Spedizioni gratuite in Italia, a partire da 4 articoli acquistati

Riepilogo carrello

Il tuo carrello è vuoto

Prodotti nel carrello: 0
Totale prodotti: € 0,00

Prosegui al carrello

MINGUS WORLD

13,50

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello

  leggi le recensioni (2)

Codice: CVLD 320

Autore: Charles Mingus
Esecutore: Maria Vicentini, Salvatore Maiore
Durata: 45:58
Supporto: cd

VELUT LUNA CVLD320 - MINGUS WORLD

UPC: 8019349878692

01 - Monk, Bunk & Vice Versa  4:30
02 - Fables Of Faubus  6:40
03 - Goodbye Pork Pie Hat  4:51
04 - Jelly Roll  3:35
05 - Duke Ellington Sound Of Love / Oh Lord, Don't Let Them Drop That Atomic Bomb On Me  7:55
06 - O.P.  3:10
07 - Sue's Changes  6:18
08 - Jump Monk  4:38
09 - Better Get Hit In Your Soul  4:18

total time: 45:58

All compositions by Charles Mingus
All arrangements by Salvatore Maiore and Maria Vicentini

Maria Vicentini, violin and viola
Salvatore Maiore, cello and double bass

88.2kHz/24bit original recording made live-in-studio at San Giacomo Spazio d'Arte, Italy, on November, 30, 2019
Marco Lincetto choose a pure DECCA TREE recording set up, using three RIBERA R12 vacuum tube microphones

Production: VELUT LUNA
Executive Producer: Marco Lincetto
Balance Engineer: Marco Lincetto
Recording Engineers: Cristiano Zatta & Marco Lincetto
Editing Engineers: Cristiano Zatta & Marco Lincetto
Mix and Mastering Engineer: Marco Lincetto
Photo: Marco Lincetto
Design and layout: L'Image

Kingus Mingus

Più invecchio, più mi irrito per la banalità del racconto sul jazz e sui suoi personaggi rinchiusi nei luoghi comuni che vanno dal “buontempone dalla risata perenne” al “genio e sregolatezza”, passando per una serie di frasi fatte che vi risparmio e mi risparmio.
Più invecchio, più gioisco quando mi imbatto nei lavori di musicisti di ogni generazione che non si fermano alle formulette stereotipate, ma al contrario si attivano in opere di sana ricerca e di  approfondimento, guidati da una concezione del jazz come grande crocevia di apporti culturali .
La rilettura dei capolavori di Charles Mingus realizzata da Maria Vicentini e Salvatore Maiore, se da una parte ne mantiene con grande luminosità l’effervescente fiume tematico, dall’altra ne esalta i valori contrappuntistici, la vocazione per il dialogo, il coraggio della sperimentazione, e il gusto per i colori tipico dell’amato Ellington, ma anche di Oscar Pettiford, qui deliziosamente omaggiato con “O.P.”, e non a caso anche lui violoncellista oltre che contrabbassista.
Il tutto con la competenza strumentale, l’impegno nella progettazione del percorso, l’esecuzione “senza trucco e senza inganno”, ma al tempo stesso la leggerezza e la sottile ironia vuoi nelle improvvisazioni quanto negli obbligati che caratterizzano i musicisti maturi ma ancora freschi e creativi, in grado di quel non prendersi troppo sul serio che è in realtà l’anticamera della serietà.
Insomma un bel servizio a Mingus, che se ce ne fosse ancora bisogno, si disvela artista dalle ampie visioni, ben oltre quel borioso e vanitoso attaccabrighe da bar dello sport che tante voci (…compresa quella di lui medesimo…) ci hanno superficialmente descritto.

More I get older, more I get angry for the banality of the story about jazz and about its characters limited in common places varying from  the “always smiling jolly fellow” to the “genius and recklessness”, passing through a series of readymade sentences I want to spare to you and to myself.
More I get older, more I rejoice when I run up into the works of musicians of every generation that do not stop at the stereotyped easy formulas, but, on the reverse, activate in works of research and further analysis, driven by an idea of jazz as an important crossroads of cultural contributions.
The new reading of Charles Mingus’ masterpieces carried out by Maria Vicentini and Salvatore Maiore, on one side keeps its sparkling thematic flow with brilliance, on the other enhances its contrapuntal values, the vocation for dialogue, the courage of experimentation, and the taste for colours, typical of the beloved Ellington, but also of Oscar Pettiford, here deliciously honoured with “O.P.”, not by chance he himself being a cellist and a double bass player as well.
All this with the instrumental competence, the commitment in planning the course, the performance “without tricks and deceits”, but in the same time the lightness and the subtle irony both in the improvisations and in the obligatos characterising mature but still fresh and creative musicians, so good in not showing themselves too serious, thus showing their seriousness and reliability.
All considered, this is a good service paid to Mingus, who, if it were still necessary, reveals to be an artist with wide visions, much more than the arrogant and vain quarrelsome person superficially described by many voices, including his own. 

Bruno Tommaso
 

VELUT LUNA CVLD320 - MINGUS WORLD

UPC: 8019349878692

01 - Monk, Bunk & Vice Versa  4:30
02 - Fables Of Faubus  6:40
03 - Goodbye Pork Pie Hat  4:51
04 - Jelly Roll  3:35
05 - Duke Ellington Sound Of Love / Oh Lord, Don't Let Them Drop That Atomic Bomb On Me  7:55
06 - O.P.  3:10
07 - Sue's Changes  6:18
08 - Jump Monk  4:38
09 - Better Get Hit In Your Soul  4:18

total time: 45:58

All compositions by Charles Mingus
All arrangements by Salvatore Maiore and Maria Vicentini

Maria Vicentini, violin and viola
Salvatore Maiore, cello and double bass

88.2kHz/24bit original recording made live-in-studio at San Giacomo Spazio d'Arte, Italy, on November, 30, 2019
Marco Lincetto choose a pure DECCA TREE recording set up, using three RIBERA R12 vacuum tube microphones

Production: VELUT LUNA
Executive Producer: Marco Lincetto
Balance Engineer: Marco Lincetto
Recording Engineers: Cristiano Zatta & Marco Lincetto
Editing Engineers: Cristiano Zatta & Marco Lincetto
Mix and Mastering Engineer: Marco Lincetto
Photo: Marco Lincetto
Design and layout: L'Image

Kingus Mingus

Più invecchio, più mi irrito per la banalità del racconto sul jazz e sui suoi personaggi rinchiusi nei luoghi comuni che vanno dal “buontempone dalla risata perenne” al “genio e sregolatezza”, passando per una serie di frasi fatte che vi risparmio e mi risparmio.
Più invecchio, più gioisco quando mi imbatto nei lavori di musicisti di ogni generazione che non si fermano alle formulette stereotipate, ma al contrario si attivano in opere di sana ricerca e di  approfondimento, guidati da una concezione del jazz come grande crocevia di apporti culturali .
La rilettura dei capolavori di Charles Mingus realizzata da Maria Vicentini e Salvatore Maiore, se da una parte ne mantiene con grande luminosità l’effervescente fiume tematico, dall’altra ne esalta i valori contrappuntistici, la vocazione per il dialogo, il coraggio della sperimentazione, e il gusto per i colori tipico dell’amato Ellington, ma anche di Oscar Pettiford, qui deliziosamente omaggiato con “O.P.”, e non a caso anche lui violoncellista oltre che contrabbassista.
Il tutto con la competenza strumentale, l’impegno nella progettazione del percorso, l’esecuzione “senza trucco e senza inganno”, ma al tempo stesso la leggerezza e la sottile ironia vuoi nelle improvvisazioni quanto negli obbligati che caratterizzano i musicisti maturi ma ancora freschi e creativi, in grado di quel non prendersi troppo sul serio che è in realtà l’anticamera della serietà.
Insomma un bel servizio a Mingus, che se ce ne fosse ancora bisogno, si disvela artista dalle ampie visioni, ben oltre quel borioso e vanitoso attaccabrighe da bar dello sport che tante voci (…compresa quella di lui medesimo…) ci hanno superficialmente descritto.

More I get older, more I get angry for the banality of the story about jazz and about its characters limited in common places varying from  the “always smiling jolly fellow” to the “genius and recklessness”, passing through a series of readymade sentences I want to spare to you and to myself.
More I get older, more I rejoice when I run up into the works of musicians of every generation that do not stop at the stereotyped easy formulas, but, on the reverse, activate in works of research and further analysis, driven by an idea of jazz as an important crossroads of cultural contributions.
The new reading of Charles Mingus’ masterpieces carried out by Maria Vicentini and Salvatore Maiore, on one side keeps its sparkling thematic flow with brilliance, on the other enhances its contrapuntal values, the vocation for dialogue, the courage of experimentation, and the taste for colours, typical of the beloved Ellington, but also of Oscar Pettiford, here deliciously honoured with “O.P.”, not by chance he himself being a cellist and a double bass player as well.
All this with the instrumental competence, the commitment in planning the course, the performance “without tricks and deceits”, but in the same time the lightness and the subtle irony both in the improvisations and in the obligatos characterising mature but still fresh and creative musicians, so good in not showing themselves too serious, thus showing their seriousness and reliability.
All considered, this is a good service paid to Mingus, who, if it were still necessary, reveals to be an artist with wide visions, much more than the arrogant and vain quarrelsome person superficially described by many voices, including his own. 

Bruno Tommaso
 

Potrebbero interessarti anche ...