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NUBILARIA

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Codice: CVLD209

Autore: A A V V
Esecutore: NUBILARIA CLARINET ENSEMBLE
Durata: 63:02
Supporto: cd
Original compositions by G. Greshwin, A. Piazzolla, P. Swerts, E. Grieg, C. McAlister, M. De Falla, B. Bartok, A. J. Ellis/J. Pastorius. Arrangements by S. Bergamini, G. Forghieri.
Nubilaria Clarinet Ensemble: G. Forghieri clarinet, eb clarinet; M. Rossi clarinet; G. Formicola clarinet; A. Bondioli clarinet; L.Sacchetti clarinet; C. Calzolari clarinet; M. Fiorini clarinet, alto clarinet; A. Ponzi clarinet, alto clarinet, bass clarinet; S. Bergamini bass clarinet.
24bit/88.2 kHz original recording made at MagisterAreaStudios, Preganziol, Italy on January 8, 9, 2011.

Il Nubilaria Clarinet Ensemble è un “clarinet choir”, cioè un ensemble formato esclusivamente da strumenti della famiglia dei clarinetti.
Questo ensemble è estremamente versatile, secondo in questo soltanto alla grande orchestra sinfonica, e il suo suono può ricordare quello dell’organo; l’organico effettivo può variare molto, da un minimo di cinque esecutori ad un massimo indefinito, sono esistiti infatti gruppi di più di 70 elementi. Il clarinet choir può perciò essere considerato come l’equivalente per strumenti a fiato dell’orchestra d’archi.
Il repertorio originale per questo ensemble era virtualmente inesistente fino alla seconda metà del XX secolo, ma da subito risultò evidente la possibilità di trascrivere qualsiasi brano, partendo dagli organici più disparati, dall’orchestra sinfonica come dal pianoforte solo, dal quartetto d’archi come dall’ensemble di fiati. Percy Grainger, importante compositore australiano, era molto attratto dall’arrangiamento per clarinet choir, e ha prodotto nella sua carriera parecchie trascrizioni di grande bellezza da composizioni di J.S. Bach, Josquin des Pres, Alessandro Scarlatti e molti altri. L’età d’oro del clarinet choir è iniziata attorno al 1950: molti ensemble sono stati creati all’interno di tutte le maggiori istituzioni scolastiche degli Stati Uniti e importanti compositori che vi operavano hanno iniziato a scrivere brani originali e nuove trascrizioni, potenziando contestualmente i clarinet choir esistenti e creandone di nuovi, basando su di essi buona parte della loro attività didattica.
Attualmente sono in attività centinaia di clarinet choir in tutto il mondo, ma la loro diffusione in Italia è ancora molto limitata, si contano infatti pochissime esperienze in tutto il nostro paese, fra le quali la nostra formazione è probabilmente l’unica stabile. In questo album utilizziamo i seguenti strumenti: un Clarinetto Piccolo in MI bemolle, sette Clarinetti in SI bemolle, due Clarinetti Contralti in MI bemolle e due Clarinetti Bassi in SI bemolle, variamente combinati.
Quindi, perché abbiamo formato un Clarinet Choir? La ragione principale è molto semplice: perché è divertente! Inoltre il clarinet choir riunisce le potenzialità ludiche e didattiche della banda, l’ensemble popolare più diffuso in Italia, con la qualità musicale che soltanto le migliori orchestre e i migliori ensemble da camera possono raggiungere. L’attenzione ai dettagli che ci caratterizza ci consente di ridare nuova vita e nuovi colori a un repertorio per molti versi ormai standardizzato, perciò Stefano Bergamini e Giuliano Forghieri hanno scritto e stanno scrivendo nuovi arrangiamenti di importanti brani del repertorio classico e popolare. Recentemente è arrivata anche la prima composizione scritta per noi ed a noi dedicata, “In a Clearing” del compositore statunitense Clark McAlister, che è inclusa in questo album. 
Per finire, due parole sul significato del nostro nome: Nubilaria è il nome antico (in latino) di Novellara (Reggio Emilia), la città dove il nostro gruppo è nato nel 2005 presso l’associazione culturale “Lo Schiaccianoci” (www.schiaccianoci.org), un nome che ha probabilmente a che fare con le nebbie che caratterizzano questa zona geografica. A noi piace però pensare che il nome sia frutto della giustapposizione di nubi e aria, indicando così qualcosa che riunisce metaforicamente significati legati al sogno, al movimento continuo e al suono prodotto dai nostri strumenti.

    We came so far for beauty, we left so much behind (Leonard Cohen)

Giuliano Forghieri
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