various chamber music groups. Leonora graduated summa cum laude from the Padova Conservatory at the age of 12 with Laura Palmieri and won the first prize at the “Premio Venezia” (2005). She graduated summa cum laude at the age of 17 at the National Academy of S. Cecilia in Rome under the guidance of Sergio Perticaroli and then studied with Lilya Zilberstein (Musikhochschule Hamburg) and Boris Petrushansky (Accademia Pianistica di Imola). She recorded numerous CDs, including the two Chopin Piano Concertos and the complete Album for the Youth by Schumann, and a lot of her concerts and interviews were broadcast by Italian and international TVs and radios. Along with Matteo Rampin, she published a book entitled “Mozart era un figo, Bach ancora di più”, available in Italian and Spanish.  

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ODYSSEIA

ODYSSEIA

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VELUT LUNA CVLD329   UPC: 8019349785471  Questo disco raccoglie le musiche tratte da Odýsseia, performance originale di musica, testi ed immagini, che abbiamo presentato sul palco del Teatro Ristori di Verona nel dicembre 2019. Questo progetto complesso e sfaccettato ci ha impegnato nella cura di ogni dettaglio, dalla musica ai testi, dalla scenografia alla recitazione. L’intento dello spettacolo era quello di accompagnare lo spettatore lungo il viaggio di Ulisse, figura mitica che riflette in profondità l’animo dell’uomo contemporaneo. Un viaggio alla scoperta di culture lontane e diverse, ma sotto il segno dell’ospitalità e dell’ascolto dell’altro. Un viaggio verso casa, lungo il quale Ulisse si trova a dover mettere in discussione la propria identità, spinto dalla curiosità di conoscere a fondo se stesso e chi incontra, fino quasi a dimenticare dove e cosa sia veramente casa. Il nostro Ensemble, da quando è nato, si occupa di studiare, arrangiare ed eseguire le musiche tradizionali dell’area mediterranea. Odýsseia nasce dall’intreccio di questo repertorio con il racconto mitico dell’Odissea. Questo incontro fra musica tradizionale ed epica omerica ci ha permesso di cogliere in controluce la somiglianza essenziale che avvicina la musica popolare al poema greco antico: opere che sono nate entrambe dalla vitalità della composizione estemporanea, dall’improvvisazione, e poi tramandate attraverso l’oralità, evitando per lungo tempo l’irrigidimento della forma scritta. Inoltre sia la musica popolare che l’antico poema omerico rifiutano radicalmente di essere attribuite a un singolo genio artistico di stampo romantico, e ci fanno riscoprire la forza della creazione collettiva, la potenzialità di un canto comune, non singolare: una voce della moltitudine.   Il disco mantiene l’ordine dei brani e la scansione in scene dello spettacolo: Proemio, I Lotofagi, Il Ciclope, Circe, L’Ade, Le Sirene, Calipso. Inoltre abbiamo deciso di inserire all’interno di questo libretto alcune immagini e frammenti di testo, che consentano all’ascoltatore di accostarsi con l’immaginazione allo spettacolo, così come in origine era stato pensato. This record collects music from Odýsseia, an original performance of music, texts and images, which we presented on stage at the Ristori Theatre in Verona in December 2019. This complex and multifaceted project engaged us in the care of every detail, from music to lyrics, from set design to acting. The intent of the show was to accompany the spectator along the journey of Ulysses, a mythical figure who deeply reflects the soul of contemporary man. A journey to discover distant and different cultures, under the sign of hospitality and listening to the other. A journey home, along which Ulysses finds himself having to question his own identity, driven by curiosity to know himself and those he meets, almost to the point of forgetting where and what home really is. Our Ensemble, since its foundation, has been studying, arranging and performing the traditional music of the Mediterranean area. Odýsseia was born from the interweaving of this repertoire with the mythical tale of the Odyssey.  This encounter between traditional and Homeric epic music has allowed us to grasp the essential similarity that brings popular music to the ancient Greek poem: works that were both born from the vitality of extemporaneous composition, improvisation, and then handed down through orality, avoiding for a long time the stiffening of the written form. Moreover, both popular music and the ancient Homeric poem radically refuse to be attributed to a single artistic genius of a romantic kind, and make us rediscover the strength of collective creation, the potential of a common, not singular song: a voice of the multitude.  The disc maintains the order of the pieces and the scanning in scenes of the show: Proemio, I Lotofagi, Il Ciclope, Circe, L’Ade, Le Sirene, Calipso. Moreover, we have decided to insert in this booklet some images and fragments of text, which allow the listener to approach the show with imagination, as it was originally thought.  

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WITHIN & WITHOUT - Homage to Rakhmaninov

WITHIN & WITHOUT - Homage to Rakhmaninov

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VELUT LUNA CVLD330 UPC:  8019349894562 01 - Farewell my Dreams Op.9,  6:42 02 - Siberian Blizzard Op.10, 11:31 03 - Waltz of the Fairies Op.11,  7:54 04 - Dusk Spirits Op.12,  11:53 05 - Gloomy Sparks Op.16,  11:47 06 - The Devil in Love Op.14,  15:33 total time: 65:22 All compositions by Edoardo Brotto 88kHz / 24bit digital recording made at Magister Area Recording, Preganziol, Italy, on September 15, 16, 2020. Analog mix & mastering made at Velut Luna Studio, Padova, Italy, on October 17, 2020 Edoardo Brotto plays on STEINWAY & SONS D274 CONCERT GRANDPIANO, serial number: 592126 granted,  tuned and prepared by Silvano Zanta Marco Lincetto choose RIBERA R12 tube microphones, Millennia Media HV 3C mic preaplifier, and Rupert Neve Design 5059 summing mix Production: VELUT LUNA Executive producer: Marco Lincetto Musical producer: Edoardo Brotto Recording, mix & mastering engineer: Marco Lincetto Cover photo: Edoardo Brotto Inside photo: Claudio Dalla Costa Design: Francesca Brotto Questo album è il mio omaggio ad un compositore e pianista che amo profondamente, Sergej Rakhmaninov. La bellezza nel senso più ampio del termine, della natura, di un viso, del profumo del vento invernale, è stata fonte di ispirazione di tutti i brani qui presentati. L’assidua ricerca della stessa, dell’armonia ideale al momento ideale, della forma e della logica della struttura di ogni brano, dei contrasti, delle melodie e delle vivaci note danzanti, mi ha portato ad un attento e lungo lavoro sui più minuziosi dettagli, spesso stravolgendo interamente ciò che era, a favore dell’incertezza del nuovo. Ogni tessera di un puzzle è stata costruita minuziosamente e adattata all’immagine nella sua interezza. Nessuno di questi lavori è scritto su carta ma, al mio solito, è stato composto e “scritto” nella mia mente. Questo processo mi permette, letteralmente, di osservare i piccoli pezzi ed i grandi pezzi da una visuale preferenziale, ove posso giocare con le varie tessere, ricombinarle a mio piacimento creando un vastissimo numero di possibili soluzioni. È poi questa stessa visuale, simile a quella che si prova dall’alto di una vetta, o di un grattacielo, che mi permette di scegliere l’insieme di elementi che secondo me raggiungono la forma più bella. Edoardo Brotto This album is my homage to a composer and pianist whom I deeply admire, Sergei Rakhmaninov. All works presented here have been inspired by the notion of beauty in the broadest sense, of nature, of a face, of the scent of winter wind. An assiduous quest for musical beauty, of the ideal harmony for a particular moment, of form and structural logic, of contrasts, of melody and lively figuration have led me on a path of meticulous detail upon which I have frequently altered course, leaning towards the uncertainty of the new. Each piece is realised in such a manner as to depict the titular image in its poetic entirety. As is usual to my artistic process, none of these works have been notated; rather, they have been fully worked out in my mind. This process allows me to visualise both small and large ideas that constitute a work as tiles to be played with, moved and recombined according to spontaneous preference, and thus resulting in a vast number of potential manifestations. From such a vantage point, similar to a mountain peak or atop a skyscraper, I am able to arrange elements to conform to the most beautiful overarching shape. Edoardo Brotto  

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THE OTHER GIRL

THE OTHER GIRL

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VELUT LUNA CVLD325                            UPC:  8019349977999 01 - Dove sei  (Vittorio Matteucci) 2:46 Francesco Pollon, grandpiano Riccardo Di Vinci, double bass Marco Soldà, drums Magister Espresso Orchestra, strings 02 - Tra i ricordi e i perchè   (Marco Strano, Alessandro Magliarditi)  3:11 Francesco Pollon, grandpiano Riccardo Di Vinci, electric bass Marco Soldà, drums Pietro Mirabassi, tenor saxophone Magister Espresso Orchestra, strings 03 - Simple Life  (Fabrizio Castania, Dino Doni, Chiara Pastò)  3:05 Enrico Santacatterina, guitar Riccardo Di Vinci, electric bass Marco Soldà, drums Massimo Tuzza, percussions Magister Espresso Orchestra, strings 04 - Non più noi  (Marco Strano, Alessandro Magliarditi)  4:12 Francesco Pollon, grandpiano Riccardo Di Vinci, double  bass Marco Soldà, drums Pietro Mirabassi, tenor saxophone Magister Espresso Orchestra, strings 05 - Just Smile  (Enrico Santacatterina, Chiara Pastò)  4:13 Francesco Pollon, grandpiano Riccardo Di Vinci, electric bass Marco Soldà, drums Enrico Santacatterina, guitar Magister Espresso Orchestra, strings 06 - Cry Me A River  (Arthur Hamilton)  4:57 Francesco Pollon, grandpiano Magister Espresso Orchestra, strings 07 - Bellezza No  (Alejandro Saorin Martinez)  3:23 Francesco Pollon, grandpiano Riccardo Di Vinci, piccolo bass Marco Soldà, drums Massimo Tuzza, percussions Enrico Santacatterina, guitar Emiliano Tamanini, trumpet Angel Ballester Veliz, alto sax Gigi Grata, trombone Giorgio Beberi, baritone sax 08 - Se crederci   (Vito Caporale)  3:48  Francesco Pollon, grandpiano Riccardo Di Vinci, double bass Marco Soldà, drums featuring Baraonna: Vito Caporale, Delio Caporale, Daphne Nisi, Eleonora Tosto 09 - I Poeti   (Ninni Arini)  3:50  Francesco Pollon, grandpiano Riccardo Di Vinci, electric bass Marco Soldà, drums Enrico Santacatterina, guitar Giuseppe Barutti, cello solo Magister Espresso Orchestra, strings 10 - Lontano, lontano  (Luigi Tenco)  3:36 Francesco Pollon, grandpiano Riccardo Di Vinci, double bass Marco Soldà, drums Pietro Mirabassi, tenor saxophone 11 - Feel You On My soul (Fabrizio Castania, Dino Doni, Chiara Pastò)  3:18 Francesco Pollon, grandpiano Giuseppe Barutti, cello solo Magister Espresso Orchestra, strings 13 - The Other Girl  (Enrico Santacatterina, Chiara Pastò)  4:13 Enrico Santacatterina, guitar, electric Bass, drums, chorus Massimo Tuzza, percussions Magister Espresso Orchestra, strings total time: 44:39 All strings scores composed and arranged  by Fabrizio Castania Tracks 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 9, 11, 12 arranged by  Fabrizio Castania Track 7 arranged by  Alejandro Saorin Martinez Track 8 arranged by  Vito Caporale Track 10 arranged by  Francesco Pollon & Chiara Pastò Magister Espresso Orchestra First and Second Violins: Luca Mares, Sabina Bakholdina, Erika Fassetta, Gianpiero Zanocco, Giorgio Baldan Violas: Mario Paladin, Paolo Pasoli, Francesca Levorato, Alessandra Di Vincenzo Cellos: Giuseppe Barutti (solo), Alessandra Boldrin, Alan Dario  Francesco Pollon plays on Steinway & Sons D274 Concert Grandpiano tuned and prepared by Silvano Zanta Enrico Santacatterina plays on Ibanez, Godin Multiac, Gibson The Firebird, XoX Handle, Ovation guitars - 88.2kHz / 24bit digital recording made at Magister Recording Area, Preganziol, Italy on June 8 --> 22, 2020 - Analog mix made at Magister Recording Area, Preganziol, Italy on June 27 --> 30, 2020 - Mastering made by Simon Hayworth, at Super Audio Digital, Devon, UK, on July 15, 16, 2020 Production:  VELUT LUNA Executive Producer:  Marco Lincetto Musical Producer:  Marco Lincetto Musical Consultant:  Fabrizio Castania Chiara's Vocal Producer: Enrico Santacatterina Chiara's Vocal Coach: Chiara Morandin Balance Engineer: Marco Lincetto Recording Engineer:  Andrea Valfrè Mix Engineers: Andrea Valfrè, Marco Lincetto Mastering Engineer:  Simon Hayworth Cover and Inside Photos:  Marco Lincetto Graphics and Design:  L'Image  

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BACH - ALTERNATIVE HARPSICHORD CONCERTOS

BACH - ALTERNATIVE HARPSICHORD CONCERTOS

€ 13,50

  BACH ALTERNATIVE HARPSICHORD CONCERTOS  VELUT LUNA CVLD322  UPC: 8019349898980 Concert For Harpsichord and Orchestra in D Minor BWV 1052a Roberto Loreggian, harpsichord 1 - Allegro, 7:43 2 - Adagio, 7:59 3 - Allegro, 8:32 Concert For Harpsichord and Orchestra in G Minor BWV 1056a Roberto Loreggian, harpsichord 4 - Allegro, 3:42 5 – Adagio, 2:38 6 - Presto, 4:27 Concert For Flute, Violin, Harpsichord and Orchestra in D Major BWV 1050a Francesco Padovani, flute, Federico Guglielmo, violin, Roberto Loreggian, harpsichord 7 – Allegro, 8:28 8 – Adagio, 6:14 9 - Allegro, 5:26 tot. time: 55:16 Roberto Loreggian, harpsichord L’Arte dell’Arco Federico Guglielmo, Gianpiero Zanocco, violins Mario Paladin, viola Francesco Galligioni, cello Alessandro Pivelli, double bass 24bit/88.2kHz original recording made at Abbazia di Santa Maria delle Carceri, Main Hall, Carceri (Italy),  on November 11, 12, 2019 The recording was made by Marco Lincetto, using the very special and custom VLR Sound Recording System, including pure analog devices such as Rupert Neve Design Mic Preamplifiers 5024 and Analog  Summing Mixer SATELLITE 5059, Ribera R12 Vacuum Tube Microphones and the ADC Prism Sound AD2 Dream Production: VELUT LUNA Executive Producer: Marco Lincetto Balance, recording, mix and mastering engineer: Marco Lincetto Musical producer: Mattia Zanatta Editing engineer: Michele Sartor Critical text: Myriam Guglielmo Photo: Marco Lincetto Cover design concept and layout: L'Image  

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Prokofiev - Piano Sonatas

Prokofiev - Piano Sonatas

€ 30,00

VELUT LUNA CPRD001   -  UPC: 8019349989787 CD 1   tot. time: 56:30 Sonata No. 1 In Fa Minore, Op. 1 - 8:33  01 - Allegro, Meno Mosso, Allegro   Rakhat-Bi Abdyssagin, piano Sonata No. 2 In Re Minore, Op. 14 - 19:29   02 - Allegro Ma Non Troppo  / 03 - Scherzo, Allegro Marcato   04 - Andante / 05 - Vivace, Moderato, Vivace   Elisa D'Auria, piano Sonata No. 3 In La Minore, Op. 28 - 8:54   06 - Allegro Tempestoso, Moderato, Allegro Tempestoso,  Moderato Dolce, Più Animato, Allegro I, Poco Più Mosso  Carmen Anastasio, piano Sonata No. 4 In Do Minore, Op. 29 - 19:30    07 - Allegro Molto Sostenuto / 08 - Andante Assai / 09 - Allegro Con Brio Ma Non Leggiere  Sara De Ascaniis, piano CD2   tot. time: 64:30 Sonata No. 5 In Do Maggiore, Op. 38 - 16:25   01 - Allegro Tranquillo  / 02 - Andantino / 03 - Un Poco Allegretto  Cristian Monti, piano Sonata No. 6 In La Maggiore, Op. 82 - 28:10   04 - Allegro Moderato  / 05 - Allegretto / 06 - Tempo Di Valzer Lentissimo  / 07 - Vivace  Claudio Bonfiglio, piano Sonata No. 7 In Si Bemolle Maggiore, Op. 83 - 19:50   08 - Allegro Inquieto, Andantino  / 09 - Andante Caloroso / 10 - Precipitato  Fabiano Casanova, piano CD3   tot.time: 53:35 Sonata No. 8 In Si Bemolle Maggiore, Op. 84 - 29:12   01 - Andante Dolce, Allegro Moderato, Andante Dolce Come Prima, Allegro  02 - Andante Sognando  / 03 - Vivace, Allegro Ben Marcato, Andantino, Vivace Come Prima  Simone Rugani, piano Sonata No. 9 In Do Maggiore, Op. 103 - 24:20   04 - Allegretto  / 05 - Allegro Strepitoso, Andantino, Allegro tempo I 06 - Andante Tranquillo / 07 - Allegro Con Brio Ma Non Troppo Presto  Martin Malmgren, piano 88.2kHz / 24bit original recording made live-in-studio at Auditorium Pollini, Padova, on January 11, 12, 2019 Production:  Velut Luna Executive producer: Marco Lincetto Musical producer: Marco Lincetto Recording, Mix and Mastering engineer: Marco Lincetto Editing engineer: Mattia Zanatta Cover Photo: Marco Lincetto Design and layout: L'Image  Questo progetto è stato realizzato sotto l'egida del Conservatorio Cesare Pollini di Padova, e del suo direttore, Maestro Leopoldo Armellini, che ha riunito nove straordinari interpreti selezionati per la master class del Maestro Kostantin Bogino. A coronamento del lavoro svolto all'interno della masterclass si sono tenuti per una serie di concerti e questa registrazione, realizzata a margine dei concerti stessi con la modalità del "live-in-studio" senza pubblico, garantendo così anche la massima qualità sonora, senza perdere l'emozione e l'impatto di una presa diretta. Una delle grandi pagine del repertorio pianistico mondiale, l'integrale delle Sonate di Serg Prokofiev, trova così, in questo triplo CD, una delle sue migliori e più brillanti edizioni, anche grazie alla spettacolare qualità del suono garantita dallo splendido pianoforte Steinway & Sons D274 Concert Grand residente all'interno dell'Auditorium Pollini di Padova e, appunto, dalla registrazione realizzata da Marco Lincetto con la sua esclusiva tecnica di ripresa specialmente messa a punto per il pianoforte solo, che prevede l'utilizzo anche dei raffinati microfoni valvolari Ribera R12. Questa produzione discografica si avvale anche del contributo del PROGETTO LPM.                

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QUATTRO

QUATTRO

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Baraonna, Premio della Critica e Miglior Arrangiamento al festival di Sanremo.  Collaborazioni, nella musica pop, con Claudio Baglioni, Riccardo Cocciante, Renato Zero, Renato Carosone, Mario Lavezzi, Renzo Arbore, Pino Daniele, Paolo Conte, Mango, Fred Bongusto, Tullio De Piscopo.  Nel teatro musicale con Pino Insegno, Claudio Insegno, Maurizio Battista, Michele Placido, Catherine Deneuve, Pippo Franco, Pierfrancesco Pingitore.  Nella musica jazz con Stefano Di Battista, Pippo Matino, Pietro Iodice, Alessandro Tomei, Andy Bartolucci, Gianni Savelli, Claudio Corvini, Marco Sinopoli, Antonio Iammarino, Lionel Hampton, Jean Paul Artero, Bernard Cesari, Roger Nikitoff, Maria Moreno.  Festival e concerti in diversi palcoscenici internazionali, Francia, Inghilterra, Slovenia, Croazia, Svizzera, Lussemburgo, Slovacchia, USA, Emirati Arabi.  "QUATTRO" è il nuovo CD dei Baraonna (Velut Luna 2020). 10 tracce, di cui sette brani completamente inediti, composti ed arrangiati dai Baraonna; una nuova versione del super premiato pezzo sanremese, "I giardini d'Alhambra" e due cover, "Minuetto" ed "Il terzo fuochista" portate al successo rispettivamente da Mia Martini e Tosca. Gli arrangiamenti sono vocalmente polifonici e contrappuntistici, in stile Baraonna (Delio Caporale, Vito Caporale, Daphne Nisi ed Eleonora Tosto). La parte strumentale vede: Pippo Matino, fuoriclasse napoletano, al basso elettrico; la creatività jazzistica di Alessandro Tomei ai sax ed al flauto traverso; la brillantezza ritmica di Andy Bartolucci, giovane performer romano, che ha suonato batteria e percussioni; le chitarre sapienti di Marco Sinopoli, figlio del celebre direttore d’orchestra; ed infine il pianoforte e le tastiere di Vito Caporale, che ha curato anche la direzione artistica dell'album. Il CD è articolato e godibile, vario nelle ambientazioni musicali, con il fil rouge delle armonizzazioni vocali. Emergono tuttavia le forti personalità espressive dei quattro solisti Baraonna, che sono inoltre, autori ed arrangiatori del CD.  Nell'album sono contenuti parti in italiano, napoletano, inglese, francese ed "esperanto" del sud. Le registrazioni sono state effettuate a Roma presso lo studio Delta Top e lo studio MSMedia. Il completamento del missaggio e la masterizzazione sono stati curati, a Padova, da Marco Lincetto, cultore del suono di alta qualità.  

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SE FOSSI UNA RONDINELLA

SE FOSSI UNA RONDINELLA

€ 13,50

VELUT LUNA CVLD321 UPC: 8019349889896 01 - La Dosolina - Eddy Serafini,  2:44 02 - Gran Dio del Cielo - Armando Franceschini,  3:09 03 - ‘Ndormenzete popin - Erika Eccli,  2:42 04 - E col cifolo del vapore - Nikos Betti,  3:22 05 - La sposa morta - Marco Uvietta,  2:20 06 - Il Maritino - Armando Franceschini,  2:04 07 - La Madonnina - Camillo Moser e Italo Varner,  2:10 08 - La casa del mio bèn - Armando Franceschini,  1:38 09 - Ninna Nanna - Eddy Serafini,  1:59 10 - L’è tre ore che son chi sotto - Erika Eccli,  1:23 88.2kHz / 24bit original digital recording made at Areamagister Studios, Preganziol (Italy) on December, 28, 29, 2019 Production: Velut Luna Executive Producer: Marco Lincetto Musical Producer: Marco Lincetto & Barbara Bertoldi Recording, Mix & Mastering Enegineer: Marco Lincetto Photo: Marco Lincetto Design & Layout: L'Image Costantino Nigra pubblica nel 1888 i “Canti popolari del Piemonte”, utilizzando per la prima volta un approccio etnologico, comparatistico e dialettologico alla poesia popolare italiana. E’ una ricerca lunga, appassionata, nell’ambito dei “canti veramente popolari, cioè senza che se ne conosca l’autore, quei canti che si odono nei campi, nelle stalle, parto di poeti contadini”, come scrive in una lettera ad uno studioso sardo il suocero di Nigra, Giovenale Vegezzi Ruscalla. Nasce con Nigra la nuova metodologia di ricerca, che prima era area di studio e lavoro di letterati e filologi, prevalentemente toscani. Da questi studi discende che il canto popolare, se è di autore anonimo per quanto riguarda la scrittura, è però ben identificabile come area di diffusione. Ed è anche ben visibile la traccia storica che il testo compie attraverso le modificazioni cui esso è soggetto nel corso degli anni, se non dei secoli. I temi trattati investono la vita tutta dell’uomo e della donna, narrando del lavoro, dello svago, dell’amore, dei lutti e delle guerre. Sono testi, come quelli riportati nel presente CD, fortemente dialettali, propri dell’area dell’Italia settentrionale, con diffusione anche in Francia, Provenza, Catalogna e Portogallo. Poi, come è tipico della narrazione popolare, questa viene variata ed adattata alle situazioni e ai tempi diversi, senza variare l’impianto narrativo, di modo che si può sempre, o quasi, risalire al testo originale. I canti di questo CD, scelti dalla musicista interprete e ri-armonizzati per violoncello e voce da compositori amici e colleghi, riportano la narrazione alla sua rappresentazione più veritiera, quando l’interprete non era un coro, ma una o al massimo due voci, accompagnate da uno strumento, chitarra o violino che fosse, suonati molto spesso ad orecchio. L’accompagnamento del violoncello dà una veste raffinata e inedita nel vasto campo delle esecuzioni di canti popolari. Le ri-armonizzazioni proposte dai vari compositori rendono la narrazione variata e diversa, a seconda delle differenti sensibilità,  pur nel rispetto della armonizzazione primitiva.  

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MINGUS WORLD

MINGUS WORLD

€ 13,50

VELUT LUNA CVLD320 - MINGUS WORLD UPC: 8019349878692 01 - Monk, Bunk & Vice Versa  4:30 02 - Fables Of Faubus  6:40 03 - Goodbye Pork Pie Hat  4:51 04 - Jelly Roll  3:35 05 - Duke Ellington Sound Of Love / Oh Lord, Don't Let Them Drop That Atomic Bomb On Me  7:55 06 - O.P.  3:10 07 - Sue's Changes  6:18 08 - Jump Monk  4:38 09 - Better Get Hit In Your Soul  4:18 total time: 45:58 All compositions by Charles Mingus All arrangements by Salvatore Maiore and Maria Vicentini Maria Vicentini, violin and viola Salvatore Maiore, cello and double bass 88.2kHz/24bit original recording made live-in-studio at San Giacomo Spazio d'Arte, Italy, on November, 30, 2019 Marco Lincetto choose a pure DECCA TREE recording set up, using three RIBERA R12 vacuum tube microphones Production: VELUT LUNA Executive Producer: Marco Lincetto Balance Engineer: Marco Lincetto Recording Engineers: Cristiano Zatta & Marco Lincetto Editing Engineers: Cristiano Zatta & Marco Lincetto Mix and Mastering Engineer: Marco Lincetto Photo: Marco Lincetto Design and layout: L'Image Kingus Mingus Più invecchio, più mi irrito per la banalità del racconto sul jazz e sui suoi personaggi rinchiusi nei luoghi comuni che vanno dal “buontempone dalla risata perenne” al “genio e sregolatezza”, passando per una serie di frasi fatte che vi risparmio e mi risparmio. Più invecchio, più gioisco quando mi imbatto nei lavori di musicisti di ogni generazione che non si fermano alle formulette stereotipate, ma al contrario si attivano in opere di sana ricerca e di  approfondimento, guidati da una concezione del jazz come grande crocevia di apporti culturali . La rilettura dei capolavori di Charles Mingus realizzata da Maria Vicentini e Salvatore Maiore, se da una parte ne mantiene con grande luminosità l’effervescente fiume tematico, dall’altra ne esalta i valori contrappuntistici, la vocazione per il dialogo, il coraggio della sperimentazione, e il gusto per i colori tipico dell’amato Ellington, ma anche di Oscar Pettiford, qui deliziosamente omaggiato con “O.P.”, e non a caso anche lui violoncellista oltre che contrabbassista. Il tutto con la competenza strumentale, l’impegno nella progettazione del percorso, l’esecuzione “senza trucco e senza inganno”, ma al tempo stesso la leggerezza e la sottile ironia vuoi nelle improvvisazioni quanto negli obbligati che caratterizzano i musicisti maturi ma ancora freschi e creativi, in grado di quel non prendersi troppo sul serio che è in realtà l’anticamera della serietà. Insomma un bel servizio a Mingus, che se ce ne fosse ancora bisogno, si disvela artista dalle ampie visioni, ben oltre quel borioso e vanitoso attaccabrighe da bar dello sport che tante voci (…compresa quella di lui medesimo…) ci hanno superficialmente descritto. More I get older, more I get angry for the banality of the story about jazz and about its characters limited in common places varying from  the “always smiling jolly fellow” to the “genius and recklessness”, passing through a series of readymade sentences I want to spare to you and to myself. More I get older, more I rejoice when I run up into the works of musicians of every generation that do not stop at the stereotyped easy formulas, but, on the reverse, activate in works of research and further analysis, driven by an idea of jazz as an important crossroads of cultural contributions. The new reading of Charles Mingus’ masterpieces carried out by Maria Vicentini and Salvatore Maiore, on one side keeps its sparkling thematic flow with brilliance, on the other enhances its contrapuntal values, the vocation for dialogue, the courage of experimentation, and the taste for colours, typical of the beloved Ellington, but also of Oscar Pettiford, here deliciously honoured with “O.P.”, not by chance he himself being a cellist and a double bass player as well. All this with the instrumental competence, the commitment in planning the course, the performance “without tricks and deceits”, but in the same time the lightness and the subtle irony both in the improvisations and in the obligatos characterising mature but still fresh and creative musicians, so good in not showing themselves too serious, thus showing their seriousness and reliability. All considered, this is a good service paid to Mingus, who, if it were still necessary, reveals to be an artist with wide visions, much more than the arrogant and vain quarrelsome person superficially described by many voices, including his own.  Bruno Tommaso  

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ORGAN WARS

ORGAN WARS

€ 18,00

  John Williams, tra i più grandi compositori di colonne sonore, è senza dubbio anche tra i più raffinati orchestratori contemporanei. Ecco quindi la sfida di trasferire ad uno strumento come l'organo le pagine celebri di film quali Jaws, Close Encounters of the third kind, Memoirs of a Geisha, passando per Schindler's List ed arrivando a veri e propri "cult" del cinema: Star Wars e The Empire Strikes Back. E non un organo qualsiasi ma il grand'organo dell'Auditorium "Cesare Pollini", sede del Conservatorio di Musica di Padova. Un repertorio unico nel suo genere, che consente di valorizzare tutti i registri di questo strumento, dal pianissimo al "tutti" sinfonico, considerando che si è scelto di dare spazio ai vari linguaggi musicali di John Williams, dal più celebrativo ed epico al più intimistico e meditativo, per accontentare i gusti di chi conosce il Williams più blockbuster, ma anche chi conosce o vuole approfondire un Williams meno noto ma altrettanto geniale.  John Williams, among the greatest soundtrack composers, is for sure also one of the most refined contemporary orchestrators. Here now the challenge of shifting the pages of well-known movies such as Jaws, Close Encounters of the third kind, Memoirs of a Geisha, Schindler's List till actual cult movies of the cinema: Star Wars and The Empire Strikes Back from the orchestra to an instrument like the organ.  And I underline he is not using an ordinary organ, but the grand organ of the Auditorium "Cesare Pollini", in the premises of Padua Music Conservatory. A really unique repertory, that allows to make the most of all the registers of this instrument, from pianissimo to the symphonic "tutti", considering that we chose to give room to John Williams’ various musical languages, from the most celebrative and epic to the more intimist and meditative, in order to please the taste of those who know the more blockbuster Williams, but also who know or wish to deepen the knowledge of a less known but nevertheless brilliant Williams.   

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